- Autore
- Claudio Magris
- Prima pubblicazione
- 1986
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- italiano
«Danubio» è un romanzo di Claudio Magris, pubblicato per la prima volta nel 1986.
Ha vinto Premio Bagutta 1987.
Il libro in breve
Danubio è una raccolta di racconti scritta da Claudio Magris, pubblicata nel 1986. Narra un viaggio in compagnia di amici, attraverso i luoghi in cui sono nati, vissuti o passati personaggi più o meno noti della storia, della cultura e della letteratura mitteleuropea in qualche modo legati al Danubio. Vi si tesse una fitta trama di riferimenti e citazioni, oltre che riflessioni personali, su temi quali la fama letteraria, il concetto di nazione e il legame fra lingua e collocazione geografica e politica.
Fonte: Wikipedia, voce «Danubio (raccolta di racconti)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Danubio»
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Frasi tratte da «Danubio»
[...] per avviarsi verso la verità e l'amore bisogna sradicarsi, andar via e lontano da casa, strapparsi da ogni legame immediato e da ogni religio dell'origine, come nella dura pagina del Vangelo in cui Cristo chiede alla madre cosa ci sia fra loro due. (p. 50)
Qualunque sia l'opinione o la fede professata dagli uomini, ciò che li distingue è soprattutto la presenza o l'assenza, nel loro pensiero e nella loro persona, di questo oltre, il loro sentimento di abitare un mondo compiuto ed esaurito in se stesso oppure incompleto e aperto all'altrove. Il viaggio è forse sempre un cammino verso quelle lontananze che splendono rosse e viola nel cielo della sera, oltre la linea del mare e dei monti, nei paesi sui quali sorge il sole che da noi tramonta. Il viandante avanza nella sera, ogni passo lo inoltra nel tramonto e lo conduce oltre la striscia infuocata che si spegne. (p. 97)
Ogni viaggio [...] è una resistenza alla privazione, perché si viaggia non per arrivare ma per viaggiare e fra gli indugi brilla il puro presente. (p. 100)
[...] la poesia ha più genio della vita e sa cantare la maestà dell'asino. Un asino, non un purosangue di scuderia, riscalda Gesù nella stalla; Omero paragona Aiace, che salva le navi achee resistendo da solo all'assalto dei troiani, a un asino, la cui groppa sotto la soma e le batoste diviene grande come lo scudo del Telamonio. A un asino, alle sue sofferenze pazienti, viene paragonato anche il Cristo, percosso per aver voluto aiutare gli uomini.
La forza dell'asino ha l'attributo degli eroi classici, la pazienza, la tranquilla, umile e indomabile costanza che non recede dal proprio cammino e che sullo scatto nervoso del nobile destriero come Ulisse su Paride. (pp. 126-127)
Quando abbattevano un albero, i boscaioli bavaresi si toglievano un tempo il berretto e pregavano Dio di concedergli l'estremo riposo. C'è una religiosità del legno; il suo fiorire e il suo invecchiare fanno sentire un albero come un fratello. Nessuna creatura vivente può restare esclusa dalla redenzione o venire cancellata dall'eternità; come i personaggi di Singer, dovremmo recitare il Kaddish, la preghiera funebre, per la farfalla che muore e la foglia che cade. (p. 132)
Premi letterari
| Anno | Premio | Esito |
|---|---|---|
| 1987 | Premio Bagutta | vincitore |
| 1987 | Premio Strega | finalista / candidato |
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Danubio»?
Quando è uscito «Danubio»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026