- Autore
- Francesca Melandri
- Prima pubblicazione
- 2017
- Tipo
- Romanzo
- Ambientazione
- Roma
- Lingua originale
- italiano
«Sangue giusto» è un romanzo di Francesca Melandri, pubblicato per la prima volta nel 2017.
La storia è ambientata a Roma.
Il libro in breve
Sangue giusto è un romanzo storico pubblicato da Francesca Melandri nel 2017. Il libro è stato presentato al Premio Strega nel 2018 da Igiaba Scego e Gianpiero Gamaleri; ed è entrato tra i dodici libri selezionati.
Il romanzo conclude la Trilogia dei padri, concepita e scritta da Francesca Melandri e i cui altri titoli sono: Eva dorme e Più alto del mare. Non collegati dalla presenza di personaggi o situazioni in comune, i tre libri indagano ciascuno una pagina oscura della storia italiana del XX secolo.
Fonte: Wikipedia, voce «Sangue giusto» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Sangue giusto»
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Frasi tratte da «Sangue giusto»
Non ha il diritto di accusare lui e gli altri trentenni di essere una generazione cinica, egoista e superficiale. La sua non è migliore. Quella precedente, qualla sì che era stata diversa: si sarà anche autodistrutta negli eccessi e furori degli anni Settanta, ma diamine, loro quando hanno visto le ingiustizie del mondo si sono messi a fare politica. La generazione di Ilaria, quando ha visto le ingiustizie del mondo si è messa in terapia. (p. 29)
Perché ti fidi del passatore? Perché gli fai mandare tutti quei soldi da madre, amici, conoscenti, pur sapendo che potrebbe benissimo metterseli in tasca e lasciarti lì? Perché il passatore ha il GPS, cioè la tua vita. (p. 38)
Cos'è un confine in mezzo a un deserto? Una linea invisibile oltre la quale c’è chi ti picchia, chi ti dà da bere, chi ti ruba i soldi e chi fa un po' tutte queste cose insieme. Oppure, ancora, dove non c’è più nessuno perché l’autista ha perso la pista e allora si muore. (p.39)
Migrare è un gesto totale ma anche molto semplice: quando un vivente in un posto non può sopravvivere, o muore o se ne va. Umani, tonni, cicogne, gnu al galoppo nella savana: le migrazioni sono come le maree, i venti, le orbite dei pianeti e il parto, tutti fenomeni che non è dato fermare. Certo non con la violenza, seppure sia diffusa questa illusione. (pp. 41-42)
Ilaria non ha figli, ma se ne avesse rischierebbero grosso: la generazione successiva alla sua sta precipitando giù, forse più in basso di dove è iniziata l'ascesa dei loro nonni. Per un'insegnante di scuola dell'obbligo che vive da sola o, come sarà tra qualche anno, per una pensionata – sempre se esisteranno ancora le pensioni quando ci arriverà lei – questo appartamento è una diga. È il bastione che protegge una vita che possa dirsi decente dall'acqua alta della povertà; quella che quando rompe gli argini sale, sale e non si riabbassa più. (p. 134)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Sangue giusto»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026