- Autore
- Donna Tartt
- Prima pubblicazione
- 22 ottobre 2013
- Tipo
- Romanzo
- Genere
- romanzo di formazione
- Lingua originale
- inglese americano
- Editore
- Little, Brown and Company
«Il cardellino» è un romanzo di Donna Tartt, pubblicato per la prima volta nel 2013.
Ha vinto Premio Pulitzer per la narrativa 2014. Ne sono stati tratti 1 film o serie.
Il libro in breve
Il cardellino (The Goldfinch) è un romanzo scritto nel 2013 da Donna Tartt.
Terzo romanzo di Tartt, in esso si raccontano le vicissitudini che il personaggio principale, Theo Decker, un ragazzino di tredici anni, è costretto ad attraversare, in seguito ad un evento assai traumatico (la morte della madre) che lo condizionerà per tutta la vita. Con questo libro Tartt ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa del 2014.
Fonte: Wikipedia, voce «Il cardellino» · licenza CC BY-SA 4.0
Edizioni e codici ISBN di «Il cardellino»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| Rizzoli | 2014 | 9788817072380 | 892 | italiano | scheda |
| Little, Brown Book Group Limited | 2023 | 9780349146263 | inglese | scheda | |
| Znak | Apr 13, 2019 | 9788324069934 | 848 | scheda | |
| AST, Izdatel'stvo | May 09, 2018 | 9785170854486 | scheda | ||
| Debolsillo | 2017 | 9788466338837 | 1152 | spagnolo | scheda |
| BUR Biblioteca Univ. Rizzoli | Mar 30, 2017 | 9788817090933 | scheda | ||
| Pegasus | Oct 28, 2016 | 9786053437864 | scheda | ||
| Ren min wen xue chu ban she | 2016 | 9787020111763 | 661 | chi | scheda |
| Kawadeshobōshinsha | 2016 | 9784309207100 | 217 | jpn | scheda |
| Kawadeshobōshinsha | 2016 | 9784309207094 | 334 | jpn | scheda |
| Kawadeshobōshinsha | 2016 | 9784309207087 | 338 | jpn | scheda |
| Kawadeshobōshinsha | 2016 | 9784309207070 | 304 | jpn | scheda |
| Little, Brown and Company | Jun 28, 2016 | 9780316055420 | 976 | scheda | |
| Goldmann Verlag | Oct 19, 2015 | 9783442473601 | 1023 | scheda | |
| Społeczny Instytut Wydawniczy Znak | 2015 | 9788324026524 | pol | scheda |
42 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.
Dove trovare «Il cardellino»
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Frasi tratte da «Il cardellino»
Be', gli olandesi hanno inventato il microscopio. [...] Erano gioiellieri, tornitori di lenti. Ci tenevano ai dettagli, perché c'è un significato anche nelle cose minuscole. Ogni volta che vedi una mosca o un insetto in una natura morta – un petalo sfiorito, la lieve ammaccatura di una mela –, l'artista ti sta inviando un messaggio in codice. Ti sta dicendo che le cose vive non durano... che tutto è effimero. La morte è connaturata alla vita. Per questo si chiamano nature morte. Può essere che all'inizio, dentro tutta questa bellezza, questo rigoglio, tu non riesca a scorgere l'impercettibile traccia di marcescenza. Ma se guardi attentamente... la troverai.
A New York ero cresciuto circondato da ragazzini che avevano girato il mondo, gente che aveva vissuto all’estero e parlava tre o quattro lingue, che frequentava corsi estivi a Heidelberg e trascorreva le vacanze in posti come Rio, Innsbruck o Cap d’Antibes. Eppure Boris, col suo bagaglio di esperienze esotiche degno di un vecchio lupo di mare, li batteva tutti. Era andato su un cammello; aveva mangiato larve, giocato a cricket, si era beccato la malaria, aveva vissuto per strada in Ucraina («ma solo per due settimane»), disinnescato una bomba con le proprie mani, nuotato in fiumi australiani pieni di coccodrilli. Aveva letto Čechov in russo, e autori che non avevo mai sentito in ucraino e polacco. Aveva resistito ai quaranta sotto zero e all’oscurità degli inverni russi, ed era sopravvissuto alle interminabili bufere, alla neve, al ghiaccio che copriva le strade come una patina di vetro, quando l’unica fonte di conforto all’orizzonte era una palma al neon che bruciava ventiquattr’ore al giorno fuori dal bar, dove suo padre andava a bere.
Il dipinto era nascosto, in modo piuttosto astuto, pensavo, all’interno di una federa di cotone pulita, attaccata col nastro adesivo dietro la testiera del mio letto. […] Ma anche se potevo guardarlo solo di rado mi piaceva pensare che fosse lì, per via della profondità e concretezza che infondeva alle cose. Era come se rinforzasse le fondamenta della mia vita, e mi rassicurava, così come mi rassicurava sapere che, lontano da lì, le balene nuotavano indisturbate nelle acque del Mar Baltico e che, in remoti angoli della Terra, schiere di monaci cantavano senza sosta per la salvezza del mondo.
L’alcol ti trasformava in uno sciattone dall’aria confusa: bastava guardare Platt Barbour, seduto da J.G. Melon alle tre del pomeriggio ad autocommiserarsi. Per non parlare di mio padre, che persino da sobrio aveva la stessa goffaggine di un pugile stordito dai cazzotti ed era in grado a stento di tenere in mano un telefono o un timer da cucina: sindrome di Korsakoff, si chiamava, danni cerebrali causati dall’abuso di alcol, un deficit neurologico irreversibile. I suoi ragionamenti erano sempre sconclusionati e non era mai riuscito a tenersi un lavoro a lungo.
Un atto di Dio, una fatalità: così la chiamavano le compagnie assicurative, una catastrofe tanto imprevedibile o misteriosa nelle sue dinamiche da non potersi descrivere altrimenti. Il grado di probabilità di un evento era misurabile, ma certi fatti cadevano così radicalmente al di fuori delle tavole attuariali che persino gli assicuratori dovevano ricorrere all’ordine sovrannaturale per definirli – una sfortuna nera, come mio padre aveva tristemente commentato una sera in giardino, accanto alla piscina, mentre il sole tramontava in fretta, fumando una Viceroy dopo l’altra per tenere lontane le zanzare, una delle poche volte in cui aveva provato a parlare con me della morte di mia madre, perché accadono le cose brutte, perché a me, perché a lei, nel posto sbagliato al momento sbagliato, solo una fatalità, uno su un milione, parole che, venendo da lui, non suonavano affatto come delle scuse, ma come una professione di fede, la miglior risposta che aveva da darmi, alla stregua di Allah l’ha Deciso o È la Volontà del Signore, un chinare il capo di fronte alla Fortuna, il Dio più grande e potente che mio padre conoscesse.
Film e serie tratti da «Il cardellino»
| Titolo | Anno | Tipo | Regia | Sinossi |
|---|---|---|---|---|
| The Goldfinch | 2019 | film | John Crowley |
Premi letterari
| Anno | Premio | Esito |
|---|---|---|
| 2014 | Premio Pulitzer per la narrativa | vincitore |
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Il cardellino»?
Quando è uscito «Il cardellino»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026