Immagine relativa a «Discorsi a tavola»
First edition of Martin Luther's TIshreden... · CC BY-SA 4.0

Libro · 1566

Discorsi a tavola

di Martin Lutero

Prima pubblicazione
1566
Lingua originale
tedesco

«Discorsi a tavola» è un'opera di Martin Lutero, pubblicata per la prima volta nel 1566.

Il libro in breve

I Discorsi a tavola (in tedesco Tischreden) sono una raccolta di conversazioni e massime di Martin Lutero, trascritte dagli ospiti nella sua casa tra il 1531 e il 1546. Gli argomenti sono vari e comprendono insegnamenti sulla condotta cristiana in varie situazioni e ambiti della convivenza, riflessioni su questioni teologiche ed ecclesiastiche, interpretazioni della Bibbia, e testimonianze autobiografiche. Nel loro complesso i Discorsi a tavola offrono una preziosa fonte di informazioni sulla vita e il pensiero del riformatore tedesco, e più in generale sulla cultura e le vicende dell’epoca.

Pubblicati per la prima volta nel 1566 da Johannes Aurifaber, nel corso dei secoli hanno ricevuto varie edizioni e revisioni critiche.

Fonte: Wikipedia, voce «Discorsi a tavola» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Discorsi a tavola»

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Frasi tratte da «Discorsi a tavola»

Io non vorrei scambiare la mia Caterina né per il regno di Francia, né per Venezia, in primo luogo perché Dio ha donato lei a me e ha dato me a lei; 2) perché spesso ho sperimentato che ci sono più difetti nelle altre donne che nella mia Caterina; e se anche ne ha qualcuno, pure d'altra parte ci sono molte più grandi virtù; 3) perché osserva la fedeltà coniugale, vale a dire la fede e onestà. Così viceversa deve pensare una moglie del marito. (N° 49, p. 9-10)
Sono nemico dei contadini perché sono i più vicini alla benedizione divina e non hanno nessuna o pochissime occasioni di peccare. Amo invece il magistrato anche se pecca, perché pecca di necessità; quanto più infatti la funzione è importante, tanto più e più gravemente si pecca. (N° 50, p. 10)
Gli uomini hanno i petti larghi e le cosce strette, perciò hanno la saggezza. Le donne invece hanno i petti stretti e le cosce larghe. La donna deve essere casalinga; lo mostra la creazione, infatti hanno larghi il culo e le cosce, cosicché devono starsene sedute tranquille. (N° 55, p. 11)
Questo è il corpo umano nel quale sono le vere membra del corpo, cioè i cristiani; i giuristi invece, sono quasi lo sterco del corpo, senza il quale tuttavia il corpo non potrebbe esistere, eppure non sono malattie e vizi del corpo, ma non sono membra. (N° 320, p. 56)
Quando la coscienza è afflitta, è difficilissimo riconoscere Satana, perché si trasforma in Angelo della luce e nelle sembianze di Dio. Ma dopoché l'ho riconosciuto, mi vien facile dirgli: «Leccami il culo ecc.». (N° 83, p. 14)

Tutte le frasi di «Discorsi a tavola»

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Discorsi a tavola»?
«Discorsi a tavola» è stato scritto da Martin Lutero.
Quando è uscito «Discorsi a tavola»?
La prima pubblicazione risale al 1566.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026