Libro · 1954

Le porte della percezione

di Aldous Huxley · titolo originale The Doors of Perception

Prima pubblicazione
1954
Genere
saggio
Lingua originale
inglese

«Le porte della percezione» è un'opera di Aldous Huxley, pubblicata per la prima volta nel 1954.

Il libro in breve

Le porte della percezione (The Doors of Perception) è un saggio breve di Aldous Huxley del 1954 che tratta esperienze vissute tramite l'uso della mescalina, principio attivo del cacto Lophophora williamsii (ossia il peyote). Il testo è il frutto della collaborazione con lo psicologo Humphrey Osmond. L'opera è seguita nel 1956 dal saggio breve Paradiso e Inferno, che la continua. I due saggi sono pubblicati insieme nell'edizione italiana Mondadori.

Il libro prende forma dal ricordo di Huxley sotto assunzione di mescalina che ha avuto luogo nel corso di un pomeriggio del maggio 1953. Il titolo deriva da una frase del poema di William Blake "Il matrimonio del cielo e dell'inferno" del 1793. Huxley ricorda le percezioni che ha vissuto durante il trip che vanno dal "puramente estetico" a "visioni sacre". Egli comprende anche riflessioni successive all'esperienza farmacologica e il suo significato per l'arte e la religione.

Fonte: Wikipedia, voce «Le porte della percezione» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Le porte della percezione»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Arnoldo Mondadori Editore20119788804508434154italianoscheda
DebolsilloFeb 19, 20199786073172998192scheda
CreateSpace Independent Publishing PlatformMar 22, 2017978154481622798scheda
Important BooksAug 20, 20139788087888001114scheda
Penguin Random House20119781407020396inglesescheda
HarperCollins Publishers20099780061892844inglesescheda
HarperCollins Publishers20099780061892851inglesescheda
HarperCollins Publishers20099780061892813inglesescheda
HarperCollins Publishers20099780061892868inglesescheda
HarperCollins Publishers20099780061892837inglesescheda
HarperCollins Publishers20099780061892875inglesescheda
HarperCollins20099780061892820inglesescheda
Harper Perennial Modern ClassicsJuly 28, 20099780061729072208scheda
Harper Perennial Modern ClassicsMay 4, 20049780060595180192inglesescheda
Tandem LibraryMay 20049781417628599inglesescheda

41 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Le porte della percezione»

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Frasi tratte da «Le porte della percezione»

Noi viviamo insieme, agiamo e reagiamo gli uni agli altri; ma sempre, in tutte le circostanze, siamo soli. I martiri quando entrano nell'arena si tengono per mano; ma vengono crocifissi soli. Allacciati, gli amanti cercano disperatamente di fondere le loro estasi isolate in una singola autotrascendenza; invano. Per la sua stessa natura, ogni spirito incarnato è condannato a soffrire e godere in solitudine. Sensazioni, sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili. Possiamo scambiarci informazioni circa le esperienze, mai però le esperienze stesse. Dalla famiglia alla nazione, ogni gruppo umano è una società di universi-isole. (1980, pp. 10-11)
La maggioranza dei consumatori di mescalina sperimentano solo la parte celestiale della schizofrenia. La droga porta inferno e purgatorio solo a coloro che abbiano avuto di recente l'itterizia, oppure che soffrano di depressioni periodiche o di ansietà cronica. Se, come le altre droghe molto più potenti al paragone, la mescalina fosse notoriamente tossica, il prenderne sarebbe sufficiente, per se stesso, a provocare l'ansietà. Ma la persona sana di mente sa in anticipo che, per quanto la riguarda, la mescalina è completamente innocua, che le sue conseguenze svaniranno dopo otto o dieci ore, senza lasciare residui e di conseguenza senza ansia di rinnovare la dose. Fortificato da questa conoscenza, egli si accinge all'esperimento senza timore, in altri termini senza alcuna predisposizione a trasformare un'esperienza strana, e fuori dell'umano in maniera senza precedente, in qualcosa di spaventoso, qualcosa di effettivamente diabolico. (1980, pp. 61-62)
Sentii d'un tratto che le cose andavano troppo oltre. Troppo oltre, anche se andavano in una bellezza più intensa, in un significato più profondo. Il timore, come lo analizzo in retrospettiva, era di essere sopraffatto, di disintegrarmi sotto la pressione di una realtà più grande di quanto una mente abituata a vivere la maggior parte del tempo in un minuscolo mondo di simboli potesse sopportare. (1980, p. 62)
Che l'umanità in genere sarà mai in grado di fare a meno dei Paradisi Artificiali, sembra molto improbabile. La maggior parte degli uomini e delle donne conduce una vita, nella peggiore delle ipotesi così penosa, nella migliore così monotona, povera e limitata, che il desiderio di evadere, la smania di trascendere se stessi, sia pure per qualche momento, è, ed è stato sempre, uno dei principali bisogni dell'anima. L'Arte e la Religione, i carnevali e i saturnali, la danza e l'oratoria, sono serviti tutti, come disse H. G. Wells, da Brecce nel Muro. E per l'uso privato e quotidiano vi sono sempre stati gli stupefacenti chimici. Tutti i sedativi e i narcotici vegetali, tutte le sostanze euforiche che crescono in piante, gli stupefacenti che si sviluppano in bacche o si estraggono dalle radici, tutti, senza eccezione, sono stati conosciuti e sistematicamente usati dagli esseri umani da tempo immemorabile. E a questi modificatori naturali della coscienza, la scienza moderna ha aggiunto la sua parte di sostanze sintetiche, il cloralio, per esempio, e la benzedrina, i bromuri e i barbiturici. (1980, pp. 70-71)
Quando mi alzai e presi a camminare, potei farlo del tutto normalmente, senza falsare i contorni degli oggetti. Lo spazio era sempre là, ma aveva cessato di predominare. La mente si interessava, soprattutto, non di misure e collocazioni, ma di essere e significato. E con l'indifferenza per lo spazio venne una indifferenza ancora più completa per il tempo. (2002, p. 16)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Le porte della percezione»?
«Le porte della percezione» è stato scritto da Aldous Huxley.
Quando è uscito «Le porte della percezione»?
La prima pubblicazione risale al 1954.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026