Frasi
Frasi di Carlo Lucarelli
30 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Una raccolta di 30 citazioni di Carlo Lucarelli, ordinate per opera: per ogni frase indichiamo, quando è nota, la fonte esatta.
Carlo Lucarelli (scrittore, sceneggiatore e conduttore televisivo italiano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Carlo Lucarelli
L'autostrada diventa un serpente dalle scaglie fitte, che lentamente si allunga, si stende, abbagliante di riflessi, e attende, immobile, sotto al sole, respirando piano al ritmo roco dei motori accesi. (da Autosole, Rizzoli, 1998)
La prima volta che ho avuto paura guardando un film è stato con Il cervello di Frankenstein, in cui Gianni e Pinotto incontravano una serie di mostri, come li chiamavamo noi bambini allora, tra cui Dracula e l'Uomo Lupo. Era un film comico – c'erano Gianni e Pinotto – ma io avevo solo dieci anni, ai vampiri e i licantropi ci credevo veramente, e quando alla fine Gianni e Pinotto si trovano in barca con l'Uomo Invisibile per me fu il colpo di grazia.
Stiamo raccontando la storia della Californication dei Red Hot Chili Peppers: una terra che non è solo la California, lo stato in cui si trova Los Angeles, ma qualcosa di diverso. Un luogo, una nazione quasi, in cui valgono altre regole e altre leggi: un altro pianeta, dove quello che sulla Terra viene considerato trasgressione, bé, nella Californication è la norma. Creatività, stranezze, sesso, arte, musica – va bene – però anche droga e tanta. È questa la vita parallela che accompagna i Red Hot Chili Peppers da quando nascono [...] fino ad oggi.
Una città è fatta di volti. Oltre che di monumenti e strade, facciate di palazzi e piazze, una città è fatta di volti. Volti scolpiti nel sasso e volti di gente che guarda e riflette negli occhi il volto stesso della città, come in uno specchio. È una scenografia mobile, quella delle città riflesse nei volti di chi ci vive o ci passa. Una topografia in movimento che cambia ad ogni secondo, ad ogni espressione, ad ogni alzare di ciglia o stringere di labbra, ogni mutamento di lineamenti che all'improvviso fanno di quella città una città diversa. Forse ci sono solo due momenti in cui quella città si ferma, si blocca e rimane immobile. La notte, quando la gente dorme e l'espressione del volto si ferma nel sonno, o nelle fotografie scattate all'improvviso e che si fissano per sempre nel tempo, siano quelle allegre dei turisti o quelle terribili della cronaca e dei delitti.
È molto più divertente e più facile la fantasia. Ti porta dove vuole lei. Tu scopri le cose man mano che vai avanti.
Alla fine la storia finisce come piace al libro. Il libro ti prende la mano. Io non so mai che cosa succede alla fine. All'inizio ignoro perfino chi sia l'assassino. Lo scopro mentre scrivo. Molte volte sono in disaccordo con la storia, quando prende una piega che non mi piace molto.
In Italia esistono almeno quattro verità. La verità giudiziaria, l'unica che si può raccontare senza venire querelato. Ma mica è detto che sia la verità. Poi c'è la verità storica. Ma viene revisionata. Poi c'è la verità del buon senso. Tipo Pasolini che diceva che lui sapeva anche se non aveva le prove. Infine la verità politica. Un bel macello. Come si fa a dire che c'è una storia di cui si sa tutto? Se pensi che non ci si può mai fidare di nessuno, nemmeno degli organi preposti all'accertamento della verità.
Ci sono ancora alcune categorie di personaggi in cui è più facile nascondere l'assassino. La migliore è quella delle donne e delle giovinette fragili. Molte assassine, nei romanzi e nei film gialli, sono fanciulle tenere che alla fine si rivelano jene.
Frasi da «Almost Blue»
Quella che lei chiama Bologna, è un cosa grande, che va da Parma fino a Cattolica [...] dove davvero la gente vive a Modena, lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini [...] è una strana metropoli [...] che s'allarga a macchia d'olio tra il mare e gli Appennini.
So che da ora in poi lei sarà quella musica e l'avrò in mente tutte le volte che la penserò o la sentirò parlare. E so che mi mancherebbe, se non potessi sentirla più.
– "Ti dispiace se sto qui con te?"
– "Sì"
– "Perché?"
– "Perché voglio stare da solo e in silenzio"
– "E allora stacci da solo e in silenzio..."
Frasi da «Falange armata»
Anche se il più forte di tutti è Clint Eastwood, bestiale! Coraggio, fatti ammazzare... Dio, mi vengono i brividi tutte le volte che ci penso. (cap. 8, p. 48)
La Uno bianca è un bubbone schifoso, il cancro che si nasconde sotto la pelle di questa città. Un cancro che fa comodo a qualcuno, perché serve a coprire tante cose... (cap. 9, p. 62)
– No, io... io... Cristo, Nikita, è la prima volta che sparo a qualcuno!
Le urlo, poi, porca puttana troia, saranno le botte e tutto quello che è successo, cazzo... non sono di ferro neanch'io... mi viene una crisi di nervi e comincio a piangere, con le lacrime e i singhiozzi, merda, come un bambino. Con la faccia nelle mani, perché mi vergogno. (cap. 16, pp. 110-111)
Frasi da «Il giorno del lupo»
Via del Passero è sui colli e ci metto più di dieci minuti, anche se sotto il culo ho un GT turbo 16 valvole e modestamente con le macchine non sono Dio ma suo fratello più piccolo. Dribblo le auto sui viali che sembro Maradona al Gran Premio di Montecarlo e mi sporgo pure dal finestrino per battere la paletta di servizio sul cofano di un coglione su una Punto ferma al semaforo. (cap. IV, p. 33)
E 'ste minchie di cittadini che prima si incazzano perché hanno i brasiliani che gli fanno casino sotto casa e poi, quando cominci a andare in giro a rompere, si incazzano di nuovo perché non possono andare a puttane in pace. Bologna è una città ipocrita. (cap. VI, pp. 52-53)
– Lo sai cosa sei? – mi chiede. Se dice sei uno sfigato giuro che le do una sberla.
– Chi sono? – chiedo, pronto, con la mano che mi frigge.
– Sei un fascista.
– Ma va' là!
– No, no... sei un fascistone, davvero.
– Ma che cazzo dici? Mio padre era nel PCI dagli anni Sessanta, ha avuto anche dei guai a stare nella polizia. E io, bambina, io... tu non eri ancora nata che io aiutavo mia madre a chiudere i tortellini ai Festival dell'Unità.
Nikita mi guarda, fa una smorfia strana, poi stira le labbra, chiude gli occhi e mi ride sulla faccia. Una risata squillante, lunghissima, che finisce in un singhiozzo e la lascia con gli occhi velati di lacrime.
– Oh Dio... – ansima, – eri quasi un terrorista, davvero... – Ride ancora, più roca, di gola e io stringo i denti, soffiando fuori l'aria dal naso, incazzatissimo. (cap. VI, p. 54)
Frasi da «L'ottava vibrazione»
Si sentiva.
Si sentiva nell'aria che schiacciava la città.
C'era qualcosa di diverso in quell'aria immobile e pesante, calda come in un forno, un odore aspro di metallo e fumo bagnato, un brivido elettrico, che sapeva di bruciato e faceva rizzare i peli sulle braccia. Era già stagione di piogge, ma non è aria di temporale quella che possono sentire tutti, da Massaua e lungo la costa, oltre Archico, Zula, Assab, e dentro, fino a Cheren, e su per l'altopiano, fino ad Asmara, Agordat e oltre, oltre i confini della Colonia, nelle terre del negus.
È aria di guerra. (cap. Due)
Non è nu suldate, Sciortino, è nu cuntadine. (cap.Trentadue, p. 246)
Ecco perché l'hanno fregato. Perché non ci doveva proprio andare, in guerra, perché una volta che ci sei dentro, in un modo o nell'altro, ti tocca farla. Porterò la sedizione là in Colonia. Io non sparo a nessuno. Sí, col cazzo. (cap. Cinquantasei)
Credevamo di imporci a quattro beduini da comprare con le perline e invece siamo andati a rompere i coglioni all'unica grande potenza africana, cristiana, imperialista e moderna. Anche i francobolli aveva fatto fare il negus. (cap. Fotografia, p. 439)
Ci siamo andati impreparati, mal comandati e indecisi e quel che è peggio senza soldi. Fidando nella nostra fortuna, nell'arte di arrangiarsi e nella nostra bella faccia. Lo abbiamo fatto per dare un deserto alle plebi diseredate del Meridione, uno sfogo al mal d'Africa dei sognatori, per la megalomania di un re e perché il presidente del Consiglio deve far dimenticare scandali bancari e agitazioni di piazza. Ma perché le facciamo sempre cosí, le cose, noi italiani? (cap. Fotografia, p. 439)
La faccia nascosta della luna – Citazioni
Ecco, c'è un club di cui sicuramente nessuno vorrebbe far parte, anche se i suoi membri sono famosi e geniali, artisti amati e affascinanti come Janis Joplin, per esempio, o Jim Morrison, o Brian Jones, Kurt Cobain, Gram Parsons e Robert Johnson. Si chiama Club del 27, e ha questo nome perché tutti i suoi membri sono morti a ventisette anni, alcuni di loro anche a distanza di pochi giorni, come Janis Joplin, per esempio, e un altro grande della musica attorno alla cui morte sono nate numerosissime leggende, e anche qualche ipotesi. Si chiama Jimi Hendrix. (da Jimi Hendrix, p. 10)
Se il Diavolo in persona si fosse stancato di suonare il blues nel Delta del Mississippi e avesse deciso di spostarsi nella swingin' London dei primi anni Sessanta, forse tra le band del momento avrebbe scelto i Rolling Stones. Ma sicuramente, tra gli Stones, avrebbe scelto di essere Brian Jones. Non l'istrionico Mick Jagger o il gelido Charlie Watts, ma il geniale, inquieto, insopportabile Brian Jones. E questa, dal punto di vista di un rocker, non è una critica, ma un complimento. (da Brian Jones, pag 85)
Ci deve essere un'isola nell'oceano Pacifico, una bella isola sperduta e nascosta sulle cui spiagge bianche passeggiano tranquilli Elvis Presley, James Dean, John Lennon e Marilyn Monroe. E magari, a fumare la sua pipa su una sdraio, in disparte, c'è pure Sherlock Holmes, che per i suoi più appassionati lettori non è un personaggio letterario ma è esistito veramente alla fine dell'Ottocento ed è ancora vivo, perché ha scoperto una specie di siero dell'immortalità. (da Jim Morrison, p. 195)
Marilyn ci ha lasciato col suo volto sorridente e assente, dalle mille interpretazioni. Un volto enigmatico, come la Gioconda. Due volti che troviamo spesso a rappresentare due periodi diversi dell'arte, il Rinascimento e il Contemporaneo. Marilyn e la Gioconda: due volti, due sorrisi misteriosi. (da Marilyn Monroe, p. 213)
L'inverno più nero
– C'è una stanza speciale, nel deposito, dove teniamo gli oggetti preziosi confiscati per… come lo chiamate voi, Prisenrecht… – Diritto di preda, – disse il capitano. De Luca aveva pensato diritto di bottino, come i pirati, e lo sapeva cos'era, lo facevano con gli animali e i macchinari delle fabbriche, ma anche con quello che trovavano nelle case, lo facevano anche quelli delle Brigate, anche la Questura, anche i suoi, nei posti in cui facevano irruzione, requisivano, confiscavano, un po' lo consegnavano al Comando e un po' se lo tenevano.
Il soggetto non deve essere torturato, deve stare torturato. Ti faccio un esempio. Fanno tutti cosí, mettono i prigionieri a dormire di sopra e torturano di sotto, nelle segrete, segrete di che, poi, sono carogne, son traditori, non sono mica piú italiani se mai lo sono stati, torturarli sarebbe un dovere anche se non avessero niente da dire, dico bene, signorina?, vedo che mi capite.
– Io non ordino niente, – disse quando ebbe ripreso fiato. – Io sono solo un soldato, un poliziotto, va bene, ma è lo stesso. Combattiamo una guerra, e in guerra i soldati vengono uccisi, da una parte e dall'altra. La differenza è che quelli che ammazziamo noi non sono innocenti. Sta qui la differenza. Il Dentista, la Vilma, Campanella, non sono innocenti. Non lo sono mai stati. Non lo è il fascismo, questo regime assassino, la Repubblica Sociale, Mussolini, non lo sono i tedeschi come quel nibelungo del vostro tenente… è un elenco lungo e lo conoscete anche voi.
Rassetto alzò la bottiglia. – Brindiamo al nostro culo. Perché il Prefetto, i tedeschi, anche i camerati della Gnr e delle Brigate, hanno già cominciato tutti a tirarsi giú le braghe –. Sollevò il sedere dal davanzale per fare il gesto con le mani impegnate. – Perché lo sanno che gli Alleati e i ribelli sono fermi per l'inverno, e un po' questa calma ci aveva fatto sperare, ma appena arriva primavera ripartono tutti e Bologna si riempie di negri a stelle e strisce, polacchi, badogliani e comunisti, assatanati, bramosi di farci un culo così, e allora io brindo a lui, al nostro povero culo scoperto.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026