Romanzo · 1948

Il garofano rosso

di Elio Vittorini

Prima pubblicazione
1948
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano

«Il garofano rosso» è un romanzo di Elio Vittorini, pubblicato per la prima volta nel 1948.

Il libro in breve

Il garofano rosso è un'opera letteraria di Elio Vittorini pubblicato inizialmente su Solaria, in 8 puntate nel periodo 1933-1936, poi in volume per Mondadori, nel 1948.

Fonte: Wikipedia, voce «Il garofano rosso (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Il garofano rosso»

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Frasi tratte da «Il garofano rosso»

«Ci sono paure stupide e paure intelligenti?» dicevo io. «Altro che!» lui diceva. «Altro che! La gente si allea nelle paure. E tu vedi come i bravi e i giusti siano alleati in una paura intelligente... Come i perfidi siano alleati in una paura idiota! L'umanità è tutta divisa da patti e alleanze contro le paure...» (cap. II)
«Secondo te, allora» dissi io «le rivoluzioni e le guerre non sarebbero che giochi...»
«Sicuro: per colui che le fa» disse Tarquinio. «E tutti i cosiddetti grandi uomini non sono che ragazzi. Hai letto il Memoriale di Sant'Elena? Vedi bene che Napoleone ragiona come noi ai tempi degli scioperi. Non c'è mai nelle sue parole qualcosa che ce lo lasci pensare per conto suo, chiuso nel gusto di una camera sua. Disgraziato, rimpiangeva i campi di battaglia, ed era in una situazione che a un uomo vero, il quale avesse conosciuto l'intimità, avrebbe fatto rimpiangere l'ora del caffelatte. Ci sono abissi, caro mio...» (cap. X)
Ed alzai le mani, in un istintivo gesto d'angoscia, come ad esprimere il senso di vuoto che mi desolava l'anima.
Ma le mie parole non dicevano nulla di vero. E sentivo che quel vuoto non veniva dalla fine improvvisa che aveva cancellato lei, la donna bionda, e ch'era invece un vuoto più antico, a cui sarei giunto in ogni modo appena mi fossi trovato fuori dalla casa delle mie notti di febbre e di desiderio. Era il vuoto di ogni volta che avevo lasciato lei per tornare al mio vecchio mondo di ragazzo e che ogni volta avevo creduto di riempire correndo di nuovo a lei: il vuoto dell'amicizia perduta, e del bene che non avevo detto.
È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione; o che un avverbio possa recuperare il segreto che si è sottratto a ogni indagine. (dalla Prefazione, II)
Io non ho mai aspirato "ai" libri; aspiro "al" libro; scrivo perché credo in "una" verità da dire; e se torno a scrivere non è perché mi accorga di "altre" verità che si possono aggiungere, e dire "in più", dire "inoltre", ma perché qualcosa che continua a mutare nella verità mi sembra esigere che non si smetta mai di ricominciare a dirla. (dalla Prefazione, VI)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il garofano rosso»?
«Il garofano rosso» è stato scritto da Elio Vittorini.
Quando è uscito «Il garofano rosso»?
La prima pubblicazione risale al 1948.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026