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Lord Byron · Public domain

Racconto · 1814

Il corsaro

di George Gordon Byron · titolo originale The Corsair

Prima pubblicazione
1814
Tipo
Racconto
Genere
poesia romantica
Lingua originale
inglese

«Il corsaro» è un racconto di George Gordon Byron, pubblicato per la prima volta nel 1814.

Il libro in breve

Il corsaro (The Corsair) è una delle novelle, semi-autobiografica, in versi scritta da Lord Byron e pubblicata nel 1814. L'opera è suddivisa in tre canti e il metro utilizzato è il distico decasillabico a rima baciata, «il buono, vecchio e attualmente trascurato distico eroico», come scrisse Byron nella dedica dell'opera al poeta irlandese Thomas Moore.

L'opera raggiunse un alto picco di popolarità al punto da andare a ruba già il primo giorno di vendita.

Fonte: Wikipedia, voce «Il corsaro (Byron)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Il corsaro»

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Frasi tratte da «Il corsaro»

Dal sol brunita è la sua guancia; la fronte sua pallida e alta / Ricopron scompigliate nere ciocche; / E spesso, involontario, rivela un moto del suo labbro / Il superbo pensier ch'egli raffrena / E tuttavia non sa celare. / Pur se pacata è la sua voce e placido l'aspetto, / Par sempre ch'egli provi un turbamento / Che non desideri mostrare. / I profondi solchi che segnano quel volto e il mutar del colore / Attirano lo sguardo e insieme lo confondono / Come se in quegli oscuri recessi della mente / Forma prendesser passioni tempestose, quantunque indefinite. (Canto primo, 9, pp. 17-18)
Ogni tratto del volto, del cuor mostra il tumulto, / Libere le passioni si fanno più violente, né possono placarsi / Allor ch'erompon nel confuso contrasto che la gota / Fa gelar o avvampar, o rende madida la fronte. / Allor soltanto, o stranier, se pur ne hai l'ardire / Vieni a mirar l'anima sua e la tranquillità che gli è donata in sorte! / Vieni a veder quel fosco e solitario cuore / Quanto arda al pensier del maledetto suo passato! / Vieni a veder; ma chi ha mai visto o mai potrà vedere / D'un uomo tal lo sfogo delle segrete cure? (Canto primo, 10, p. 19)
[...] E di lottare tuttavia si sforza invano / Contro una passione che anche per uno come lui / D'Amore ha nome! / Sì, è vero Amor, immutabile, immutato, / Per una donna da cui giammai si vuol diviso. / Benché le più leggiadre prigioniere vogliano attrarlo / Con lo sguardo, / Egli le sfugge e non le cerca, ma freddo passa / Innanzi a lor. (Canto primo, 12, p. 21)
I
«Profondo nel mio cuor riposa un tenero segreto, / Gelosamente custodito e a tutti sconosciuto, / E sol si svela quando il mio cuor col tuo batte in accordo, / E quindi a palpitar ritorna nel silenzio.
II
Qui entro, qual funereo lume / Arde di lenta, eterna, invisibil fiamma / Ch'estinguer non può disperazione cupa / Pur se come non mai è flebile il suo raggio.
III
Ricordati di me! Oh, non passar sulla mia tomba / Indifferente alle reliquie ch'essa cela: / La sola pena che il mio cuor non regge / È quella di trovar oblio dentro al tuo cuore!
IV
Ascolta le mie parole appassionate, flebili ed estreme: / Non biasima Virtù il pianto per l'estinto; / Una lacrima sol è quanto io ti chiedo, / La ricompensa prima, ultima e sola di questo mio immenso amore!» (Canto primo, 14, pp. 23-24)
[...] Conrad ritornerà, ma adesso con l'ala sua veloce / Il tempo ci reca il momento dell'addio: / Perché egli vada e dove, or non importa dire, / Dacché tutto finisce nella fatal parola: addio! (Canto primo, 14, pp. 27-28)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il corsaro»?
«Il corsaro» è stato scritto da George Gordon Byron.
Quando è uscito «Il corsaro»?
La prima pubblicazione risale al 1814.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026