- Autore
- Ibn Battuta
- Prima pubblicazione
- XIV secolo
- Genere
- libro di viaggio
- Lingua originale
- arabo
«I viaggi» è un'opera di Ibn Battuta, pubblicata per la prima volta nel 1355.
Il libro in breve
I viaggi, conosciuto anche come Rihla, il cui titolo formale Un capolavoro di coloro che contemplano le meraviglie delle città e le meraviglie del viaggio (in arabo تحفة النظار في غرائب الأمصار وعجائب الأسفار?, Tuḥfat an-Nuẓẓār fī Gharāʾib al-Amṣār wa ʿAjāʾib al-Asfār), è il diario di viaggio scritto da Ibn Battuta, che documenta la sua vita di viaggi ed esplorazioni, che secondo la sua descrizione coprì circa 70000 mi.
Rihla è la parola araba per un viaggio o il diario di viaggio che lo documenta.
Fonte: Wikipedia, voce «I viaggi» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «I viaggi»
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Frasi tratte da «I viaggi»
Durante quel viaggio andai a vedere il faro : uno dei lati era caduto in rovina, ma lo descriverei comunque come un edificio quadrato che si staglia nel cielo'. La porta è in alto rispetto al terreno e di fronte, alla stessa altezza, c'è un edificio: fra questo e la porta vengono messe delle assi di legno a mo' di passerella e quando le tolgono non vi è più modo di entrare. Dentro la porta c'è una nicchia dove il guardiano può starsene seduto e all'interno si aprono diversi locali. Il passaggio di entrata misura 9 spanne, il muro 10 e ognuno dei quattro lati, 140. Sorge su un'alta collina a una parasanga da Alessandria, al termine di una lunga striscia di terra che ospita il cimitero, circondata per tre lati dal mare — il quale giunge sino alle mura della città, sicché solo partendo da Alessandria si può arrivare al faro via terra.
Quando feci ritorno nel Maghreb, nel 750 [1349], andai a rivederlo e lo trovai in un tale stato di rovina che non si riusciva più non solo a entrare ma nemmeno a raggiungere la porta. (p. 18, 2018)
Un'altra meraviglia di Alessandria è la sbalorditiva colonna di marmo che si vede sin da fuori città, la cosiddetta amüd al-sawârï , eretta in mezzo a un fitto palmeto dove spicca altissima tra gli alberi. Formata da un unico pezzo abilmente tagliato, poggia su basi in pietra di forma quadrata, simili a enormi pedane, e non si sa né come né chi ve l’abbia eretta. (pp. 18-19, 2018)
La moschea di 'Amr ibn al-'Ās è una nobile moschea, venerata e famosa, in cui si svolge la funzione del venerdì. Una strada l'attraversa da est a ovest, e verso est sorge la zâwiya dove insegnava l'imam Abu 'Abd Allah al-Shâfi'ī. Quanto alle màdrase, al Cairo ve ne sono cosi tante da non poterle contare, mentre l'ospedale sorge «Fra i due Palazzi», vicino al mausoleo di al-Malik al Mansür Qalâwün: è di una bellezza indescrivibile, ben fornito di comodità e di farmaci, e dicono che le sue entrate raggiungano i mille dinàr al giorn0. Anche le zâwiya sono numerose: qui le chiamano khawâniq (singolare khanqa) e gli emiri della città fanno a gara per costruirle. Ogni zâwiya viene assegnata a un gruppo di faqīr per lo più persiani, uomini colti che conoscono bene la via [tarīqa] del sufismo. (pp. 37-38, 2018)
Nella vecchia Cairo si trova il cimitero di al-Qarâfa, un luogo molto importante in cui ricevere la baraka. Alla sua precellenza si riferisce un hadîth riportato da al-Qurtubï e da altri, e in effetti al-Qarâfa fa parte della scarpata del Muqattam, che secondo la promessa di Dio sarà uno dei giardini del Paradiso. Gli abitanti del Cairo vi costruiscono belle cappelle circondate da mura che sembrano case, con vari locali destinati ai lettori — i quali ricevono un salario per salmodiare il Corano notte e giorno con le loro belle voci. Qualcuno fa erigere a fianco del proprio mausoleo una zâwiya o una màdrasa, e il giovedì sera vi si reca con mogli e figli per trascorrere la notte facendo il giro dei santuari famosi - e lo stesso fanno anche la notte di metà sha'bân, con i mercanti che espongono ogni genere di cibo. (pp. 39-40, 2018)
A quanto dicono, tutte le scienze apparse sulla terra prima del Diluvio furono insegnate agli uomini da Hermes l'Antico, che abitava nella parte superiore dell'Alto Egitto e veniva chiamato Enoch — o anche Idrïs. Sarebbe stato lui il primo a parlare dei movimenti delle sfere celesti e delle sostanze superiori, e anche il primo a costruire i templi e a glorificarvi l'Altissimo. Lo stesso Hermes predisse poi agli uomini il Diluvio e, temendo che andassero perduti il sapere e le competenze artistiche, costruì le Piramidi e i templi, sui quali raffigurò tutte le arti con i relativi strumenti e annotò i principî del sapere in eterno. (p. 43, 2018)
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026