Romanzo · 1915

Schiavo d'amore

di William Somerset Maugham · titolo originale Of Human Bondage

Prima pubblicazione
1915
Tipo
Romanzo
Ambientazione
Parigi, Londra, Kent
Lingua originale
inglese britannico

«Schiavo d'amore» è un romanzo di William Somerset Maugham, pubblicato per la prima volta nel 1915.

Il libro si svolge a Parigi, in Londra e a Kent. Ne sono stati tratti 2 film o serie.

Il libro in breve

Schiavo d'amore è un romanzo di formazione parzialmente autobiografico dello scrittore britannico William Somerset Maugham, pubblicato nel 1915. Narra la storia di Phil, giovane solitario che per via anche di un suo difetto fisico tenderà ad essere ancora più timido; la vicenda parte dall'infanzia per proseguire alla infelice adolescenza e al compimento della maturità con la laurea in medicina e l'inizio della sua vita da medico.

Una storia tormentata che tocca anche la passione di Phil per Mildred, una ragazza bella ma amorale e inetta che lo condurrà quasi alla pazzia. Il titolo è preso da uno dei postulati di Baruch Spinoza sulla schiavitù umana (De servitute humana) presente nel quarto libro della sua Ethica.

Of Human Bondage risulta essere uno dei romanzi più complessi e di maggior respiro di tutta la letteratura inglese contemporanea in quanto oltre a raccontare la storia di Phil attraverso lui l'autore riesce a trasmettere riflessioni più ampie sul genere umano, sui limiti e il senso della vita.

Fonte: Wikipedia, voce «Schiavo d'amore (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Schiavo d'amore»

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Frasi tratte da «Schiavo d'amore»

Filippo si chiese disperatamente perché bisognava vivere. Tutto sembrava vacuo e vano. Per esempio, anche la vita di Cronshaw non era servita a nulla: morto e dimenticato, il suo libro si trovava sulle bancarelle dei libri usati. Era vissuto soltanto per dare a un giornalista ambizioso l'occasione di scrivere un articolo su una rivista.
E Filippo tornò a chiedersi:
– A che scopo tutto questo?
Lo sforzo era sproporzionato al risultato. Le brillanti speranze della giovinezza si risolvevano nella più amara delusione. Sofferenze, malattie e infelicità pesavano con gravezza nel piatto della bilancia. Qual era il significato di tutto ciò? Ripensò alla propria vita, alle proprie speranze, alle limitazioni impostegli dalla sua deformità, alla mancanza di affetti nella sua giovinezza. Gli sembrava di aver sempre agito per il meglio, senza nessun risultato. Altri uomini che valevano quanto lui erano riusciti. Ed altri, molto migliori, avevano naufragato. Forse si trattava di fortuna. La pioggia cadeva nello stesso modo sul giusto e sul malvagio; e per nessuno non esisteva un perché.
Cfr. Gesù, Discorso della Montagna: «Siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti».
Filippo ricordò quel re orientale, il quale, volendo conoscere la storia dell'uomo, si vide portare da un saggio cinquecento volumi: troppo occupato dagli affari di Stato, lo pregò di fargliene un riassunto. Dopo vent'anni il saggio tornò e la sua storia era condensata in cinquanta volumi; ma il re, troppo vecchio ormai per leggere tante pagine, lo pregò ancora una volta di riassumerle. Passarono altri vent'anni e il saggio, decrepito e canuto, raccolse in un solo volume le cognizioni che il re aveva cercate, ma il re era sul letto di morte e non aveva più il tempo di leggere neanche quello. E allora il saggio gli riassunse la storia dell'uomo in una riga: è nato, ha sofferto ed è morto.
La vita non aveva alcun significato, l'uomo non aveva alcuna importanza. Filippo esultò come aveva esultato nella sua giovinezza quando si era liberato dal fardello della religione; gli sembrava ora di essere alleviato dall'ultima responsabilità e di sentirsi per la prima volta veramente libero. La sua nullità si trasformava in forza, ed improvvisamente egli si sentiva uguale al destino spietato che si era accanito contro di lui; se la vita non aveva significato, il mondo non aveva più crudeltà. L'insuccesso non aveva alcuna importanza e il successo non significava nulla. Così piccolo nella massa formicolante di esseri umani che per breve tempo occupavano la superficie della terra, si sentiva onnipotente perché aveva strappato al caos il segreto della sua inesistenza. I pensieri si soverchiavano tumultuosamente l'un l'altro nel suo cervello; ed egli respirò a lungo con gioconda soddisfazione. Aveva voglia di cantare e di saltare; da molti mesi non si sentiva così felice.
– Oh, vita! – gridò dentro di sé. – Oh, vita, dov'è il tuo aculeo?
La gente ha sempre bisogno di mangiare, di bere e di divertirsi. Perciò si va a colpo sicuro quando si impiega il proprio denaro in ciò che il pubblico ritiene indispensabile.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole solo una lode.

Film e serie tratti da «Schiavo d'amore»

TitoloAnnoTipoRegiaSinossi
Schiavo d'amore1934filmJohn Cromwell
Schiavo d'amore1964filmBryan Forbes, Henry Hathaway, Ken Hughes

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Schiavo d'amore»?
«Schiavo d'amore» è stato scritto da William Somerset Maugham.
Quando è uscito «Schiavo d'amore»?
La prima pubblicazione risale al 1915.
Dove è ambientato «Schiavo d'amore»?
L'ambientazione indicata è Parigi, Londra e Kent.
Esiste un film tratto da «Schiavo d'amore»?
Sì: Schiavo d'amore (1934) e Schiavo d'amore (1964).

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026