Libro · 1982

Elogio del libertino

di Franco Cuomo

Prima pubblicazione
1982
Genere
saggio
Lingua originale
italiano

«Elogio del libertino» è un'opera di Franco Cuomo, pubblicata per la prima volta nel 1982.

Il libro in breve

Elogio del libertino è un libro di Franco Cuomo che può essere definito un manuale sulla seduzione e un libro inchiesta sui misteri della seduzione stessa. Cuomo spiega al lettore le differenze tra un Casanova e un Don Giovanni, quali siano i percorsi dell'innamoramento e cosa significhi essere un libertino alla fine del XX secolo. Eseguendo un escursus storico, Cuomo delinea una identità del libertino, ricercando quelle che sono le sue caratteristiche, i suoi comportamenti, le sue esigenze e bisogni. Il tutto appare come una guida pratica al libertinaggio, ricca di consigli e indicazioni, quali, ad esempio, l'anagrafe del libertino, il libertino e la città, il libertino ed il cibo, il libertino e l'abbigliamento, il libertino ed il denaro, il libertino e la religione.

Fonte: Wikipedia, voce «Elogio del libertino» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Elogio del libertino»

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Frasi tratte da «Elogio del libertino»

Casanova ama – perdutamente, irrimediabilmente ama – tutte le donne con cui ha a che fare; Dongiovanni le usa, invece, senza amarle, anzi disprezzandole. Casanova vorrebbe sposarle tutte, tenersele tutte per sempre, se non fossero loro ad abbandonarlo; Dongiovanni deve sfuggirle tutte, dato che nessuna lo abbandonerebbe mai. (1993, p. 11)
Per Dongiovanni l'avventura va oltre le galere umane: lui sfida Dio. Esemplare in tal senso assai più della spregiudicata fantasia erotica è l'invenzione di Molière sull'incontro del seduttore con il mendicante: Dongiovanni offre allo sventurato una moneta d'oro e gli chiede in cambio di bestemmiare. Quel povero disgraziato, lacero e tormentato dalla fame, pur non avendo avuto che maltrattamenti dalla sorte, rifiuta di inveire contro Dio temendo di dannarsi l'anima. Dongiovanni, che l'anima se la gioca ogni giorno, lo deride. (1992, p. 13)
Al libertino sono indispensabili larghi spazi domestici: deve poter camminare molto, lungo tetri corridoi e stanze disadorne, la notte, per aiutarsi a coltivare antiche malinconie (senza le quali sarebbe appunto un dongiovanni, magari un play-boy da rivista femminile) e incolmabili sensi di colpa, tormenti indispensabili al mantenimento del suo ruolo. (2020, p. 33)
La città è per il libertino le donne che la abitano. (1003, p. 36)
Ed è sulla tavola imbandita che si celebrano generalmente i preliminari di qualsiasi rito d'amore.
Il ristorante e l'albergo sono i templi abituali di codesta liturgia. Ma il libertino dev'essere comunque in grado di cucinare per proprio conto ed improvvisare menù pittoreschi dando fondo alle risorse dei frigoriferi più sguarniti. (1993, p. 43)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Elogio del libertino»?
«Elogio del libertino» è stato scritto da Franco Cuomo.
Quando è uscito «Elogio del libertino»?
La prima pubblicazione risale al 1982.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026