- Autore
- Niccolò Machiavelli
- Tipo
- Opera teatrale
- Ambientazione
- Repubblica di Firenze
- Lingua originale
- italiano
- Personaggi
- Callimaco, Siro, Nicia, Ligurio, Sostrata, Friar Timoteo
«La mandragola» è un'opera teatrale di Niccolò Machiavelli.
Il libro si svolge in Repubblica di Firenze.
Il libro in breve
La Mandragola è una commedia di Niccolò Machiavelli, considerata il capolavoro del teatro del Cinquecento e un classico della drammaturgia italiana. Composta da un prologo e cinque atti, è una potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell'epoca. Prende il titolo dal nome di una pianta, la mandragola, alla cui radice vengono attribuite caratteristiche afrodisiache e fecondative.
Si è ritenuto a lungo che fosse stata scritta nel 1518, ma studi più recenti la retrodatano agli anni 1514-15. Fu pubblicata la prima volta nel 1524. Nel corso della storia, la Mandragola ebbe talmente successo e attrasse un tale entusiasmo che Voltaire espresse l'opinione che questa da sola valesse più di tutte le commedie di Aristofane. Nelle sue memorie, Carlo Goldoni raccontava che, in gioventù, a diciassette anni, aveva divorato la commedia, di nascosto, leggendola dieci volte.
Fonte: Wikipedia, voce «Mandragola (commedia)» · licenza CC BY-SA 4.0
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Indice dei capitoli
- Personaggi
- Canzone da dirsi innanzi alla commedia, cantata da ninfe e pastori insieme
- Prologo
- Atto primo
- Scena prima
- Scena seconda
- Scena terza
- Canzone dopo il primo atto
- Atto secondo
- Scena prima
- Scena seconda
- Scena terza
- Scena quarta
- Scena quinta
- Scena sesta
- Canzone dopo il secondo atto
- Atto terzo
- Scena prima
- Scena seconda
- Scena terza
- Scena quarta
- Scena quinta
- Scena sesta
- Scena settima
- Scena ottava
- Scena nona
- Scena decima
- Scena undecima
- Scena duodecima
- Canzone dopo il terzo atto
- Atto quarto
- Scena prima
- Scena seconda
- Scena terza
- Scena quarta
- Scena quinta
- Scena sesta
- Scena settima
- Scena ottava
- Scena nona
- Scena decima
- Canzone dopo il quarto atto
- Atto quinto
- Scena prima
- Scena seconda
- Scena terza
- Scena quarta
- Scena quinta
- Scena sesta
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Frasi tratte da «La mandragola»
Perché la vita è brieve / e molte son le pene / che vivendo e stentando ognun sostiene; // dietro alle nostre voglie, / andiam passando e consumando gli anni, / ché chi il piacer si toglie / per viver con angosce e con affanni, / non conosce gli inganni / del mondo; o da quai mali / e da che strani casi / oppressi quasi sian tutti i mortali. (Canzone )
E' non è mai alcuna cosa sì desperata, che non vi sia qualche via da poterne sperare; e benché la fussi debole e vana, e la voglia e il desiderio, che l'uomo ha di condurre la cosa, non la fa parere così. (Callimaco: atto I, scena I)
[...] quando una cosa fa per uno, si ha a credere, quando tu gliene communichi, che ti serva con fede. (Callimaco: atto I, scena I)
[...] le donne si sogliono con le buone parole condurre dove altri vuole. (Siro: atto II, scena V)
Voi avete ad intender questo, che non è cosa più certa ad ingravidare una donna che dargli bere una pozione fatta di mandragola. Questa è una cosa esperimentata da me dua paia di volte, e trovata sempre vera; e, se non era questo, la reina di Francia sarebbe sterile, ed infinite altre principesse di quello stato. (Callimaco: atto II, scena VI)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «La mandragola»?
Dove è ambientato «La mandragola»?
Si può leggere «La mandragola» gratis?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026