Romanzo · 1962

La notte di Lisbona

di Erich Maria Remarque · titolo originale Die Nacht von Lissabon

Prima pubblicazione
1962
Tipo
Romanzo
Ambientazione
Lisbona
Lingua originale
tedesco
Traduzione
Ralph Manheim

«La notte di Lisbona» è un romanzo di Erich Maria Remarque, pubblicato per la prima volta nel 1962.

Il libro si svolge a Lisbona.

Il libro in breve

La notte di Lisbona (Die Nacht von Lissabon) è un romanzo dello scrittore tedesco Erich Maria Remarque del 1962. In Italia è stato pubblicato per la prima volta nel 1965 dalla casa editrice Mondadori.

Fonte: Wikipedia, voce «La notte di Lisbona» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «La notte di Lisbona»

"In Italia non possiamo andare. La Gestapo è troppo amica della polizia di Mussolini". "Non esiste altro a Sud?". "Sì che c'è. Il Canton Ticino. Locarno e Lugano". Partimmo quello stesso pomeriggio. Dopo cinque ore eravamo seduti nella piazza di Ascona davanti alla "Locanda Svizzera" in un mondo che non distava da Zurigo cinque ore, ma cinquanta. Il paesaggio era italiano, il luogo pieno di turisti, e pareva che nessuno pensasse ad altro che a nuotare, a prendere il sole e ad arraffare rapidamente la vita il più possibile. Era strana l'atmosfera dell'Europa in quei mesi. "Ricorda?" domandò Schwarz – "Sì" risposi. "Si sperava di assistere a un miracolo. A una seconda Monaco. Poi a una terza. E così via". "Era un crepuscolo tra speranza e disperazione. Il tempo tratteneva il fiato". (1972, p. 145)
Quest'ultima sera cenammo nel giardino dell'Albergo della Posta a Ronco, un villaggio appiccicato ai monti sopra il lago, come un nido di rondini. Tra gli alberi luccicavano le torce, i gatti strisciavano sui muri, e dalle terrazze sotto il giardino saliva un profumo di rose e di gelsomino selvatico. Il lago con le isole sulle quali in epoca romana sarebbe sorto un tempio di Venere, era immobil​​e, i monti di color cobalto si stagliavano intorno contro il cielo chiaro e noi mangiammo spaghetti e piccata e bevemmo il nostrano della regione. Era una sera di una dolcezza e di una malinconia quasi insopportabili. "Peccato che dobbiamo andarcene" disse Helen. "Rimarrei qui volentieri tutta l'estate". "Lo dirai ancora chissà quante volte". (1972, p. 146)
​Bevemmo il vino e tra i vicoli prendemmo in alto la strada che conduce ad Ascona. Il cimitero di Ronco si stendeva sopra la strada ed era pieno di fiori e di croci. Il Mezzogiorno è un seduttore, allontana i pensieri e fa lavorare la fantasia, la quale non ha bisogno di grande aiuto tra le palme e gli oleandri, molto meno che tra gli stivaloni militari e le caserme. Il cielo ondeggiava sopra di noi come una grande bandiera sventolante con sempre più stelle, quasi fosse la bandiera di un'America dell'universo che ogni minuto diventava più ampia. (1972, p. 147)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «La notte di Lisbona»?
«La notte di Lisbona» è stato scritto da Erich Maria Remarque.
Quando è uscito «La notte di Lisbona»?
La prima pubblicazione risale al 1962.
Dove è ambientato «La notte di Lisbona»?
L'ambientazione indicata è Lisbona.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026