- Autore
- Nicolai Lilin
- Prima pubblicazione
- 2010
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- Cecenia
- Lingua originale
- italiano
«Caduta libera» è un romanzo di Nicolai Lilin, pubblicato per la prima volta nel 2010.
Il libro si svolge a Cecenia.
Il libro in breve
Caduta libera è il secondo romanzo dell'autore russo Nicolai Lilin, pubblicato nel 2010 e scritto in lingua italiana.
Fonte: Wikipedia, voce «Caduta libera (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Caduta libera»
Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Frasi tratte da «Caduta libera»
In Transnistria non si faceva che parlare della società occidentale, Stati Uniti ed Europa erano un esempio vivente di benessere economico e sociale, tutti volevano diventare occidentali, credendo che se portavano vestiti firmati, mangiavano dei fastfood e compravano macchine straniere, la democrazia sarebbe venuta da sola a stabilirsi nel nostro grande e bel Paese. Era come una malattia infettiva, una febbre di cui nessuno sapeva spiegare l'origine e la natura. (p. 9)
Non chiamatemi mai più «signor tenente maggiore», chiaro? D'ora in poi siete nei sabotatori, noi non abbiamo i gradi, solo i nomi, ricordatevelo. Quindi per voi io sono il «compagno Zabelin». (p. 25)
Io partivo avvantaggiato: oltre al tiro a segno nella sezione sportiva della mia città, dove regolarmente mi esercitavo, avevo alle spalle l'esperienza di caccia in Siberia con mio nonno Nikolaj. Quando andavo a trovare il nonno – anche se ero ancora un ragazzino – mio padre spesso mi permetteva di sparare con il suo Kalašnikov. (p. 27)
Il mio compito, insieme ad altri sei ragazzi, era di fare le pulizie e portare il cibo nei blocchi dov'erano rinchiusi i detenuti militari. Nessuno di loro era stabile mentalmente. Sembravano in stato catatonico: non rispondevano alle domande, si comportavano come animali, si spostavano rapidamente da una parte all'altra della cella e poi s'immobilizzavano non appena li guardavi, come se avessero paura di essere beccati mentre si muovevano. Vivevano seguendo gli ordini semplici dettati dal fischietto: mangiavano seduti nelle loro celle, poi marciavano nel cortile, prendevano le botte, subivano varie umiliazioni e torture da parte delle guardie e la sera dormivano, per poi svegliarsi il mattino dopo e ricominciare tutto da capo... Non potevano comunicare tra di loro, qualunque attività che li facesse pensare era vietata. Erano persone irrecuperabili, con traumi talmente forti che – come poi mi ha confermato una delle guardie – una volta usciti di prigione, non riuscivano più a reinserirsi nella società. Molti si suicidavano, qualcuno vagabondava per le strade, finché non arrivava l'inverno e il freddo li uccideva. (p. 31)
Noi sabotatori non avevamo un'uniforme tutta nostra, ci vestivamo in borghese, con gli abiti da casa: visto che ci sarebbe toccato eseguire i compiti dietro la linea del fronte, muovendoci nei territori sotto il controllo nemico, era fondamentale che non venissimo riconosciuti. (p. 31)
Altri libri di Nicolai Lilin
Schede su altri cataloghi
Domande frequenti
Chi ha scritto «Caduta libera»?
«Caduta libera» è stato scritto da Nicolai Lilin.
Quando è uscito «Caduta libera»?
La prima pubblicazione risale al 2010.
Dove è ambientato «Caduta libera»?
L'ambientazione indicata è Cecenia.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026