Libro · 1962

La struttura delle rivoluzioni scientifiche

di Thomas Kuhn · titolo originale The Structure of Scientific Revolutions

Prima pubblicazione
1962
Genere
saggio
Lingua originale
inglese americano
Editore
University of Chicago Press
Pagine
288
Traduzione
I. Z. Naletov

«La struttura delle rivoluzioni scientifiche» è un'opera di Thomas Kuhn, pubblicata per la prima volta nel 1962.

Il libro in breve

La struttura delle rivoluzioni scientifiche (The Structure of Scientific Revolutions, 1962) è un celebre saggio di filosofia della scienza di Thomas Kuhn. L'opera rappresenta una pietra miliare nel dibattito epistemologico moderno. All'enorme influenza di quest'opera si deve, tra l'altro, l'introduzione nel gergo filosofico-scientifico del termine "paradigma".

L'opera si compone di 13 capitoli che analizzano il processo di graduale formazione della scienza nella storia, seguendo le dinamiche della scienza normale, della crisi del paradigma e del momento rivoluzionario fino al ristabilimento di una situazione di normalità. Kuhn utilizza un linguaggio creativo, che tratta della scienza in maniera "qualitativa" attingendo dal vocabolario tipico di altri contesti. Questo stesso modus operandi è in effetti uno degli argomenti del saggio, che mostra come ogni rivoluzione scientifica sia stata contraddistinta anche da un nuovo linguaggio, non direttamente confrontabile con i precedenti; un cosiddetto mutamento di paradigma (paradigm shift).

Fonte: Wikipedia, voce «La struttura delle rivoluzioni scientifiche» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «La struttura delle rivoluzioni scientifiche»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Perspectiva10 julho 20209788527301114358porscheda
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Frasi tratte da «La struttura delle rivoluzioni scientifiche»

Allorché, nel corso dello sviluppo di una scienza naturale, un individuo od un gruppo costruiscono per la prima volta una sintesi capace di attrarre la maggior parte dei ricercatori della generazione successiva, le vecchie scuole gradualmente scompaiono. La loro scomparsa è in parte causata dalla conversione dei loro membri al nuovo paradigma. Ma vi sono sempre alcuni che rimangono attaccati all'una o all'altra delle vecchie concezioni; essi potranno essere conosciuti negli ambienti esterni alla loro disciplina, mentre nel loro campo la loro opera da quel momento in poi viene ignorata. (2009, pp. 38-39)
Gli scienziati non mirano neanche, di norma, ad inventare nuove teorie, e anzi spesso si mostrano intolleranti verso quelle inventate da altri. (1999, p. 44)
La scoperta comincia con la presa di coscienza di una anomalia, ossia col riconoscimento che la natura ha in un certo modo violato le aspettative suscitate dal paradigma che regola la scienza normale; continua poi con una esplorazione, più o meno estesa, dell'area dell'anomalia, e termina solo quando la teoria paradigmatica è stata riadattata, in modo che ciò che appariva anomalo diventi ciò che ci si aspetta. (2009, p. 76)
Guardando la fotografia di una camera a bolle, lo studente vede soltanto linee confuse e interrotte, mentre il fisico vi legge la registrazione di eventi subnucleari a lui familiari. Soltanto quando il suo modo di vedere le cose ha subito trasformazioni di questo genere lo studente entra a far parte del mondo dello scienziato, riesce a vedere le cose che lui vede e a reagire come lui. (2009, p. 140)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «La struttura delle rivoluzioni scientifiche»?
«La struttura delle rivoluzioni scientifiche» è stato scritto da Thomas Kuhn.
Quando è uscito «La struttura delle rivoluzioni scientifiche»?
La prima pubblicazione risale al 1962.
Quante pagine ha «La struttura delle rivoluzioni scientifiche»?
L'edizione di riferimento conta 288 pagine; il numero varia secondo editore e formato.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026