Romanzo · 1963

Il compagno Don Camillo

di Giovannino Guareschi

Prima pubblicazione
1963
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano

«Il compagno Don Camillo» è un romanzo di Giovannino Guareschi, pubblicato per la prima volta nel 1963.

Il libro in breve

Il compagno Don Camillo è un romanzo dello scrittore italiano Giovannino Guareschi, uscito nel 1959 a puntate su Candido e dal 1963 edito dalla Rizzoli.

Il libro è stato tradotto in tedesco, ungherese e lituano.

Fonte: Wikipedia, voce «Il compagno Don Camillo (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «Il compagno Don Camillo»

Il totocalcio è una delle più subdole armi inventate dalla borghesia capitalista per difendersi dal proletariato. Un'arma efficacissima e che non costa niente alla borghesia. Anzi le dà dei grossi guadagni. Un buon comunista non aiuta, ma combatte fieramente il totocalcio!
"Nell'Unione Sovietica non esistono che libertà vere e complete" affermò severamente don Camillo.
Ma Scamoggia era scatenato:
"Preti anche là? Compagno, è mai possibile, che questa porca razza non la si possa eliminare?"
Peppone gli rispose autoritario:
"Scomparirà da sola quando finiranno la miseria e l'ignoranza: quei cornacchioni maledetti vivono sull'ignoranza e sulla miseria!"
Don Camillo diventava sempre più gelido e categorico:
"Compagno senatore, tu sai meglio di noi che, nell'Unione Sovietica, ignoranza e miseria non esistono più. Questo significa che, se i preti continuano ad esistere, essi dispongono di una forza che non s'è ancora riusciti a neutralizzare completamente".
"Ma che cos'hanno di speciale questi maledetti" ruggì Scamoggia. "Non sono forse gente fatta di carne e d'ossa come noi?"
"No" urlò Peppone rosso come un gallinaccio. "È gente fabbricata con tutte le peggiori porcherie dell'universo. Sono falsi, ipocriti, vigliacchi, ricattatori, assassini, ladri. I serpenti velenosi li schivano perché hanno paura d'essere morsicati." (pp. 33-34)
Riempì di vino i bicchieri di carta:
"Alla salute della grande Russia sovietica!" gridò il compagno Scamoggia levando il bicchiere.
"Alla distruzione del capitalismo!" brindò il compagno Rondella.
"Alla faccia di tutti i preti dell'universo!" ruggì Peppone guardando negli occhi don Camillo. (p. 35)
"I preti" stabilì Peppone con voce feroce "sono la più infame razza che esista sulla terra. Noè, quando fece salire sull'arca tutte le bestie, non voleva portarsi la vipera, ma il Padreterno gli gridò: 'Noè, e io come potrei fare a vivere senza i preti?'."
Il compagno Oregov, informato dalla Petrovna, rise di gusto e la battuta gli piacque tanto che volle prenderne nota sul suo taccuino.
Rise, un po' a stento, anche don Camillo e, portatosi alla pari di Peppone che arrancava in coda, gli disse a mezza bocca:
"Sei un disonesto, compagno. La storia che io ti ho raccontato ieri era diversa. Noè non voleva portare l'asino e allora Dio gli disse: 'E come potrebbe divertirsi il mondo senza senatori comunisti?'."
"Suona meglio così" rispose Peppone. "Però bisognerà che domandi scusa alle vipere." (p. 92)
La metropolitana di Mosca è l'orgoglio dell'Unione Sovietica e, per aver un'idea di cosa essa sia, bisogna pensare a un incubo assiro-babilonese. Marmi, cristalli, lampadari, porcellane, mosaici, stucchi, affreschi, altorilievi, bassorilievi, statue, quadri, ceselli, bronzi, argenti, ori: ci si stupisce che gli zerbini non siano di visone. (p. 169)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il compagno Don Camillo»?
«Il compagno Don Camillo» è stato scritto da Giovannino Guareschi.
Quando è uscito «Il compagno Don Camillo»?
La prima pubblicazione risale al 1963.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026