Frasi
Frasi di William S. Burroughs
21 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 21 frasi di William S. Burroughs: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
William S. Burroughs (scrittore e saggista statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di William S. Burroughs
Circonda questa creaturina fiduciosa anche un'aura fatale e triste. Nei secoli è stata abbandonata molte volte, lasciata morire in freddi vicoli urbani, in torridi terrains vagues assolati, tra cocci di terraglie, ortiche, muri crollati. Tante volte ha gridato aiuto invano.
Fa le fusa e insieme dorme, Fletch, stende le zampette nere per essere in contatto con le mie mani, gli artigli ritratti, giusto un tocco gentile per assicurarsi che io sia lì, accanto a lui che dorme. Probabile che mi veda in sogno. Si dice che i gatti non distinguano i colori: un granuloso bianco e nero, un'argentea pellicola guizzante piena di strappi mentre lascio la stanza, poi torno, vado fuori, lo prendo su, lo metto giù. Chi potrebbe fare del male a una simile creatura? Allenare il proprio cane a ucciderlo! L'odio per i gatti riflette uno spirito gretto, stupido, volgare, bigotto. Con questo Spirito Gretto non ci può essere compromesso.
Dolce lettore, nel flash dell'orgasmo vediamo Dio dal buco del culo.
Il tossicomane da barbiturici offre uno spettacolo terrificante. Non riesce a coordinarsi, barcolla, cade dagli sgabelli del bar, si addormenta nel mezzo di una frase, si fa cadere il cibo dalla bocca. È confuso, rissoso e stupido. E quasi sempre fa uso di altre droghe, qualunque cosa sulla quale possa mettere le mani: alcol, benzedrina, oppiacei, marijuana. Chi usa barbiturici viene guardato con sdegno nella società dei tossicomani: "Pezzenti delle pasticche". [...] Credo che i barbiturici diano la peggior forma possibile di assuefazione: sgradevole, tendente a peggiorare e difficile da curare.
La roba non è uno sfizio. È un modo di vivere.
Lo psicotico è uno che ha scoperto come vanno le cose.
Parole, colori, luci, suoni, pietra, legno, bronzo appartengono all'artista vivente. Appartengono a chiunque sappia usarli. Saccheggiate il Louvre!
Una società di persone che non sognano non potrebbe esistere. Morirebbero in due settimane.
Citazioni di William S. Burroughs – WSB Interview 1961
Corso: Cosa ne pensi dei conflitti politici?
Burroughs: I conflitti politici sono solo manifestazioni esteriori. Alcune forze, se sorgono conflitti, mirano a mantenere il conflitto in atto perché sperano di trarre profitto dalla situazione. Starsi a preoccupare della manifestazione esteriore dei conflitti politici vuol dire commettere l'errore del toro nell'arena quando carica il panno rosso. Questo è il ruolo della politica, ti insegna a riconoscere il panno proprio come il torero lo insegna al toro, gli insegna a seguire, a ubbidire al panno. (p. 9)
Ginsberg: Cos'è la morte?
Burroughs: Un raggiro. È il raggiro del tempo della nascita e della morte. Non può andare avanti ancora a lungo, troppa gente se ne sta rendendo conto.
Ginsberg: Che opinione hanno Cuba e il FNL dei poeti? E quale pensi sia la loro politica nei confronti della marijuiana?
Burroughs: Tutti i movimenti sono fondamentalmente contro la creatività... e questo perché un movimento politico è una forma di guerra. "Non c'è posto qui per sognatori privi di senso pratico", questo è ciò che dicono sempre. "Le sue attività di scrittura saranno guidate, smetta cortesemente di perdere tempo". Per quanto riguarda il fumare marijuana, "questa è lo sfruttamento dei lavoratori". Entrambi sostengono l'alcol e sono contro l'erba. (p. 12)
Corso: E riguardo agli arabi... come se la passano?
Burroughs: Sono immobilizzati in migliaia d'anni addietro e pensano di uscirne attraverso un apparecchio TV. (p. 12-13)
Frasi da «La scimmia sulla schiena»
La droga non è, come l'alcool o la marijuana, un mezzo per intensificare il godimento della vita. La droga non è euforia. È un modo di vivere. (Premessa, p. 34)
La droga cortocircuita il sesso. L'impulso alla società non sessuale scaturisce dalla stessa fonte degli impulsi sessuali, per cui quando sono assuefatto alle punture di eroina o di morfina non sono socievole. Se qualcuno vuole rivolgermi parola, okay. Ma non desidero affatto fare conoscenza. Quando mi libero della scimmia attraverso il più delle volte un periodo di sfrenata socievolezza e parlo con chiunque sia disposto ad ascoltarmi.
La droga prende tutto e non dà nulla, tranne la garanzia contro il malessere. (Cap XII, p. 193)
Euforia significa vedere le cose sotto una prospettiva tutta particolare. Euforia significa liberazione momentanea dalle imposizioni della carne che invecchia, della carne prudente, esasperante, spaventata. (cap. XV, p. 230)
Frasi da «Le città della notte rossa»
Nulla è vero, tutto è permesso.
Qualcuno che sembra sempre la stessa persona non è una persona. È un personificatore di persone.
Noi sappiamo che una passione divorante può produrre sintomi fisici... febbre... perdita di appetito... anche reazioni allergiche... e poche sindromi sono più ossessive e potenzialmente autodistruttive dell'amore.
Frasi da «Ragazzi selvaggi»
Siamo in una zona di correnti sessuali elettriche. Di colpo abbiamo formicolii nello scroto e poi cominciano immagini di quello che stiamo per fare come dire che si guarda un'immagine di sé mentre lo si fa e si casca dritti nello schermo con una stretta deliziosa, Alì e Farja che si inseguono e fanno la lotta per tutto il film. (p. 76)
Mi vedo filare attraverso il cielo come una stella a lasciare la terra per sempre. Cosa mi trattiene? È il contratto per il quale soltanto sono qui. Il contratto è questo corpo che mi tiene qui. Ho quattordici anni sono un ragazzo magro biondo con gli occhi blu pallido. La mia mente si muove da un oggetto all'altro in una serie di fermate fredde ed efficienti. Adesso sono fermo di fronte al country club. C'è un custode. Resto lì finché non si cura più di me. Se resto fermo in un posto abbastanza a lungo la gente smette di guardarmi ed io posso camminare in mezzo a loro. La gente smette di guardarmi e allora posso farlo io. Le donne al mercato mi chiamano «El Niño Muerto» (Il Bimbo Morto) e si fanno il segno della croce quando passo. Non mi piacciono le donne né giovani né vecchie. (Il bimbo morto; 1979, p. 97)
Stanza vuota proprio così. Adesso so che roba sono le crociate. I giovani sono una specie aliena. Non ci sostituiranno con una rivoluzione. Ci dimenticheranno e ci ignoreranno fuori d'esistenza. Il Posto delle Volpi del Deserto era soltanto uno spettacolo qualsiasi con appena la giusta sfumatura di dimostrazione. Lasciateci in pace. («Chiamatemi semplicemente Joe»; 1979, p. 128)
La difficile primavera del 1988. Con il pretesto del controllo delle droghe stati polizieschi oppressivi sono stati messi su in tutto il mondo occidentale. La programmazione precisa del pensiero emozione e impressioni sensoriali apparenti secondo la tecnologia descritta nel bollettino 2332 mette gli stati polizieschi in grado di mantenere una facciata democratica dietro la quale denunciano a gran voce come criminali, pervertiti e drogati tutti quelli che si oppongono alla macchina di controllo. Eserciti underground operano nelle grandi città disturbando la polizia con informazioni false attraverso telefonate e lettere anonime. [...] Malgrado i diversi scopi e formazioni dei suoi membri costituenti l'underground è d'accordo sugli obiettivi base. Intendiamo marciare contro la macchina della polizia dappertutto. Intendiamo distruggere la macchina della polizia e tutti i suoi archivi. Intendiamo distruggere tutti i sistemi verbali dogmatici. La cellula familiare e le sue cancerose espansioni in tribù, paesi, nazioni noi la sradicheremo alle sue radici vegetali. Non vogliamo più sentire nessuna storia di famiglie, storia di madre, storia di padre, storia di poliziotto, storia di prete, storia di paese o storia di partito. Per dirla in parole povere noi abbiamo sentite abbastanza stronzate. («Mamma ed io si vorrebbe sapere»; 1979, pp. 130-131)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026