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Государственное издательство СССР · Public domain

Raccolta di racconti · 1926

L'armata a cavallo

di Isaak Ėmmanuilovič Babel' · titolo originale Конармия

Prima pubblicazione
1926
Tipo
Raccolta di racconti
Ambientazione
Unione Sovietica
Lingua originale
russo
Editore
OGIZ

«L'armata a cavallo» è una raccolta di racconti di Isaak Ėmmanuilovič Babel', pubblicata per la prima volta nel 1926.

Il libro si svolge in Unione Sovietica.

Il libro in breve

L'armata a cavallo è una collezione di racconti dello scrittore russo Isaak Babel'. Le storie hanno luogo durante la Guerra sovietico-polacca del 1919-20 e sono basate sul diario tenuto dall'autore, che partecipò come giornalista corrispondente e propagandista assegnato all'Armata comandata da Semën Michajlovič Budënnyj. I racconti furono pubblicati presso le Edizioni di Stato in volume unico nel 1926, dopo essere apparsi in precedenza su giornali e riviste tra il 1923 e il 1925. L'opera è una delle prime esposizioni letterarie delle brutali, atroci realtà della guerra. Mentre durante gli anni Venti una certa libertà artistica era ancora relativamente consentita del Regime comunista, dopo il 1933 le opere di Babel' furono ritirate dalla circolazione, e solamente dopo la morte del dittatore Stalin, vent'anni dopo, tornarono ad essere disponibili.

Fonte: Wikipedia, voce «L'armata a cavallo (racconti)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «L'armata a cavallo»

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Frasi tratte da «L'armata a cavallo»

Il comandante della sesta divisione ha riferito che la città di Novograd-Volynsk è caduta oggi all'alba. Lo stato maggiore è uscito da Krapivno, e il nostro convoglio, chiassosa retroguardia, si è allungato sullo stradone, sull'indimenticabile stradone che da Brest conduce a Varsavia e che Nicola I ha costruito sulle ossa dei contadini (dal racconto Il guado dello Zbruč)
O, sciocco curato, che avevi appeso ai chiodi del Salvatore i reggiseni delle tue parrocchiane! Dietro le porte dell'iconostasi trovammo una valigia di monete d'oro, una borsetta di marocchino piena di banconote e astucci di gioiellieri parigini con anelli tempestati di smeraldi.
Più tardi contammo il denaro nella stanza del commissario politico. Colonnine d'oro, tappeti di banconote, il vento impetuoso che soffiava sulla fiamma della candela, la follia corvina negli occhi di donna Elisa, la risata fragorosa di Romualdo e l'interminabile mugghiare della campane, sciolte da pan Robacki, il campanaro forsennato.
"Via, – dissi tra me, – via da queste madonne ammiccanti, deluse dai soldati". (dal racconto La chiesa di Novograd)
Per la città vagava una luna senza dimora. Io andavo con lei cullando in cuor mio sogni impossibili e canzoni strampalate. (dal racconto Pan Apolek)
Io piango per le api. Le api vengono sterminate dagli eserciti in guerra. In Volinia non ci sono più api.
Noi abbiamo profanato bellissimi alveari, li abbiamo avvelenati con lo zolfo e distrutti con la polvere. Gli stracci fumanti hanno ammorbato le sacre repubbliche delle api. Morendo, le api volavano lente, e ronzavano che si sentivano appena. In mancanza di pane di siamo procurati il miele usando le sciabole. In Volinia non ci sono più api. (dal racconto La strada per Brody)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «L'armata a cavallo»?
«L'armata a cavallo» è stato scritto da Isaak Ėmmanuilovič Babel'.
Quando è uscito «L'armata a cavallo»?
La prima pubblicazione risale al 1926.
Dove è ambientato «L'armata a cavallo»?
L'ambientazione indicata è Unione Sovietica.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026