Frasi
Frasi di Edmond Rostand
12 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Edmond Rostand raccolte in un'unica pagina: 12 frasi, divise per libro e argomento.
Edmond Rostand (poeta e drammaturgo francese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Edmond Rostand
Che si tratti dell'origine della specie o della vita stessa, prevale sempre l'impressione che le forze che hanno costruito la natura siano ora scomparse da essa. (da Le Figaro Littéraire)
È all'anima di Cyrano che avrei voluto dedicare questo poema, ma poiché essa è passata in voi, Coquelin, è a voi che lo dedico. (dedica di Rostand a Coquelin, primo interprete del ruolo di Cyrano)
Cirano de Bergerac – Citazioni
Le Bret: Tanto meglio! Tu l'ami? Diglielo. Non ti sei / coperto or or di gloria sotto gli occhi di lei?
Cirano: Guardami in faccia, e poi dimmi quale speranza / consentir mi potrebbe questa protuberanza! / Io non m'illudo, no. — Talor certo, m'avviene / d'intenerirmi anch'io nelle notti serene; / e, se in qualche giardino entro, aspirando il maggio / con il mio poveraccio di naso, sotto un raggio / di argento qualche donna che passeggia a braccetto / di un cavaliere io seguo, e il cor mi balza in petto, / e penso, ahimè, che anch'io vorrei meco averne una / per passeggiare a lenti passi sotto la luna. / E mi esalto, e m'oblio... Quand'ecco all'improvviso / l'ombra del mio profilo su pel muro ravviso!
Le Bret (commosso): Oh, amico mio!...
Cirano: Talvolta, credi, m'è duro assai / sentirmi così brutto solo!...
Le Bret (prendendogli premurosamente la mano): Piangi?
Cirano: Ah, no; mai! / Questo no, mai! Sarebbe troppo sconcio vedere / una lagrima lungo un tal naso cadere! / Non farò, sin ch'io possa, che mai la sovrumana / bellezza delle lagrime con tanta grossolana / sconcezza si confonda!... Però che veramente / niente v'è più sublime delle lagrime, niente! / Né, suscitando il riso, vorrei per colpa mia, / Che una lagrima fosse ridicola!... (Atto I, scena V)
D'uno... slancio!... Il mio cuore / si è sempre del mio spirito vestito, per pudore: / muovo per la conquista della stella, e mi chino, / temendo del ridicolo, a côrre il fiorellino! (Cirano, Atto III, scena VI)
Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto / un poco più da presso, un più preciso patto, / una connessione che sigillar si vuole, / un apostrofo roseo messo tra le parole / t'amo; un segreto detto sulla bocca, un istante / d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante, / una comunione che ha gusto di fiore, / un mezzo di potersi respirare un po' il cuore, / e assaporarsi l'anima a fior di labbra! (Cirano, Atto III, scena IX)
Rossana: Io vi resi infelice! Io!
Cirano: Voi? Di tutte ignaro / dolcezze femminili, non alla madre caro, / privo d'una sorella, cresciuto nel terrore / dell'amante dall'occhio sarcastico, il mio core / per voi ebbe un'amica, almeno. Voi faceste / passar nella mia vita il fruscio di una veste.
Le Bret (mostrandogli il chiaro di luna che attraversa le rame): E l'altra amica tua, ti reca il suo saluto.
Cirano (sorridendo alla luna): Vedo.
Rossana: Un essere solo amavo, e l'ho perduto / due volte! (Atto V, scena VI)
Cirano de Bergerac – Citazioni su Cirano de Bergerac
Cyrano è innanzitutto un essere umano che lotta per la giustizia con la spada in mano, soffre e muore per amore e, per questo, potrebbe essere sia uomo che donna. (Anna Mazzamauro)
Non è azzardato dire oggi di Cyrano che fu certamente una figura emblematica di intellettuale emarginato per sua scelta personale. (Franco Cuomo)
Frasi da «L'Aiglon»
IL DUCA: Pare.
(Si ode la musica lontana di una danza)
Un valzere, ascoltate!... Ed è quasi volgare.
Ma per via si nobilita... Quasi che, attraversando
la selva cara al vecchio musico venerando,
abbia intorno ad un elce o presso un ciclamino
incontrato lo spirito di Beethoven divino! (Atto I, Scena XIII, p. 78)
L'ARCIDUCHESSA, a Dietrichstein: Il duca non ha la sua piena libertà?
DIETRICHSTEIN: Il principe non è prigioniero, ma...
IL DUCA: Immenso
quel ma! Capite bene di quel ma tutto il senso?
Non sono prigioniero, vivaddio, ma... Si sa:
Ma... Non son prigioniero, ma... È il termine. È la
formola. Prigioniero? Chi lo dice?... Oh, per niente!
Ma... v'è sempre alle mie costole dela gente!
Prigioniero!... Credetemi ! no, né meno per chiasso!
Ma... se voglio arrischiare in fondo al parco un passo
tosto un occhio fiorisce sotto ciascuna foglia.
Io non son certo, no, prigionier, ma... si voglia
discorrere a quattr'occhi con me, spunta sul legno
dell'uscio il fungo dell'orecchio! – Io metto pegno
che non son prigioniero, ma... se il caval mi porta,
ho l'onor dolce d'una invisibile scorta.
Io prigioniero?... eh, via si dice per ischerzo!
ma... leggo il mio corriere per secondo e per terzo.
Prigionier, niente affatto! ma... ogni notte v'è
qualcuno alla mia porta. –
(Mostrando un pezzo d'uomo grigio che è venuto a riprendere il vassoio e attraversa il salone per portarlo via)
Io, il duca di Reichstadt, prigioniero?... alto là!
Un prigioniero!... Io sono un non prigionier-ma. (Atto II, Scena II, p. 94-95)
IL DUCA: Sì, mia Parigi che aspetti!
Io vedo già nell'acqua della Senna fedele,
vedo il Louvre sommergere i tetti!
E voi che al padre mio presentavate l'armi
tra la neve e il Simun,
veterani, del vostro pianto sento bagnarmi!... (Ed. 1917 – Atto V, Scena II, p. 306)
Dicono di Edmond Rostand
Rostand, il poeta delle folle che si credono intelligenti.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026