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Ciramor1992 · CC BY-SA 4.0

Libro · 1964

L'uomo a una dimensione

di Herbert Marcuse · titolo originale One-Dimensional Man

Prima pubblicazione
1964
Genere
saggio
Lingua originale
inglese

«L'uomo a una dimensione» è un'opera di Herbert Marcuse, pubblicata per la prima volta nel 1964.

Il libro in breve

L'uomo a una dimensione (titolo originale: One-Dimensional Man: Studies in the Ideology of Advanced Industrial Society) è un libro del 1964 del filosofo Herbert Marcuse, in cui l'autore propone una critica ad ampio raggio sia del capitalismo contemporaneo che della società determinatasi dopo il 1917-1921 in Unione Sovietica, documentando l'ascesa parallela di nuove forme di repressione sociale in entrambe queste società, così come il declino del potenziale rivoluzionario in Occidente. Sostiene che la "società industriale avanzata" ha creato falsi bisogni, che hanno integrato gli individui nel sistema esistente di produzione e consumo attraverso i mass media, la pubblicità, la gestione industriale e le modalità di pensiero contemporanee.

Fonte: Wikipedia, voce «L'uomo a una dimensione» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «L'uomo a una dimensione»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Taylor & Francis Group20139781134438808inglesescheda
Taylor & Francis Group20139781134438792inglesescheda
Beacon Press20129781299563063inglesescheda
Universidade de Santiago de Compostela20129788498878516334glgscheda
RoutledgeJanuary 26, 20069780415289771336inglesescheda
DTV Deutscher TaschenbuchApr 30, 20049783423340847scheda
RoutledgeJuly 11, 20029780415289764336inglesescheda
Deutscher Taschenbuch Verlag19989783423301336279tedescoscheda
Beacon Press19910807014176260inglesescheda
Routledge19910415074290260inglesescheda
Ariel19909788434410220286spagnoloscheda
Editions de MinuitJanuary 1, 19899782707303738281francesescheda
Ark19860744800404260inglesescheda
Abacus19720349122849200inglesescheda
Abacus19729780349122830192scheda

48 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

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Frasi tratte da «L'uomo a una dimensione»

I bisogni che perpetuano la fatica, l'aggressività, la miseria e l'ingiustizia [...] può essere che l'individuo trovi estremo piacere nel soddisfarli, ma questa felicità non è una condizione che debba essere conservata e protetta. [Essa infatti arresta] lo sviluppo della capacità (sua e di altri) di riconoscere la malattia dell'insieme e afferrare le possibilità che si offrono per curarla. Il risultato è pertanto un'euforia nel mezzo dell'infelicità. (cap. 1, p. 19)
Le persone si riconoscono nelle loro merci; trovano la loro anima nella loro automobile, nel giradischi ad alta fedeltà, nella casa a due piani, nell'attrezzatura della cucina. Lo stesso meccanismo che lega l'individuo alla sua società è mutato, e il controllo sociale è radicato nei nuovi bisogni che esso ha prodotto. (cap. 1, p. 23)
I classici sono usciti dal mausoleo e sono tornati in vita... ma... tornano in vita come altri da sé, privati della loro forza antagonistica.
Il "principio del piacere" assorbe il principio di realtà; la sessualità viene liberata in forme socialmente costruttive. Questa nozione implica che vi sono modi repressivi di de-sublimazione, a confronto dei quali gli impulsi e gli scopi sublimati contengono una maggior dose di deviazione, di libertà e di rifiuto di dar retta ai tabù sociali. Sembra che tale de-sublimazione repressiva operi davvero nella sfera sessuale, ed alla pari di quanto avviene nella de-sublimazione dell'alta cultura essa opera qui come sottoprodotto dei controlli sociali attivati dalla realtà tecnologica, che diffonde la libertà mentre intensifica il dominio. Il nesso tra de-sublimazione e società tecnologica può forse essere meglio illuminato se si esamina il mutamento avvenuto nell'uso sociale dell'energia istintuale. (cap. 3, p. 85)
Il risultato è l'atrofia degli organi mentali necessari per afferrare contraddizioni ed alternative, e nella sola dimensione che rimane, quella della razionalità tecnologica, la "coscienza felice" giunge a prevalere. Essa riflette la credenza che il reale è razionale, e che il sistema stabilito, nonostante tutto, mantiene le promesse. Gli individui sono portati a scorgere nell'apparato produttivo l'agente effettivo del pensiero e dell'azione, a cui pensiero e dazione del singolo possono e debbono cedere il passo. Nel cambio, l'apparato assume pure il ruolo di un agente morale. La coscienza è assolta dalla reificazione, dalla generale necessità delle cose. (cap. 3, p. 92)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «L'uomo a una dimensione»?
«L'uomo a una dimensione» è stato scritto da Herbert Marcuse.
Quando è uscito «L'uomo a una dimensione»?
La prima pubblicazione risale al 1964.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026