Frasi
Frasi di William Somerset Maugham
91 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Qui trovi 91 frasi di William Somerset Maugham: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.
William Somerset Maugham (scrittore e commediografo britannico). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di William Somerset Maugham
Gli abiti dell'uomo ben vestito sono quelli che meno danno nell'occhio.
Il divario tra quel che un uomo professa e quel che fa è uno degli spettacoli più divertenti offerti dalla vita.
Il Tao. Alcuni di noi cercano la Via nell'oppio e altri in Dio, alcuni nel whisky e altri nell'amore. È sempre la stessa Via e non porta da nessuna parte.
La gente mi ha sempre interessato, ma non mi è mai piaciuta.
La grande tragedia della vita non è che gli uomini muoiano, ma che cessino di amare.
La grandezza è rara. Negli ultimi cinquant'anni ho visto quasi tutte le attrici che si sono fatte un nome. Ne ho viste molte eminentemente dotate, molte eccellenti in un ambito loro proprio, molte ricche di fascino, bellezza e intelligenza; ma a una soltanto potrei, senza esitazione, attribuire grandezza: Eleonora Duse.
Lei sa che gli aborigeni della Tasmania, i quali non conoscevano l'adulterio, sono ormai una popolazione estinta.
Nella vita le cose capitano a casaccio, e così devono capitare in un romanzo; esse non conducono ad alcuna crisi risolutiva – che è un oltraggio alla legge delle probabilità – continuano ad accadere e basta.
Non si può creare un personaggio basandosi sulla semplice osservazione: se vogliamo che prenda vita dev'essere almeno in qualche misura una rappresentazione di noi stessi.
Quello che i mariti di solito pretendono come un diritto io ero disposto a riceverlo come un favore.
Sin dai tempi più antichi i vecchi hanno predicato ai giovani che sono più saggi di loro, e prima che i giovani scoprissero di che colossale idiozia si trattava erano già vecchi a loro volta, e faceva loro comodo continuare l'impostura.
Una cosa strana della vita è che se non si accetta che il meglio, molto spesso lo si ottiene.
La resa dei conti
La commedia si rivolge all'animo collettivo del pubblico, e quello si stanca; mentre la farsa si rivolge a un organo più robusto, la sua pancia collettiva. (39)
La perfezione ha un grave difetto: ha la tendenza ad essere noiosa.
Nel momento in cui un attore ha finalmente imparato come recitare qualsiasi parte, è spesso troppo vecchio per recitarne se non alcune.
La tentazione di Adamo e altri racconti – Citazioni
Darya si sentiva adesso molto più sicura di sé. E gli diede un'occhiata ardita.
«Non ho nessuna attrazione per te? Molti uomini mi hanno desiderata. E tu devi aver avuto dozzine di donne in Iscozia assai meno ben fatte di me.»
E guardava, così dicendo, la sua formosa, sensuale persona, in placido orgoglio.
«Io non ho mai posseduto una donna» disse Neil con gravità.
«Cosa?»
Essa scattò in piedi per lo stupore. Egli alzò le spalle. Non aveva modo di farle capire il disgusto che provava per quel genere di cose, e il disprezzo in cui teneva i fortuiti amori dei suoi compagni di Edimburgo. Trovava una mistica gioia nella sua castità. L'amore era sacro, per lui. L'atto sessuale lo riempiva d'orrore. Solo la necessità della procreazione e il sacramento del matrimonio lo giustificavano ai suoi occhi.
Gli gettò le braccia al collo e lo teneva. E gli copriva il viso di baci. Egli si dibatteva. Volgeva la faccia. E con la mano cercava di proteggersi la bocca. D'improvviso essa gli affondò i denti nella carne. Il dolore fu così vivo che, senza volerlo, egli le diede un pugno.
«Demonio» le gridò in faccia.
Il colpo violento aveva obbligato Darya a lasciare la preda. Egli si esaminò la mano. Vide che il morso era profondo e che sanguinava. Gli occhi di lei, intanto, mandavano fiamme. Era in tutta la sua vitalità, la donna, come una belva. (da La tentazione di Adamo)
Chiunque fondi le proprie convinzioni sull'evidenza delle cose non può non negarla. (da La tentazione di Adamo, p. 20)
Il gran vantaggio di un governo democratico è che il merito, sostenuto dalle amicizie influenti, ha quasi la certezza di trovare la sua giusta ricompensa. (da L'occasione perduta, p. 86)
Gli ignoranti non possono non odiare, e temere insieme, coloro che si occupano delle cose ch'essi non capiscono. (da L'occasione perduta, p. 111)
Frasi da «Schiavo d'amore»
Filippo si chiese disperatamente perché bisognava vivere. Tutto sembrava vacuo e vano. Per esempio, anche la vita di Cronshaw non era servita a nulla: morto e dimenticato, il suo libro si trovava sulle bancarelle dei libri usati. Era vissuto soltanto per dare a un giornalista ambizioso l'occasione di scrivere un articolo su una rivista.
E Filippo tornò a chiedersi:
– A che scopo tutto questo?
Lo sforzo era sproporzionato al risultato. Le brillanti speranze della giovinezza si risolvevano nella più amara delusione. Sofferenze, malattie e infelicità pesavano con gravezza nel piatto della bilancia. Qual era il significato di tutto ciò? Ripensò alla propria vita, alle proprie speranze, alle limitazioni impostegli dalla sua deformità, alla mancanza di affetti nella sua giovinezza. Gli sembrava di aver sempre agito per il meglio, senza nessun risultato. Altri uomini che valevano quanto lui erano riusciti. Ed altri, molto migliori, avevano naufragato. Forse si trattava di fortuna. La pioggia cadeva nello stesso modo sul giusto e sul malvagio; e per nessuno non esisteva un perché.
Filippo ricordò quel re orientale, il quale, volendo conoscere la storia dell'uomo, si vide portare da un saggio cinquecento volumi: troppo occupato dagli affari di Stato, lo pregò di fargliene un riassunto. Dopo vent'anni il saggio tornò e la sua storia era condensata in cinquanta volumi; ma il re, troppo vecchio ormai per leggere tante pagine, lo pregò ancora una volta di riassumerle. Passarono altri vent'anni e il saggio, decrepito e canuto, raccolse in un solo volume le cognizioni che il re aveva cercate, ma il re era sul letto di morte e non aveva più il tempo di leggere neanche quello. E allora il saggio gli riassunse la storia dell'uomo in una riga: è nato, ha sofferto ed è morto.
La vita non aveva alcun significato, l'uomo non aveva alcuna importanza. Filippo esultò come aveva esultato nella sua giovinezza quando si era liberato dal fardello della religione; gli sembrava ora di essere alleviato dall'ultima responsabilità e di sentirsi per la prima volta veramente libero. La sua nullità si trasformava in forza, ed improvvisamente egli si sentiva uguale al destino spietato che si era accanito contro di lui; se la vita non aveva significato, il mondo non aveva più crudeltà. L'insuccesso non aveva alcuna importanza e il successo non significava nulla. Così piccolo nella massa formicolante di esseri umani che per breve tempo occupavano la superficie della terra, si sentiva onnipotente perché aveva strappato al caos il segreto della sua inesistenza. I pensieri si soverchiavano tumultuosamente l'un l'altro nel suo cervello; ed egli respirò a lungo con gioconda soddisfazione. Aveva voglia di cantare e di saltare; da molti mesi non si sentiva così felice.
– Oh, vita! – gridò dentro di sé. – Oh, vita, dov'è il tuo aculeo?
La gente ha sempre bisogno di mangiare, di bere e di divertirsi. Perciò si va a colpo sicuro quando si impiega il proprio denaro in ciò che il pubblico ritiene indispensabile.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode.
L'uomo che muore per il suo paese muore perché questo gli piace, così come un altro mangia cetriolini sottaceto perché gli piacciono. Se gli uomini potessero preferire il dolore al piacere, la razza umana sarebbe spenta da un pezzo.
Il vantaggio di vivere all'estero è che, venendo a contatto con le maniere e i costumi di un altro popolo, questi si possono osservare dal di fuori e vedere che non sono così essenziali come li ritengono gli abitanti del paese. Ciò che per uno appare evidente, per lo straniero è assurdo.
Segui le tue inclinazioni ma facendo attenzione al poliziotto in fondo alla strada.
Vacanze di Natale – Citazioni
Charley sapeva che cosa significhi essere innamorati. Sapeva che chi è innamorato si sente pieno di amicizia verso tutti gli uomini, che farebbe qualunque cosa al mondo per la ragazza amata, che non può sopportare l'idea di procurarle un dispiacere, né può fare a meno di domandarsi che cosa lei veda in lui, poiché, naturalmente, lei è meravigliosa, grande, e lui è appena degno di tenerle la candela. Charley pensava che anche Robert Berger doveva essersi sentito così. Non vi era dubbio che egli amasse Lydia con passione… Ma se l'amore lo colmava d'un senso di santità, era strano che potesse commettere dei sordidi delitti.
Dovevano esserci due uomini in lui.
Charley era perplesso e non era strano, poiché, dopo tutto, egli aveva soltanto ventitré anni e molti uomini tanto più vecchi ed esperti di lui non sono riusciti a capire come un mascalzone possa amare di amore puro e disinteressato al pari di un santo.
E Lydia, si chiese ancora Charley, avrebbe mai potuto amare suo marito nel modo in cui lo amava s'egli fosse stato un uomo del tutto indegno?
La natura umana richiede comprensione disse a se stesso, sottovoce.
Chi può ottenere il dominio sugli altri se non ottiene il dominio su se stesso?
La generale idiozia dell'umanità è tale che si possono muovere gli uomini a furia di parole.
Frasi da «La luna e sei soldi»
La sconvenienza è l'anima dell'arguzia. (4)
Non rammento chi raccomandava agli uomini, per il bene dell'anima, di fare ogni giorno due cose a loro sgradite: costui era un saggio, ed è questo un precetto che io ho sempre seguito scrupolosamente; infatti, ogni giorno mi sono alzato e sono andato a letto. (2)
Una donna può perdonare un uomo per la sofferenza che le causa, [...] ma non gli perdonerà mai i sacrifici che fa per amor suo. (41)
Frasi da «Il filo del rasoio»
Il mio protagonista non è un uomo famoso; potrebbe anche non diventarlo mai. Forse, quando finalmente la sua vita giungerà al termine, egli non lascerà, del suo soggiorno sulla terra, traccia maggiore di quella che lascia sulla superficie dell'acqua una pietra gettata in un fiume. (Maugham: cap. I, 1)
[...] quando uno non riesce in nessun'altra cosa, di solito si mette a scrivere. (Maugham: cap. I, 7)
Uno cerca d'infischiarsene dell'opinione pubblica, ma non è facile. Quando ci è ostile, l'opinione pubblica provoca fatalmente in noi un antagonismo che turba. (Larry: cap. I, 10)
Non puoi immaginare che felicità sia leggere lOdissea nell'originale. Si ha l'impressione che basti sollevarsi sulla punta dei piedi e allungare la mano per toccare le stelle. (Larry a Isabel: cap. II, 4)
Mi sono messo a leggere Spinoza da un paio di mesi circa. Non capirò forse tutto, ma mi dà una grande esaltazione. È come atterrare con un aeroplano su un grande altipiano in montagna. Solitudine, un'aria così pura che sale al cervello come il vino; un completo benessere... (Larry: cap. II, 4)
Disgraziatamente è impossibile fare quello che si giudica giusto senza rendere infelice qualcuno. (Larry: cap. II, 4)
Ci sono persone stranamente congegnate. Criminali, per esempio, che lavorano come negri a dei piani che li portano in prigione e che, appena usciti, ricominciano da capo per approdare nuovamente in prigione. Se dedicassero la stessa perseveranza, la stessa intelligenza, lo stesso spirito di risorsa, ad attività oneste, guadagnerebbero senza dubbio molto denaro e raggiungerebbero posizioni importanti. Ma sono fatti così: amano il delitto. (Maugham: cap. II, 7)
La maggior parte delle persone, quando sono innamorate, inventano ogni sorta di ragioni per convincersi che è ragionevole fare ciò che vogliono! Questa è forse la spiegazione di tanti matrimoni disastrosi. Costoro si possono paragonare a quelli che affidano i loro affari a un ladro notorio che sia per caso un loro amico intimo, rifiutandosi di credere che il ladro è prima di tutto un ladro e poi un amico, e convinti che, anche se disonesto con gli altri, non lo sarà con loro. (Maugham: cap. III, 1)
So che niente è più facile che sopportare con forza d'animo le sventure altrui [...]. (Maugham: cap. III, 5)
Meditare è un lavoro molto faticoso; dopo due o tre ore si è esausti come dopo aver guidato un'automobile per ottocento chilometri, e si desidera solo riposare. (Larry: cap. IV, 4)
Una madre non può che nuocere ai suoi figli se fa di loro l'unico scopo della sua vita. (Isabel: cap. IV, 6)
L'amore, se non è passione, non è amore, ma qualcosa d'altro; e la passione si nutre non di appagamento ma di ostacoli. (Maugham: cap. IV, 6)
La passione non calcola mai il prezzo. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione rifiuta di conoscere, ha detto Pascal. Se la mia interpretazione è giusta, voleva dire che un cuore, infiammato dalla passione, inventa ragioni che sembrano non solo plausibili ma definitive per dimostrare come si possa rinunziare al mondo per l'amore. La passione ci convince che è giusto sacrificare l'onore e che la vergogna è un prezzo basso. La passione distrugge. Distrusse Antonio e Cleopatra, Tristano ed Isotta, Parnell e Kitty O' Shea. E se non distrugge, muore. Può darsi allora che uno si trovi di fronte alla convinzione disperata di aver distrutto i migliori anni della propria vita, di essersi disonorato, di aver sopportato le pene spaventose della gelosia, ingoiato le più amare mortificazioni, prodigato tutta la propria tenerezza, versato infine tutte le ricchezze della propria anima su una nullità, su un essere sciocco, su una specie di attaccapanni dei propri sogni che non valeva un centesimo bucato. (Maugham: cap. IV, 6)
Negli affari l'astuzia qualche volta riesce, ma in arte l'onestà è non solo la migliore, ma l'unica politica. (Achille a Suzanne: cap. IV, 8)
Sai, una volta mi feci una fama di umorista col semplice sistema di dire la verità. La maggior parte delle persone erano così stupefatte che pensavano che scherzassi. (Maugham a Isabel: cap. IV, 9)
È sempre difficile discorrere con un ubriaco; inutile negarlo, chi non ha bevuto si trova in uno stato d'inferiorità. (Maugham: cap. V, 2)
Ero certo che riflettendo alle guerre crudeli provocate dal cristianesimo, alle persecuzioni, alle torture che i cristiani hanno inflitto ai cristiani; alla mancanza di carità, all'ipocrisia e all'intolleranza, il diavolo dovesse contemplare con compiacenza la chiusura del bilancio. E ricordando come il cristianesimo abbia imposto all'umanità l'amaro fardello del senso del peccato, che ha oscurato la bellezza delle notti stellate e gettato un'ombra maligna sui fuggevoli piaceri di un mondo fatto per la gioia, deve certo mormorare sogghignando: rendete grazie al diavolo. (Maugham: cap. V, 4)
«Una lacrima di zubrovka non farà male a Monsieur. Tutti sanno che è indicatissima per i reni. Ne abbiamo ricevuto proprio in questi giorni una cassetta dalla Polonia.»
«Davvero? È molto difficile procurarsene, oggi. Fammi vedere la bottiglia.»
Il sommelier [...] si allontanò per andare a prendere la bottiglia e Elliott ci disse che la zubrovka è una specie di vodka polacca, sotto ogni aspetto superiore a quella russa. [...] Il cameriere riempì un bicchiere di un liquore verde pallido e Isabel lo annusò.
«Oh, che buon odore!»
«Non è vero?» gridò Elliott. «Sono le erbe che ci mettono dentro e che le dànno il suo sapore delicato. [...]»
«Ha un sapore divino», disse Isabel. «È come il latte materno. Non ho mai assaggiato niente di più buono. [...] Devi assaggiarlo anche tu, Gray; ha un odore di fieno fresco e di fiori primaverili, di timo e di lavanda. È così dolce al palato, così confortante, che si ha l'impressione di ascoltare una musica sotto la luna.» (cap. V, 5)
L'arte trionfa quando riesce a usare come strumenti le convinzioni, piegandole al proprio fine. (Maugham: cap. VI, 3)
Ha mai riflettuto che la trasmigrazione è insieme una spiegazione e una giustificazione dei mali del mondo? Se i mali che soffriamo sono il risultato di peccati commessi nelle nostre vite anteriori, possiamo sopportarli con rassegnazione e sperare che, se ci sforziamo di condurre una vita virtuosa, le nostre vite future saranno meno infelici. Ma in fondo è facile sopportare i propri mali, basta un po' di forza d'animo; i mali insopportabili sono quelli, spesso apparentemente ingiusti, che toccano agli altri. Se uno può persuadersi che sono un risultato fatale del passato ne avrà pietà, cercherà di alleviarli, com'è suo dovere, ma non avrà più motivo d'indignarsene. (Larry a Maugham: cap. VI, 6)
Che cos'è l'individualità, se non l'espressione del nostro egoismo? E finché l'anima non ha scosso da sé l'ultima traccia di egoismo non può confondersi con l'Assoluto. (Larry: cap. VI, 6)
Secondo me, il bisogno di adorare è solo la sopravvivenza di un vecchio ricordo di divinità crudeli che bisognava propiziarsi. Io credo che Dio è in me: non saprei concepirlo altrove. Se è così, chi o cosa dovrei adorare: me stesso, forse? Gli uomini hanno livelli diversi di sviluppo spirituale, e l'immaginazione indiana, per esempio, ha creato le manifestazioni dell'Assoluto note coi nomi di Brama, Visnú, e cento altre. L'Assoluto è in Isvara, il creatore e il regolatore del mondo, ed è anche nell'umile feticcio davanti al quale il contadino, nei campi bruciati dal sole, colloca l'offerta di un fiore. La funzione delle numerose divinità dell'India è solo di aiutare a capire l'unità dell'io individuale con l'io supremo. (Larry: cap. VI, 6)
I fondatori di religioni che subordinano la salvezza alla condizione che si creda in loro mi sono sempre sembrati patetici. È come se per credere in se stessi avessero bisogno della fede degli altri. Mi ricordano quelle vecchie divinità pagane che languivano e s'indebolivano se non erano sostenute dai sacrifici dei devoti. Advaita non chiede che si accetti alcunché a occhi chiusi; esige solo un desiderio appassionato di conoscere la Realtà; dichiara che Dio si può sentire con la stessa certezza della gioia o del dolore. E ci sono oggi in India uomini – ne conosco a centinaia – che hanno la certezza di aver sentito Dio. Quest'idea che si potesse raggiungere la realtà attraverso la conoscenza mi appagò prodigiosamente. In epoche più vicine a noi, i savi dell'India, considerando le infermità umane, hanno ammesso che la salvezza si può raggiungere attraverso l'amore e le opere, ma non hanno mai negato che la via più nobile, anche se la più ardua, sia quella della conoscenza, giacché il suo strumento è la facoltà più preziosa dell'uomo: la sua ragione. (Larry: cap. VI, 6)
È un errore pensare che gli indiani considerino il mondo un'illusione; non è così; essi affermano solo che il mondo non è reale nello stesso senso dell'Assoluto. (Larry: cap. VI, 8)
Non mi sentivo chiamato a lasciare il mondo e a ritirarmi in un convento, ma a vivere nel mondo ed amare le cose del mondo, non per esse stesse, per l'Infinito che è in loro. Se in quei momenti di estasi fossi realmente stato tutt'uno con l'Assoluto e se ciò che dicevano era vero, niente poteva toccarmi, e, uscito dal karma della mia vita presente, non sarei più tornato in questo mondo. Quel pensiero mi sconcertò. Desideravo vivere di nuovo e poi di nuovo ancora. Ero pronto ad accettare qualunque genere di vita, anche se piena di dolori e sofferenze; sentivo che solo una serie infinita di vite poteva soddisfare la mia avidità, il mio vigore e la mia curiosità. (Larry: cap. VI, 8)
I filistei, sa, hanno abbandonato da tempo la ruota e il palo per sopprimere le opinioni che temono: hanno scoperto un mezzo di distruzione molto più efficace: la canzonatura. (Maugham a Larry: cap. VI, 8)
[...] presi il libro di Larry e mi misi a guardare il sommario. [...] Mi ero aspettato qualcosa di molto diverso. Il libro conteneva una raccolta di saggi, lunghi all'incirca come quelli di Lytton Strachey, nel suo volume Eminent Victorians, su un certo numero di personaggi famosi. La scelta di Larry mi sorprese. C'era un saggio su Silla, il dittatore romano, che, conquistato il potere assoluto, vi rinunziò per tornare alla vita privata; un altro su Akbara, il conquistatore mongolo che si guadagnò un impero, un altro su Rubens, uno su Goethe e in fine uno sul Lord Chesterfield delle Lettere. Ognuno di quei saggi presupponeva una enorme quantità di letture. Non ero più sorpreso che Larry avesse avuto bisogno di tanto tempo per scrivere il suo libro; non capivo, d'altra parte, perché avesse giudicato utile dedicarvi tanto tempo né perché avesse scelto di studiare proprio quei determinati uomini. Poi mi colpì il fatto che ognuno di essi, a modo suo, aveva fatto un capolavoro della sua vita e pensai che era questo che aveva interessato Larry: aveva voluto vedere in che cosa veramente consista una vita riuscita. (Maugham: cap. VII, 3)
La giostra – Citazioni
Nessuno scrittore, per quanto violente siano le sue proteste, disdegna sul serio, se gli è chiesto, di leggere un libro ancora non pubblicato; si tratta del suo pupillo e possiede ancora quel fascino che, una volta arditamente stampato e rilegato, viene completamente distrutto. (pag. 94)
[...] quando il piacere ha esaurito l'uomo, questi è convinto di essere stato lui ad esaurirlo; allora ti racconta, serio e grave, che non vi è nulla che possa soddisfare il cuore umano. (pag. 128)
[...] più un uomo è un farabutto, più le sue amanti gli sono affezionate. Solo quando un uomo si comporta secondo la decenza e tratta le donne come fossero degli esseri umani, allora passa dei guai. (pag. 129)
Arrivarono a Napoli non più come una coppia di bambini spensierati, ma come una donna di mezza età, tesa dalla preoccupazione, con un giovane morente. Le condizioni di Herbert erano tradite dalla completa perdita della sua abituale esuberanza, cosicché i nuovi spettacoli che gli si presentavano non gli suscitavano nuove emozioni. Le chiese di Napoli, bianche e dorate come una sala da ballo del diciottesimo secolo, luoghi di preghiera per gente la cui fede era superstizione impertinente, raggelarono il suo cuore; le statue nei musei non erano altro che pietre inanimate; e anche il panorama, fiore all'occhiello degli scenari italiani, lo lasciava indifferente. Herbert, un tempo facile ad entusiasmarsi, ora, profondamente annoiato, restava svogliato davanti a tutto ciò che vedeva, e di Napoli scoprì solo il suo squallore e la sua brutalità malata. (pag. 145)
«[...] l'unico punto in cui preti e filosofi concordano è nel dire che le caratteristiche dei sensi rappresentano la parte più bassa dell'uomo e che perciò debbono essere mortificati. Essi mettono l'intelletto su un piano nettamente superiore.» (pag. 218)
Ashenden l'inglese – Citazioni
L'artista ha bisogno di pace e di quiete. Come volete che conservi quel distacco di spirito che è indispensabile all'attività creativa, se non è possibile ottenere l'assoluta tranquillità? (p. 23)
Frasi da «La signora Craddock»
Il pianto riesce a rendere spaventosa anche una bella donna. Se poi è brutta, diventerà addirittura repellente. (p. 11)
Una vecchia zitella può essere scusata soltanto se ha sofferto trent'anni per un uomo adesso sepolto sotto la neve o sposato ad un'altra donna. (p. 21)
Questo è uno dei vantaggi delle donne: dopo i venticinque anni sorvolano sui loro compleanni come su cose sconvenienti. Gli uomini invece sono così persuasi dell'intelligenza dimostrata venendo al mondo, che il loro compleanno li interessa sempre; e sono così sciocchi da pensare che interessi anche agli altri. (p. 33)
La bellezza [...] forma i tre quarti dell'equipaggiamento necessario per la battaglia della vita. Non potete immaginare la miserabile esistenza di una ragazza veramente insignificante. (p. 45)
La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo. (p. 61)
Io considero il matrimonio come un'unione spirituale, nella quale il mio dovere sarà di amare, obbedire, onorare mio marito, assisterlo e confortarlo, vivendo una vita tale da non lasciarmi sorprendere impreparata dalla morte. (p. 61)
[...] è follia comune delle coppie felici non voler avere segreti per l'altro; ciò le porta a un mucchio di disillusioni. (p. 90)
Febbraio è un mese di languori, il cuore del mondo è greve, ignaro ancora dell'inquieto aprile e del vigoroso maggio. (p. 117)
Il desiderio di Berta, bruciandola interamente come un fuoco, l'aveva gettata nelle braccia di suo marito; l'aveva amato come amano le bestie, e gli dei. Egli era l'uomo ed ella era la donna, e il mondo era l'Eden, creato dal potere della passione. Una maggiore conoscenza portò solo un amore più grande. (p. 117-118)
Le donne sono come le galline, se schiamazzano non preoccupatevene. (p. 130)
Frasi da «Lo scheletro nell'armadio»
È molto difficile, essere un gentiluomo e uno scrittore.
L'ideale ha molti nomi, e bellezza è solo uno di essi.
L'ipocrisia è il vizio più difficoltoso e snervante che un uomo possa coltivare; richiede una vigilanza continua e una rara abnegazione. Non può, come l'adulterio o la ghiottoneria, essere praticato nei ritagli di tempo; è un lavoro a tempo pieno.
La bellezza è un'estasi; è semplice come la fame. In realtà sulla bellezza non c'è niente da dire. È come il profumo di una rosa: si può odorarlo e basta.
Pride and Prejudice
Aveva una lingua tagliente e un prodigioso senso dell'umorismo. Amava ridere e amava far ridere. È chiedere troppo a un umorista aspettarsi che lui, o lei, quando pensa qualcosa di buono, lo tenga per sé. E, lo sa il cielo, è difficile essere divertenti senza essere, a volte, un poco maliziosi. Non c'è molto di eccitante nel latte della benevolenza. Jane aveva un acuto senso dell'assurdità degli altri, della loro pretenziosità, delle loro affettazioni e della loro insincerità; solo per proprio merito ella ne veniva divertita e non annoiata. Era troppo educata per dire alle persone cose che le avrebbero ferite, ma certo non vide alcun male nel divertirsi con Cassandra a loro spese. Non vedo una natura malevola nemmeno nella più pungente e arguta delle sue osservazioni; il suo umorismo si basava, come sempre dovrebbe essere, sull'osservazione meticolosa e sulla franchezza. (p. 378)
Possedeva un attento spirito di osservazione e un'edificante capacità sentimentale, ma era il suo senso dell'umorismo a dare acume alle sue osservazioni e una sorta di sussiegosa leggerezza ai suoi sentimenti. (p. 384)
Ciò che rende tale un classico non è il fatto che venga acclamato dai critici, analizzato dai professori, studiato nei corsi universitari, ma che i lettori, una generazione dopo l'altra, vi traggano piacere e giovamento spirituale. (p. 385)
Non ho ancora detto nulla su quello che secondo me è il più grande merito di questo incredibile romanzo : è incredibilmente leggibile, più leggibile di alcuni dei più grandi e famosi romanzi. Come disse Scott, la signorina Austen è attenta alle cose comuni, i coinvolgimenti, i sentimenti e i personaggi della vita ordinaria; nulla succede davvero, eppure, non appena si arriva al fondo della pagina, la si volta con impazienza per sapere cosa succederà dopo; nulla ancora accade, eppure si volta nuovamente la pagina, con la stessa impazienza. La capacità di provocare quest'impazienza è il più grande dono che un narratore possa avere e io mi sono spesso chiesto cosa la provochi. Come mai anche quando si è letto il romanzo, più e più volte, l'interesse non cala mai? Penso che per Jane Austen ciò sia dovuto al fatto che ella era immensamente interessata ai propri personaggi e alle loro vicende, e al fatto che credeva in essi profondamente. (p. 390)
Taccuino di uno scrittore
A una cena tra amici bisognerebbe mangiare con saggezza ma non troppo bene, e parlare bene ma non con troppa saggezza. (1896)
Chiunque sa dire la verità, ma sono poche le persone capaci di scrivere un epigramma. (1896)
Gli uomini hanno un'opinione straordinariamente sbagliata della loro posizione in natura, e questo errore è inestirpabile. (1896)
Il sentimentalismo è solo un sentimento che suscita fastidio. (1941)
Non c'è egoismo tanto insopportabile quanto quello del cristiano riguardo alla sua anima. (1901)
Se quaranta milioni di persone dicono una stupidaggine, essa non diventa una cosa saggia, ma il saggio sarebbe stupido se lo facesse presente. (1901)
Tolleranza è solo un altro modo di chiamare l'indifferenza. (1896)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026