Romanzo · 1960

Dio è nato in esilio

di Vintilă Horia · titolo originale Dieu est né en exil

Prima pubblicazione
1960
Tipo
Romanzo
Genere
fiction
Ambientazione
antica Roma
Lingua originale
francese
Editore
Fayard

«Dio è nato in esilio» è un romanzo di Vintilă Horia, pubblicato per la prima volta nel 1960.

Il libro si svolge in antica Roma. Ha vinto Premio Goncourt 1960.

Il libro in breve

Dio è nato in esilio. Diario di Ovidio a Tomi (Dieu est né en exil. Journal d'Ovide à Tomes) è un romanzo scritto in francese dall'autore romeno Vintilă Horia, pubblicato nel 1960. All'opera fu attribuito il Premio Goncourt, che non fu poi consegnato a causa del passato dell'autore, che aveva appoggiato il regime fascista del suo paese prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Il libro ricevette inoltre delle critiche da parte di Jean-Paul Sartre.

Fonte: Wikipedia, voce «Dio è nato in esilio» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Dio è nato in esilio»

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Frasi tratte da «Dio è nato in esilio»

Si vive seguendo una strada in salita, si arriva a un punto culminante e si comincia a discendere, traversando a ritroso tutti i misteri che si erano traversati nel salire. La morte, così, non è che un ritorno; o come dice Pitagora, il cammino verso un'altra nascita. (da Anno primo, p. 26)
Ogni uomo che invecchia, deve avere di queste orribili visioni che lo staccano dalla illusione quotidiana e gli fanno vedere la inutilità di tutto quello che ha fatto, di tutto quello che egli è stato, ma l'immenso ingranaggio della menzogna quotidiana, la famiglia, la ricchezza, la casa, gli amici, il paesaggio nativo, sono là per riprenderlo, per riportarlo all'inizio di una nuova illusione. Siamo fatti così di piccole eternità che ci guidano alla morte, tra le orribili radure di quei momenti sinceri che finirebbero per ucciderci più presto se si avesse il coraggio di prolungarli. (da Anno secondo, p. 35)
La parola di pace! La cercheremo ancora per molto tempo. Non la si inventa. Gli uomini la troveranno, un giorno, come uno strano fiore sul ciglio della strada. Ma il tempo non è maturo, per questa gioia. Migliaia di poeti nasceranno e moriranno sulla terra, glorificati nelle loro lingue inintellegibili l'una per l'altra. E anche se si trovasse oggi, questa parola di pace, ci vorrebbero secoli perché divenisse un bene comune a tutti gli uomini, che fosse per tutti intellegibile. Non è facile coglierne il senso, soprattutto quando le armi che portiamo fanno riecheggiare il loro acuto appello in fondo al nostro cuore. Spiegare il vero senso di questa parola non è il compito del poeta? (da Anno secondo, p. 53)
La terra e il mare e forse anche il cielo, nascondono molti segreti. Del resto anche l'uomo. Come quelle acque senza fondo, dove le nostre reti non arrivano, noi serbiamo in noi stessi segreti splendidi e terribili. (da Anno terzo, p. 64)
È possibile che un dio muoia? Un dio fra tanti altri, perché non si ritrarrebbe davanti alla stanca adorazione degli uomini? Gli dèi muoiono coi loro ultimi fedeli. Nuovi dèi nascono probabilmente fra noi, senza che noi ce ne accorgiamo. Essi non attendono che un nome per farsi adorare. (da Anno quarto, p. 84)

Premi letterari

AnnoPremioEsito
1960Premio Goncourtvincitore

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Dio è nato in esilio»?
«Dio è nato in esilio» è stato scritto da Vintilă Horia.
Quando è uscito «Dio è nato in esilio»?
La prima pubblicazione risale al 1960.
Dove è ambientato «Dio è nato in esilio»?
L'ambientazione indicata è antica Roma.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026