- Autore
- Riccardo Bacchelli
- Prima pubblicazione
- 1927
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- Italia
- Lingua originale
- italiano
«Il diavolo al Pontelungo» è un romanzo di Riccardo Bacchelli, pubblicato per la prima volta nel 1927.
L'ambientazione è in Italia.
Il libro in breve
Il diavolo al Pontelungo è un romanzo storico di Riccardo Bacchelli, pubblicato nel 1927 e rielaborato numerose volte dall'autore fino a giungere all'edizione definitiva del 1957.
Fonte: Wikipedia, voce «Il diavolo al Pontelungo» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Il diavolo al Pontelungo»
– Avete una buona campagna quest'anno– Bella, se Dio ci aiuta– Non mancherà di fare il suo dovere. Avrei buoni cavalli da mandare a pascere dentro il vostro frumento, signor arciprete del Borgo – E io ho delle buone redini per tenerli in briglia, signor non so di dove!Come non fosse per detto, si salutarono in fretta e l'arciprete tornò al Borgo.
La nuvola era sorta dalle parti infedeli di Levante, dal mare, elemento dei meno devoti, e veniva così in fretta, piccola e rabbiosa, che nel tempo d'andare e tornare di sagrestia già spuntava sul filare dei pioppi in fondo allo stradale della canonica: d'un tratto si torsero e si piegarono investiti come da un fuoco. Tutta la campagna fu presa da una fosca disperazione di vento.
Ma intanto la noce aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch'era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
Il giardinetto misto d'ortaglia dava su un rivo affluente della Maggia. Era estate grande e tutti i fiumi magri. L'acqua silenziosa agitava, passando lungo il giardino, un riflesso lento e vivo, giocoso sul cielo di foglie della pergola. I monti tacevano e il lago. Qua e là grappoli d'uva imbrunivano o indoravano. (I, Michele Bakùnin a Locarno)
La villa, presso l'entrata del possedimento, era una palazzina modesta ma comoda, all'italiana, più larga che alta, di quattro stanze d'angolo al pian terreno e cinque al piano di sopra. La villa era orientata da mezzogiorno a settentrione, con facciata a mezzogiorno. Erano rotti molti vetri, ma la vista era superba. D'inverno conveniva aprire a mezzogiorno, d'estate a mezzanotte; e caldo e fresco si potevano regolare perfettamente, quando non ci si mischiava il vento, che alterava ogni previdenza. Locarno è bene riparata dai monti che sovrastano l'estrema punta del Lago Maggiore. Ma il il proprietario e fondatore della Baronata, che era stato ai suoi giorni fortunato commerciante di calze, aveva ragionato così: — Se trovo una località aperta ai quattro venti, quando altrove c'è libeccio e caligine lo combatterà tramontana o maestro o levante, venti freschi e limpidi; quando altrove c'è tramontana e gelo, avrà da far col libeccio tiepido; e coll'uno e coll'altro, non avrò mai né freddo né afa. (V, Castelli in aria)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Il diavolo al Pontelungo»?
«Il diavolo al Pontelungo» è stato scritto da Riccardo Bacchelli.
Quando è uscito «Il diavolo al Pontelungo»?
La prima pubblicazione risale al 1927.
Dove è ambientato «Il diavolo al Pontelungo»?
L'ambientazione indicata è Italia.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026