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Reggio Calabria: frasi e citazioni
15 citazioni di 14 autori
Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su reggio calabria? Ecco 15 citazioni con l'autore di ciascuna.
Frasi su «reggio calabria»
E quel corno d'Ausonia che s'imborga / di Bari e di Gaeta e di Catona, / da ove Tronto e Verde in mare sgorga.
I dintorni di Reggio sono in genere molto deliziosi e non si vedono che campagne coperte di gelsi, aranceti, limoneti, vigneti. La maggior parte della seta che si produce in Calabria si coltiva in questi luoghi; Reggio ne vende per ottantamila libbre all'anno.
Il più bel chilometro d'Italia.
ln quest'antica, e illustre città posta all'estrema punta d'Italia di rimpetto alla Sicilia vide sua luce la prima edizione Ebraica nel mese di Adar dell'anno 5235 della creazione del Mondo, vale a dire tra il febbraio, e marzo della era Cristiana anno 1475. Fu dessa il Commentario al Pentateuco di Rabbi Salomone Iarco impresso da un tal Abramo Garton figliuolo di Isacco, del quale niun'altra notizia mi è riuscito raccogliere. E sebbene nell'istesso anno si fosse stampato in Pieve di Sacco terra nel Padovano il Rabbi Jacobi Ben Ascer Arba Turim, ch'è la più antica delle altre edizioni ebraiche conosciute, pure dessa trovandosi impressa colla data del mese Tamuz per quattro mesi posteriore devesi riputare.
Luminosità e mitezza di cielo, spirare leggiadro dei venti, insieme a moderato regime di piogge hanno reso privilegiata questa città ed i suoi "giardini", questa città che, tra l'altro, è tra le più antiche d'Italia ed è la più popolosa ed importante della Calabria. I "giardini" di Reggio sono una piccola regione, una delle regioni minori che formano il mosaico della più grande regione calabrese.
Mi spostavo velocemente attraverso viottoli interminabili delimitati da fichi d'India e aloe, inoltrandomi in profumati aranceti, incontrando via via, tanti alberi di dolcissimi fichi. Reggio è davvero un immenso giardino e, senza dubbio, un luogo di tali delizie, come credo ne esistano pochi altri sulla terra.
Reggio acroterio d'Italia.
Reggio Calabria è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d'Alta Moda. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l'Iliade, l'Odissea, l'Eneide, dove ho cominciato a respirare l'arte della Magna Grecia.
Reggio Calabria è un grande giardino, uno dei luoghi più belli che si possano trovare sulla terra.
Reggio ci è piaciuta molto. Il molo, sul quale la nostra locanda è situata, è molto bello. Può andare orgogliosa di diverse fontane di cui una, quasi di fronte a noi, è veramente magnifica. E, fatto singolare, a Reggio, quasi tutte le fontane sono sulla spiaggia, e praticamente a qualche metro dal mare. [...] Stamane andammo a fare un giro in città, che ha un aspetto gaio, non tanto sul molo quanto in una bella strada parallela ad esso che sembra essere qui quel che Toledo è a Napoli.
Reggio è il paradiso della Calabria. Coperta da un cielo terso e blu, bagnata da un mare ancora più terso e blu, la città è mollemente adagiata, o piuttosto coricata ai piedi delle alte creste boscose dell'Aspromonte; difesa grazie ad esse dai venti aspri, riposa in mezzo ai melograni, agli aloi in fiore, e il capo ombreggiato da pergolati e palme s'inebria dell'eterno profumo degli aranci e dei limoni. Più vasta e più ricca, ma non più illustre e soprattutto ridente, Messina, la consorella, sembra tenderle dalla sponda opposta una mano fraterna e farle dei segni amichevoli.
Reggio è una delle città che si stacca da quante se ne vedono nelle lunghe traversate dalle Alpi al Jonio, per formare un tipo, un carattere, un popolo a parte.
Scilla Villa Catona, ed eccomi a Reggio. Scendo quasi sempre all'inizio del Lungomare, una delle più belle passeggiate del mondo, che sarebbe la più bella se si riuscisse a scavare un tunnel tra le due stazioni di Reggio per nascondervi il traffico ferroviario. Davanti a me è Messina. Ogni volta che la guardo non posso impedirmi di pensare a quel terribile terremoto che la ingoiò nel 1908. Ora la città è nuovamente tutta in piedi e brilla al sole. Il dialogo con Reggio non è fatto di case, di gettate, di scogli, di navi, di bagliori che si confrontano. C'è qualche cosa che va oltre questi aspetti della realtà sensibile. Il dialogo tra le due città supera la cronaca e supera anche la storia. Sono due divinità che si parlano dalle opposte rive, sdraiate al sole, avendo le montagne per cuscino, e, al suono delle loro antiche parole, il tempo brucia la sua vecchiezza e i suoi lutti, ritorna giovane e senza memoria, risale alla sorgente da cui scaturì la prima alba dell'uomo.
Si può dire che i dintorni di Reggio, così come le strade che l'attraversano, formano un giardino continuo e uno dei più deliziosi.
Un piede è posto alfin sulle ridenti / sponde di Reggio, e di novella gloria / ornâr la fronte gli Argonauti. Invano / ci vieta il varco il despotismo! / Invano spesseggian folti incrociatori, e invano / oste nemica numerosa! Il dito / di Dio conduce la tirannicida / falange, ed oste, e baluardi, e troni / son rovesciati nella polve e riede / sulle ruine del delitto il Santo / dell'uom diritto e libertade. / E il cielo alla redenta Umanità sorride!
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026