Romanzo · 1969

Aprire il fuoco

di Luciano Bianciardi

Prima pubblicazione
1969
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano

«Aprire il fuoco» è un romanzo di Luciano Bianciardi, pubblicato per la prima volta nel 1969.

Il libro in breve

Aprire il fuoco è il quinto e ultimo romanzo dallo scrittore Luciano Bianciardi, pubblicato nel 1969.

Romanzo di impronta autobiografica, in cui l'autore offre una fantasiosa rivisitazione dell'insurrezione antiaustriaca delle Cinque giornate di Milano, situata però nel marzo 1959, mescola realtà e finzione, passato e presente, ricostruendo l'identità di un uomo disilluso dalla società della quale egli stesso è protagonista. L'azione si svolge nella immaginaria cittadina costiera di Nesci, dietro la quale si cela Sant'Anna di Rapallo, divenuta ritiro di Bianciardi dopo la deludente esperienza milanese.

Edito da Rizzoli nel 1969, il libro è stato successivamente ristampato da ExCogita e poi da Stampa Alternativa, che ha scelto di denominarlo con il titolo che Bianciardi aveva scelto inizialmente e poi scartato dall'editore, Le cinque giornate: bisognerebbe anche occupare le banche.

Fonte: Wikipedia, voce «Aprire il fuoco» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Aprire il fuoco»

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Frasi tratte da «Aprire il fuoco»

Già lo sento, io, quel che diranno sociologi e sindacalisti fra una cinquantina d’anni. Diranno che il sesso è un bene, di cui la fruizione dovrebb’essere garantita a tutti, come il tetto, il vitto, l’automobile e tre biglietti settimanali per il cinema (seconda visione) e ciascuno deve avere i mezzi per procurarsela, ’sta maledetta fruizione, e insieme liberarsi dalla nozione medievale, che la si debba ottenere, sempre la fruizione si capisce, grazie alla malmascherata forma di carità che continua a chiamarsi, con parola desueta, amore. (cap. I, p. 9)
Perciò io faccio soltanto le visite indispensabili al mio quotidiano campare, al mio lesso striminzito e stopposo che mastico amaramente ogni giorno. Ho la valigia piena del prodotto del mio diuturno battonaggio, carte su carte di ribaltatura, il membruto Dax, il fedele Gato Gordo, l’immonda Amparo col di lei padre ancora più immondo, el Diablo Rojo e l’intera mignotteria internazionale, a lot of whores on both sides of thè Ocean. È roba che pesa, dentro la valigia, e non soltanto per la massa delle sudate carte, ma anche perché c’è dentro l’alienazione quotidiana, la frustrazione, il passaporto per Mombello, l’abbelinamento, l’imbischerimento, la rimozione, il transfert, il crampo traslatorio, la sindrome, la nausea mediana, l'appercezione deviata, la deformazione professionale, la minchioneria altrui che m’imminchiona. Arrivo di soppiatto, mollo il malloppo, chiedo la grana. Pochi, maledetti e subito. Niente firme, sono pericolose. (cap. IV, pp. 65-66)
Fu una festa così bella che a tutti venne la voglia di continuarla il giorno dopo, con stendardi, luminarie e applausi. Ma stavolta mancò il permesso della gendarmeria, perché il governatore Spaur aveva perso la pazienza, giurando di non volere più farsi menare per il naso con il pretesto dell’arcivescovo nuovo. E invece la gente, incaponita, il giorno dopo era di nuovo lì a gridare viva papa Giovanni, e naturalmente anche viva l’Italia. E viva Bergamo, che era la città natale sia del nuovo papa che del nuovo arcivescovo, ed era anche, vivaddio, la città che aveva dato più camicie rosse, giù in Sicilia, a Giuseppe Garibaldi, a cominciare dal bellissimo Francesco Nullo. (cap. VI, p. 84)
Per quanto una guerra sia giusta, per quanto odiato il nemico, all’atto pratico ciascuno preferisce non avere morti sulla coscienza, non sapere se ha mai ucciso. (cap. XI, p. 145)
Chi visiti l’isola di Manhattan può fare questa prova probante. Si faccia portare a Trinity Church, in tassì, tenendo gli occhi chiusi. A occhi chiusi scenda, una volta arrivato a destinazione, dallo sportello di destra, e qui, dopo aver pagato la corsa, apra finalmente gli occhi. Ammirerà questo gioiello di architettura cattolica, mediterà sulle lapidi posate fra l'erba del sagrato. Poi faccia dietrofront e soltanto allora vedrà quali siano le vere cattedrali del mondo d’oggi : sono quelle, le banche di Wall Street. (cap. XIV, p, 174)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Aprire il fuoco»?
«Aprire il fuoco» è stato scritto da Luciano Bianciardi.
Quando è uscito «Aprire il fuoco»?
La prima pubblicazione risale al 1969.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026