Libro · 1986

L'arte del romanzo

di Milan Kundera

Prima pubblicazione
1986
Genere
saggio
Lingua originale
francese

«L'arte del romanzo» è un'opera di Milan Kundera, pubblicata per la prima volta nel 1986.

Il libro in breve

L'arte del romanzo. Saggio (titolo orig. francese L'Art du roman. Essai) è una raccolta di saggi di Milan Kundera che espone il punto di vista dell'autore su cosa sia o debba essere un romanzo, e sulla propria poetica di scrittore. I testi espongono le sue riflessioni su grandi autori europei, con particolare enfasi su Miguel de Cervantes, Franz Kafka ed Hermann Broch.

Consta di sette scritti, indipendenti l'uno dall'altro, ma ben legati insieme dalla stessa tematica. Il libro propone due interviste condotte da Christian Salmon per la rivista newyorchese The Paris Review: Dialogo sull'arte del romanzo e Dialogo sull'arte della composizione

Nel capitolo Sessantaquattro parole, Kundera raccoglie le parole-chiave che attraversano l'estetica dei suoi romanzi.

Fonte: Wikipedia, voce «L'arte del romanzo» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «L'arte del romanzo»

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Frasi tratte da «L'arte del romanzo»

Un romanzo che non scopra un segmento di esistenza finora sconosciuto è immorale. La conoscenza è l'unica moralità del romanzo. (parte I, La denigrata eredità di Cervantes, cap. 2)
L'uomo sogna un mondo in cui il bene e il male siano nettamente distinguibili, e questo perché, innato e indomabile, esiste in lui il desiderio di giudicare prima di aver capito. Su questo desiderio sono fondate le religioni e le ideologie. (parte I, La denigrata eredità di Cervantes, cap. 3)
Che la vita sia una trappola è una cosa che abbiamo sempre saputo: siamo nati senza averlo chiesto, rinchiusi in un corpo che non abbiamo scelto e destinati a morire. Lo spazio del mondo, invece, offriva una permanente possibilità di evasione. Un soldato poteva disertare e cominciare un'altra vita in un paese vicino. Nel nostro secolo, il mondo si è improvvisamente richiuso su di noi. L'evento decisivo di questa trasformazione del mondo in trappola è stata indubbiamente la guerra del '14-'18, chiamata (per la prima volta nella Storia) guerra mondiale. Falsamente mondiale. Riguardava soltanto l'Europa, e per di più non tutta l'Europa. Ma l'aggettivo «mondiale» esprime tanto più eloquentemente la sensazione di orrore davanti al fatto che, ormai, nulla di quanto accade sul pianeta sarà mai più una faccenda locale, che tutte le catastrofi coinvolgono il mondo intero e che, di conseguenza, noi siamo sempre più determinati dall'esterno, da situazioni cui nessuno può sfuggire e che ci fanno sempre più simili gli uni agli altri. (parte II, Dialogo sull'arte del romanzo)
La società totalitaria, soprattutto nelle sue versioni estreme, tende ad abolire la frontiera tra pubblico e privato; il potere, che diventa sempre più opaco, esige che la vita dei cittadini sia il più trasparente possibile. Questo ideale di vita senza segreti corrisponde a quello di una famiglia esemplare: un cittadino non ha il diritto di dissimulare alcunché di fronte al Partito o allo Stato così come un bambino non ha diritto ad avere segreti per suo padre o sua madre. Le società totalitarie, nella loro propaganda, ostentano un sorriso idilliaco: vogliono apparire come una «sola grande famiglia». (parte V, In qualche posto là dietro, cap. 5)
Le situazioni storiche sempre nuove svelano le possibilità costanti dell'uomo e ci permettono di dar loro un nome. Così, la parola collaborare ha conquistato, nel corso della guerra contro il nazismo, un senso nuovo: essere volontariamente al servizio di un potere immondo. Che nozione fondamentale! Come ha potuto l'umanità farne a meno fino al 1944? Una volta trovata questa parola, ci si rende sempre più conto che l'attività dell'uomo ha il carattere di un collaborazionismo. Tutti quelli che esaltano il frastuono dei mass media, il sorriso imbecille della pubblicità, l'oblio della natura, l'indiscrezione innalzata al rango di virtù, li si deve chiamare: collaborazionisti della modernità. (parte VI, Sessantaquattro parole, § Collaborazionista)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «L'arte del romanzo»?
«L'arte del romanzo» è stato scritto da Milan Kundera.
Quando è uscito «L'arte del romanzo»?
La prima pubblicazione risale al 1986.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026