- Autore
- Cesare Pavese
- Prima pubblicazione
- 1947
- Tipo
- Raccolta di racconti
- Lingua originale
- italiano
«Dialoghi con Leucò» è una raccolta di racconti di Cesare Pavese, pubblicata per la prima volta nel 1947.
Il libro in breve
I Dialoghi con Leucò sono una serie di ventisette brevi dialoghi sui miti greci, scritti da Cesare Pavese dal dicembre del 1945 al marzo 1947, anno della pubblicazione.
Fonte: Wikipedia, voce «Dialoghi con Leucò» · licenza CC BY-SA 4.0
Leggere «Dialoghi con Leucò» gratis
Collegamenti ad archivi che pubblicano legalmente il testo o la registrazione.
Dove trovare «Dialoghi con Leucò»
Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Frasi tratte da «Dialoghi con Leucò»
La Nube. Ho paura. Ho veduto le cime dei monti. Ma non per me, Issione. Io non posso patire. Ho paura per voi che non siete che uomini. Questi monti che un tempo correvate da padroni, queste creature nostre e tue generate in libertà, ora tremano a un cenno. Siamo tutti asserviti a una mano più forte. I figli dell'acqua e del vento, i Centauri, si nascondono in fondo alle forre. Sanno di essere mostri. [...] La morte, ch'era il vostro coraggio, può esservi tolta come un bene. Lo sai questo? [...] Per te la morte è una cosa che accade, come il giorno e la notte. Tu sei uno di noi, Issione. Tu sei tutto nel gesto che fai. Ma per loro, gli immortali, i tuoi gesti hanno un senso che si prolunga. Essi tastano tutto da lontano con gli occhi, le narici, le labbra. Sono immortali e non san vivere da soli. (da La nube)
La Nube: C'è una legge, Issione, cui bisogna ubbidire.
Issione: Quassù la legge non arriva, Nefele. Qui la legge è il nevaio, la bufera, la tenebra. E quando viene il giorno chiaro e tu ti accosti leggera alla rupe, è troppo bello per pensarci ancora. (da La nube)
Sarpedonte. Nessuno si uccide. La morte è destino. Non si può che augurarsela, Ippòloco. (da La Chimera)
Tiresia. Che degli dèi si parla troppo. Esser cieco non è una disgrazia diversa da esser vivo. [...] Il mondo è più vecchio di loro. Già riempiva lo spazio e sanguinava, godeva, era l'unico dio – quando il tempo non era ancor nato. Le cose stesse, regnavano allora. Accadevano cose – adesso attraverso gli dèi tutto è fatto parole, illusione, minaccia. Ma gli dèi possono dar fastidio, accostare o scostare le cose. Non toccarle, non mutarle. Sono venuti troppo tardi. [...] È accaduto qualcosa – che non è bene né male, qualcosa che non ha nome – gli daranno poi un nome gli dèi. (da I ciechi)
Edipo: Ma è davvero così vile il sesso della donna?
Tiresia: Nient'affatto. Non ci sono cose vili se non per gli dèi.
Altri libri di Cesare Pavese
Schede su altri cataloghi
Domande frequenti
Chi ha scritto «Dialoghi con Leucò»?
«Dialoghi con Leucò» è stato scritto da Cesare Pavese.
Quando è uscito «Dialoghi con Leucò»?
La prima pubblicazione risale al 1947.
Si può leggere «Dialoghi con Leucò» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Liber Liber e Wikisource.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026