- Autore
- Francesco Jovine
- Prima pubblicazione
- 1950
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- Guardialfiera
- Lingua originale
- italiano
«Le terre del Sacramento» è un romanzo di Francesco Jovine, pubblicato per la prima volta nel 1950.
L'ambientazione è a Guardialfiera. Ha vinto Premio Viareggio 1950.
Il libro in breve
Le terre del Sacramento è un romanzo di Francesco Jovine pubblicato nel 1950 e vincitore del Premio Viareggio.
La storia, ambientata durante il periodo fascista in una cittadina del Molise chiamata Calena, narra, in chiave verista, le vicende di una famiglia in decadenza che entra in possesso di un vasto feudo, un tempo appartenuto alla Chiesa, denominato, Le Terre del Sacramento, da cui il titolo del romanzo. Il paese molisano è stato identificato con Isernia, come dimostrato da Luigi Russo in una recensione del 1950 al romanzo di Jovine.
Fonte: Wikipedia, voce «Le terre del Sacramento» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Le terre del Sacramento»
Tu non pensi che si era fatto uomo vero, con tutti i limiti degli uomini veri. Se Egli avesse voluto sottrarsi al martirio valendosi del suo potere divino, avrebbe potuto farlo. Accettò la legge degli uomini fino al sacrificio supremo perché era un vero uomo. Se egli avesse indicato agli uomini, allora, una strada diversa dalla carità per risolvere i problemi dei poveri, dei diseredati, il suo linguaggio sarebbe risultato incomprensibile. Il suo messaggio di giustizia, caro Luca, non risiede nella sua predicazione e nella resurrezione, ma nella sua morte. La morte di Gesù è il riconoscimento della legge che regge la società degli uomini. (p. 187)
Tra Toledo e il Rettifilo, per qualche ora erano passati gruppi incalzanti di camicie nere, seguiti da cortei di uomini in borghese, dai ragazzi delle scuole che, lasciate le lezioni, tentavano di fare tumultuosa e imponente la gazzarra. Nei vicoli che costeggiavano Toledo, in quelli dei «quartieri», la gente era stata costretta dalla pioggia a rientrare nelle case. I venditori avevano portato nell'interno dei bassi le loro povere mercanzie, le carni cotte nelle pentole ingrommate di fuliggine, il pesce fritto nell'olio rancido, le frutta che marcivano accumulate sulle panche, coperte da un panno sudicio. Nelle stanze che si aprivano sulla strada si vedevano nello spazio brevissimo tra le materasse accumulate alle pareti, cassapanche sgangherate, giacigli pieni di paglia putrida; gli abitanti rimanevano in piedi a guardare la pioggia che scrosciava tra le immondizie della strada. (pp. 226-227)
Sulle pareti l'acqua s'infiltrava insidiosamente, disegnando dei bizzarri geroglifici che coronavano le immagini colorate dei santi. Napoli sotto l'acqua si disfaceva. La luce fredda della giornata di autunno mostrava il profilo delle case contorte, provvisorie; mura reggenti penosamente il carico dei tetti che parevano pronte a piegarsi per colmare i vicoli di macerie. (p. 227)
Premi letterari
| Anno | Premio | Esito |
|---|---|---|
| 1950 | Premio Viareggio | vincitore |
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Le terre del Sacramento»?
Quando è uscito «Le terre del Sacramento»?
Dove è ambientato «Le terre del Sacramento»?
Si può leggere «Le terre del Sacramento» gratis?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026