Storico della Chiesa e scrittore
Luigi Tosti
abate e storico della Chiesa italiano (1811-1897)
- Nascita
- 13 febbraio 1811, Napoli
- Morte
- 24 settembre 1897, abbazia di Montecassino
- Attività
- storico della Chiesa, scrittore, storico, archivista, ministro di culto nel cristianesimo
Luigi Tosti (abate e storico della Chiesa italiano).
Nato a Napoli il 13 febbraio 1811, è morto il 24 settembre 1897 a abbazia di Montecassino.
Biografia in breve
Luigi Tosti (Napoli, 13 febbraio 1811 – Montecassino, 24 settembre 1897) è stato un abate, patriota e storico italiano.
Monaco benedettino e abate di Monte Cassino, studioso di cose ecclesiastiche ed esponente del neoguelfismo, ha avuto un ruolo di primo piano non soltanto nell'ambito della storiografia cattolico-liberale del XIX secolo, come peraltro attestato da Benedetto Croce, ma anche per il coinvolgimento attivo nei moti del 1848, sostenendo le idee di Vincenzo Gioberti e contribuendo a rilanciarle con il volume sulla Storia della Lega lombarda, dedicato a Pio IX, che si configurava come una sorta di inno al patriottismo per i cattolici. Ebbe anche rilievo, nel 1887, il suo tentativo, poi risultato vano, di favorire la Conciliazione fra Stato e Chiesa.
Fonte: Wikipedia, voce «Luigi Tosti» · licenza CC BY-SA 4.0
Frasi celebri di Luigi Tosti
La breccia di Porta Pia nel dramma della rivoluzione italiana fu come l'epilogo d'una predica che ad alcuni commuove gli affetti, e ad altri fa guardare l'uscio della chiesa per andarsene. In Roma la commozione degli affetti nei vincitori fu grande; ma nessuno guardò la porta per andarsene. Vinti e vincitori rimasero insieme: il Papa al Vaticano, e il Re al Quirinale. Del sangue sparso tra zuavi e italiani non rimase macchia: Roma abbonda di acqua. Ma i rancori tra le due parti incrudirono, e il Non possumus di Pio IX fu una lapide sepolcrale ai piedi della quale si assisero piangendo le due madri, Italia e Chiesa, aspettanti il dì della risurrezione.
Certo che molte cose ci tramandò Donizone della Contessa , solo a narrarle; ed è a sapergli grado. Ma quel maledetto vezzo di affilare versi per forza, fece che spendesse il tempo e la mente all'inutile fabbricazione del metro a danno dei fatti da narrare. Quante altre notizie non sarebbero per lui a noi pervenute della guerra che sostenne Matilde in Lombardia, se non avesse invaso quel buon monaco tanto furore poetico! Egli stesso dice, che se volesse narrare tutte le cose operate da quella nobile signora, i suoi versi sarebbero cresciuti quanto le stelle; perciò, lasciato andare il molto, si contenta del poco. Maledetti i versi! (Libro quarto, p. 257)
La resa di dopo un anno di gloriosa resistenza contristò tutti della parte papale. Donizone notò che il tradimento dei si operasse nella stessa notte in cui Giuda vendé Cristo ai Giudei; e lanciò contro alla fellonesca città un affocato rimprovero. Voglio sprigionare dalla pastoia dei suoi barbari versi il pensiero che mi pare opportuno ed assai nobile: «Chi sa quanta gloria (esclama, il buon monaco) avresti conseguita, o Mantua, se avessi tenute chiuse le porte in faccia al re? Il tuo nome sarebbe andato pel mondo nelle bocche di tutti, ti avrebbero predicata forte, opulenta e simigliante a Troia, avendo tu come quella sostenuto un lungo assedio; ed avrebbero tutte le italiane terre predicati i tuoi figli progenie da forti.» (Libro quinto, p. 299)
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Quando e dove è nato Luigi Tosti?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026