Frasi
Frasi di Thomas de Quincey
19 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 19 citazioni di Thomas de Quincey, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Thomas de Quincey (scrittore, giornalista e saggista britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Thomas de Quincey
Nei sogni, forse per un notturno segreto del notturno dormiente, che s'illumina ad un tratto nell'oscurità e subito scompare alla memoria appena il sogno è finito, ogni figlio della nostra razza misteriosa consuma per conto proprio il tradimento del peccato originale.
Per un grande erudito si intende non uno che si basa semplicemente su un'infinita memoria, ma anche su un'infinita ed elettrica capacità combinatoria; raccogliendo dai quattro venti, come l'angelo della resurrezione, ciò che altrimenti sarebbe stato solo polvere delle ossa dei morti, in unità di vita palpitante.
Rimanere nascosto nella folla è sublime; passare di generazione in generazione, ignorato dalla moltitudine, è doppiamente sublime.
Frasi da «Le confessioni di un mangiatore d'oppio»
In molti passi della vita, una coscienza è un ingombro più costoso di una moglie o di una carrozza [...].
[...] il gran potere e le grandi ricchezze rendono l'uomo vergognosamente pauroso di morire; e sono convinto che molti dei più intrepidi avventurieri i quali, essendo per fortuna poveri, hanno a loro disposizione tutto il loro coraggio naturale, se proprio al momento di entrare in azione ricevessero la notizia di un'eredità inaspettata, diciamo di una rendita di sterline all'anno, sentirebbero aumentare considerevolmente la loro antipatia per le pallottole, e diventerebbe altrettanto difficile per loro il mantenersi sereni e padroni di sé.
[...] i più degli uomini sono alterati dalla sobrietà [...].
[...] meno si capisce una lingua, e più si è sensibili alla melodia o all'asprezza dei suoi suoni [...].
O giusto, misterioso e potente oppio che ai cuori dei poveri e dei ricchi, senza differenza, per le ferite insanabili e per le pene «che tentano lo spirito alla rivolta», porti un balsamo di pace! Oppio eloquente, che con la tua stringente retorica blandisci i propositi dell'ira: e al colpevole restituisci per una notte le speranze della gioventù, purificando le sue mani insanguinate; e all'orgoglioso un breve oblio «dei torti non riparati e degli insulti invendicati»; che chiami al tribunale dei sogni, per il trionfo dell'innocenza che soffre, le tue false testimonianze; e confondi gli spergiuri; e rovesci le sentenze dei cattivi giudici; tu susciti dal grembo delle tenebre, con le fantastiche immagini del cervello, templi e città che superano l'arte di Fidia e di Prassitele, superano gli splendori di Ecatompile e di Babilonia: e «dall'anarchia di un sonno pieno di sogni» chiami alla luce del sole i volti di beltà da gran tempo sepolte e le dilette sembianze dei familiari, purificate dal «disonore della tomba». Tu solo dai questi doni all'uomo, e tu hai le chiavi del Paradiso, o giusto, misterioso e potente oppio!
[...] per la mente non esiste la possibilità di una cosa come il dimenticare: mille avvenimenti possono frapporre un velo, e in realtà lo frappongono, tra la nostra consapevolezza presente e le segrete iscrizioni della mente; avvenimenti dello stesso genere possono anche strappare il velo; ma velata o no, l'iscrizione rimane per sempre: proprio come le stelle sembrano sparire davanti alla consueta luce d'ogni giorno, mentre in realtà tutti sappiamo che è la luce che le nasconde come un velo, ed esse aspettano d'essere svelate quando sparisca la luce che le eclissa.
[...] una promessa lega in ragione inversa del numero delle persone a cui è fatta: ed è per questo che vediamo tanta gente rompere senza scrupolo promesse fatte a un’intera nazione, quando poi quella stessa gente mantiene religiosamente i suoi impegni privati: e mancar di promessa verso il più forte è abbastanza rischioso.
Frasi da «Il postale inglese»
Ogni gioia [...] anche la più rapinosa – questa è la triste legge della terra – può recare con sé dolore, o paura di soffrire. (p. 42)
Frasi da «L'assassinio come una delle belle arti»
[...] come potrebbe esserci pietà alcuna davanti a una tigre distrutta da un'altra tigre?
Gli assassini, come le statue, i quadri, gli oratorii, i cammei, gli intagli, e altro ancora, hanno le loro piccole differenze.
Si può essere in collera con un uomo perché parla troppo, o troppo pubblicamente (per quello che è troppo, lo nego: nessuno saprebbe mai coltivare i suoi gusti troppo altamente); ma bisogna in ogni caso permettergli di pensare.
[...] se un uomo si lascia andare una volta a un assassinio, presto comincerà a non farsi grande scrupolo di rubare, e dal rubare arriverà a bere, a non rispettare il giorno festivo, e di qui all'inciviltà e alla negligenza.
Frasi da «Suspiria De Profundis»
Le attività del pensiero e del sentimento sono dissipate e disperse. Ond'è che per riconcentrarle nell'abitudine della meditazione, si è sentita da alcune anime elette la necessità di appartarsi per alcun tempo dalle folle. Nessuno mai potrà spiegare intere le attività del suo spirito che non abbia almeno variata la sua vita di solitudine. Più è solitudine più è potenza. (da Del sognare; 1921)
La potenza inventiva dell'uomo è divina, ma, diciamolo, è divina anche la sua stupidità [...]. (da Il cervello umano è un palimsesto; 1921)
O l'uomo soffre e lotta come mezzo per arrivare a una più penetrante visione o il suo sguardo diverrà smarrito e privo d'ogni intellettuale rivelazione. (da Visione di vita; 1921)
Dicono di Thomas de Quincey
De Quincey, in certe notti di minuzioso terrore, si immerse nel cuore di labirinti, ma non coniò la sua impressione di unutterable and self-repeatig infiniteis (inesprimibili e ripetentisi infinitudini) in favole paragonabili a quelle di Franz Kafka.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026