Romanzo · 1976

Porci con le ali

di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera

Prima pubblicazione
1976
Tipo
Romanzo
Ambientazione
Italia
Lingua originale
italiano

«Porci con le ali» è un romanzo di Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, pubblicato per la prima volta nel 1976.

L'ambientazione è in Italia.

Il libro in breve

Porci con le ali. Diario sessuo-politico di due adolescenti è un romanzo scritto nel 1976 da Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera, sotto gli pseudonimi di Rocco e Antonia (i nomi dei due protagonisti) e pubblicato per la prima volta da Savelli nello stesso anno.

L'opera, che è stata tradotta in molte lingue, fece scandalo all'epoca della pubblicazione per il linguaggio triviale e il contenuto esplicito di situazioni intime nonché per la copertina disegnata da Pablo Echaurren; infine per l'atmosfera di fondo in cui al disagio della condizione giovanile si accompagnano la vitalità e, come suggerisce il titolo, i grandi slanci ideali e sentimentali, l'ancoraggio forte a una realtà fatta di carne, che talvolta diviene gioia, oppure coscienza dei propri limiti. Divenne però un'opera di grande successo editoriale poi analizzata e dibattuta, subito dopo la favorevole recensione sul Corriere della Sera, da parte del giornalista Giuliano Zincone.

Dal romanzo è stato liberamente tratto un film omonimo nel 1977.

Fonte: Wikipedia, voce «Porci con le ali» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Porci con le ali»

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Frasi tratte da «Porci con le ali»

È sempre così, fa la tenera per farmi parlare, tutta sorrisi con quel suo eterno odore di deodorante: «La mia bambina non ha più confidenza nella sua mamma» (impersonale, ma di effetto sicuro, tipo vecchio saggio indiano intento a lustrarsi il calumet); e poi: «ma io ti capisco sai?» (sospiro) «capisco anche quello che non mi dici» (logica ermetica, assolutamente uterina). Poi tutto finisce sempre, uguale, in un piantarello mio, in un consiglio suo (una cosettina geniale tipo «alla tua età non bisogna prendersela»), o se il piantarello rischia di andare per le lunghe, scivolando sulla china dell'isteria, l'offerta di un Mogadon (varianti: Librium, Valium, camomilla, bicchiere di latte caldo), dispensatore onnipotente di «un buon sonno, ecco quello che ti ci vuole». (p. 23)
Ma come cazzo faccio a dormire se il panzone continua a rimbambire quella povera donna di là. Non si stanca mai quello? Se almeno non usasse le virgolette. Ogni volta decido di star calmo, che tanto litigare non serve a niente, però cristo quando cita le ultime genialità di Napolitano e usa le virgolette, allora scoppio. Si capisce lontano un miglio che usa le virgolette – fa una pausa, prende fiato, sorriso idiota e poi vai con le masse popolari e l'importanza dello studio. E le chiude anche – largo sorriso formato nove milioni di voti e grande partito delle masse. Dio, come si fa a mettere Cossutta tra virgolette! (p. 24)
«To', chi si vede. Vendi un po' 'sti giornali.»
Non conoscono né il "buongiorno" né il "buonasera", direbbe mia madre. Ma anche a parte le formalità, mi vuoi chiedere se son vivo o morto, se durante le vacanze mi è cascato il pisello, se mi è morto il gatto, non so. Va be' che è Gianni, uno di quelli di cui tutti dicono "un bravo compagno, a parte questo un deficiente". Ma se fossi diventato fascio? Se mi si fossero paralizzate le braccia? Lasciamo stare, va, e vendiamo 'sti giornali. In fondo c'è il sole. (p. 27)
Dio, ci saranno trecento ragazze ma è come se non ce ne fosse nessuna. Togli le brutte. Togli il tipo aggressivo, modello "vieni qua piccolo che te lo stacco con un mozzico" che mi dà il senso di castrazione. Togli il tipo antiquato, "dio me l'ha data e guai chi me la tocca". Togli il tipo droga sesso e rock 'n' roll, che mi dà la diarrea. Togli il tipo lotta di classe, il sesso è per le masse, che gli menerei. Togli quelle da cui ho già preso buca, che son parecchie. Togli quelle già fidanzate, che pare brutto. Togli quelle con cui ci ho già fatto qualcosa, che son proprio poche ma insomma. (p. 28)
Secondo me si è fatto bocciare apposta per continuare a fare il leaderino. Altro che la repressione ha colpito ancora, l'ha fatto apposta. E che cazzo faceva se no? Niente, le pippe, era finito. Del leaderone non c'ha la stoffa, finiva in sede a ciclostilare. (p. 28)

Tutte le frasi di «Porci con le ali»

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Porci con le ali»?
«Porci con le ali» è stato scritto da Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera.
Quando è uscito «Porci con le ali»?
La prima pubblicazione risale al 1976.
Dove è ambientato «Porci con le ali»?
L'ambientazione indicata è Italia.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026