- Autore
- Gianni Rodari
- Prima pubblicazione
- 1978
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- lago d'Orta
- Lingua originale
- italiano
«C'era due volte il barone Lamberto» è un romanzo di Gianni Rodari, pubblicato per la prima volta nel 1978.
Il libro si svolge in lago d'Orta.
Il libro in breve
C'era due volte il Barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giulio è una novella per ragazzi scritta da Gianni Rodari nella forma del romanzo breve.
Ha ottenuto un notevole successo di pubblico ed è stata tradotta in 11 lingue.
Fonte: Wikipedia, voce «C'era due volte il barone Lamberto» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «C'era due volte il barone Lamberto»
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Frasi tratte da «C'era due volte il barone Lamberto»
L'isola di San Giulio sembra fatta tutta a mano, come un gioco di costruzioni. Metro per metro, secolo dopo secolo, dandosi il cambio, uomini e altri uomini le hanno dato forma con il loro lavoro. Se si vede del verde, la natura non c'entra: sono i giardini delle ville. Non si vedono rocce, ma pietre, mattoni, vetrate, colonne, tetti. L'insieme è compatto come i pezzi di un rompicapo. (1981, p. 29)
Di sera le differenze dei colori scompaiono, i profili si fondono, l'isola sembra un monumento in un sol blocco di pietra nera a guardia dell'acqua cupa. Da qualche finestra invisibile parte un raggio di luce, come un cordone gettato per tenere legata l'isola alla terraferma.
Sul lungolago di Orta la gente conta le luci.
– Sono quelle della villa del barone Lamberto.
– Per forza, c'è rimasto solo lui. (1981, p. 29)
La notizia che l'isola è stata occupata dai banditi ha richiamato migliaia di persone sulla riva. Ci sono gli abitanti di Orta, usciti dalle antiche stradine, dai nobili palazzotti e dalle ville fiorite, o scesi dai fianchi della montagna. Ci sono i turisti, che lasciano raffredare la cena sui tavoli degli alberghi. Non ci sono i profughi, che si sono ficcati a letto per rimettersi dallo spavento. (1981, p. 29)
È come se l'isola avesse troncato i contatti con la terraferma, per prepararsi ad un lungo assedio.
Così deve averla vista, prima dell'anno Mille, l'imperatore Ottone quando vi si rinchiuse il re d'Italia Berengario, e ci vollero delle settimane per costringerlo alla resa. Sconfitto Berengario, si rifugiò a San Giulio sua moglie, la regina Willa, con tutti i tesori del regno. (1981, p. 35)
– San Giulio, però, non aveva bisogno del motoscafo per attraversare il lago. Distendeva sull'acqua il suo mantello, ci montava sopra e via, senza vela né motore.
– Noi non siamo tanto santi, – hanno detto i due falsi frati, – e poi, come vedi, non portiamo mantello perché non è la stagione.
Sull'isola si sono riuniti nell'antica basilica, come un gruppo di pellegrini. (1981, p. 37)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «C'era due volte il barone Lamberto»?
«C'era due volte il barone Lamberto» è stato scritto da Gianni Rodari.
Quando è uscito «C'era due volte il barone Lamberto»?
La prima pubblicazione risale al 1978.
Dove è ambientato «C'era due volte il barone Lamberto»?
L'ambientazione indicata è lago d'Orta.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026