- Autore
- Isaac Bashevis Singer
- Prima pubblicazione
- 1978
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- yiddish
- Editore
- Farrar, Straus and Giroux
«Shosha» è un romanzo di Isaac Bashevis Singer, pubblicato per la prima volta nel 1978.
Il libro in breve
Shosha è un romanzo di Isaac Bashevis Singer scritto in lingua yiddish, tradotto in inglese dall'autore insieme con il nipote Joseph e pubblicato per la prima volta da Farrar, Straus and Giroux nel 1978. L'autore riprenderà il nome del protagonista in Anime perdute.
Fonte: Wikipedia, voce «Shosha (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Shosha»
Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Frasi tratte da «Shosha»
Un giorno mio padre nominò Spinoza – il suo nome sia cancellato – e la sua teoria secondo la quale Dio è il mondo e il mondo è Dio. Parole che mi provocarono un tumulto nella mente. Se il mondo è Dio, allora io, il ragazzo Aaron, il mio gabbano, il mio berretto di velluto, i miei capelli rossi, le mie scarpe partecipavano della Natura Divina. (p. 15)
«In una goccia d'acqua possono esserci miriadi di mondi simili.»
«Non annegano?» chiedeva Shosha.
Al fine di non complicare troppo le cose, dicevo: «Sanno nuotare tutti». (pp. 15-16)
«Grazie, Tekla. Sei una Brava ragazza».
Nella guancia sinistra di Tekla comparve una fossetta. «Salute a lei». Uscì lentamente dalla camera.
Pensavo: questa è la gente vera, quella che fa girare il mondo.Servono come prova che hanno ragione i cabalisti, non Feitelzohn. Un Dio indifferente, un Dio folle non potrebbe aver creato Tekla. Mi sentii provvisoriamente innamorato di quella ragazza. Le sue guance avevano il colore delle mele mature. Esprimeva un'energia che ha le radici nella terra, nel sole, in tutto l'universo. Non voleva migliorare il mondo come Dora. Non pretendeva parti ed interviste come Betty; non cercava esperienze eccitanti come Celia. Voleva dare, non prendere. Se il popolo polacco era riuscito a produrre anche una sola Tekla, aveva certamente compiuto la propria missione. (p. 50)
«Gli porgevo la mano e gli dicevo: "Procedi se è di questo che la rivoluzione ha bisogno, fammi quello che vuoi". Lo chiamavano fuori e un altro carnefice prendeva il suo posto...un altro carnefice che era riposato e sazio. Fu così che mi interrogarono per ventisei ore di orologio. Li imploravo: "Fucilatemi e facciamola finita!"»
«Wolf non posso più ascoltarti», gridava Dora.
«Non puoi, davvero? Devi! Noi siamo responsabili di tutto ciò. Abbiamo fatto propaganda perché ciò avvenisse. Nel 1926, quando cominciarono a diffondersi le notizie contro Trotskij, dicemmo che era una agente dei Pilsudki, dei Mussolini, dei Rockefeller, dei MacDonald. Ci tappammo le orecchie e ci rifiutammo di ascoltare la verità».
«Felhendler, non voglio gettare sale sulle tue piaghe», dissi, «ma se Trotskij fosse al potere non si comporterebbe affatto diversamente da Stalin».
Negli occhi di Felhendler apparve un misto di ironia e di rabbia. «Come fai a sapere come si comporterebbe Trotskij? Come osi fare delle ipotesi su cose che non sono mai successe?»
«Sono successe in tutte le rivoluzioni. Ogni volta che si versa del sangue in nome dell'umanità, delle religione o di qualsiasi altra causa, inevitabilmente si arriva a questo tipo di terrore.» (pp. 146-147)
«Tu stavi al balcone e catturavi le mosche.»
«Non ricordarmelo», dissi.
«Perché?»
«Perché noi facciamo alle creature di Dio quello che i nazisti fanno a noi.»
«Ma le mosche pizzicano.»
«Devono pizzicare. È così che Dio le ha create.»
«Perché Dio le ha create così?» chiese Shosha.
«Shoshele, a questo non c'è risposta.» (p. 188)
Altri libri di Isaac Bashevis Singer
Schede su altri cataloghi
Domande frequenti
Chi ha scritto «Shosha»?
«Shosha» è stato scritto da Isaac Bashevis Singer.
Quando è uscito «Shosha»?
La prima pubblicazione risale al 1978.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026