Le frasi di «Alien» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Alien»
Fra tutti loro, Ripley era quella che più si avvicinava a possedere quel potenziale particolare. Aveva un certo talento naturale per i sogni e un’immaginazione più agile dei suoi compagni. Ma le mancava una vera ispirazione e la possente maturità di pensiero caratteristiche dei sognatori professionisti.Era molto abile nell’organizzare stivaggi e trasporti, nell’inserire la cassa A nel deposito B o nel collegare fra loro note di carico. Era nel magazzino della sua mente che il suo sistema di catalogazione non funzionava. Speranze e paure, congetture e semicreazioni sgusciavano disordinatamente da un compartimento all’altro.La commissaria di bordo Ripley aveva bisogno di un maggiore autocontrollo.I pensieri crudi e barocchi erano lì che aspettavano di essere spillati, subito sotto la superficie della coscienza. Un po’ più di sforzo, una maggiore intensità di autoidentificazione, e sarebbe divenuta una discreta sognatrice professionista. Per lo meno era quello che pensava ogni tanto. (p. 4)
Ash era l’addetto scientifico, ma non era quello che rendeva così strani i suoi sogni. Strani nel senso di bizzarri, non divertenti. Fra i sogni di tutti i membri dell’equipaggio, i suoi erano quelli organizzati nel modo più professionale. Fra tutti, erano quelli che più si avvicinavano al suo io da sveglio. I sogni di Ash non contemplavano assolutamente alcuna delusione.Non era sorprendente, se si conosceva davvero Ash. Però non era il caso di nessuno dei suoi sei compagni di bordo. Ash si conosceva bene. Se gli fosse stato domandato, avrebbe saputo rispondere perché non sarebbe mai potuto diventare un sognatore professionista. Nessuno aveva mai pensato di chiederglielo, nonostante fosse chiaro che l’addetto scientifico fosse quello che trovava più affascinante il sognare dei professionisti. (pp. 5-6)
— Alcune varietà molto raffinate di acido molecolare sono enormemente potenti, ma generalmente agiscono solo su materiali specifici. Hanno applicazioni limitate. Questa roba, invece, sembra un corrosivo universale. L’abbiamo già vista dimostrare la sua capacità su sostanze molto differenti l’una dall’altra con uguale facilità. La sua capacità... o la sua indifferenza, se preferite. La lega dello scafo, i guanti chirurgici, il lettino: li ha forati tutti con la stessa disinvoltura.— E quella maledetta creatura la usa come sangue. Un bel duro, quel piccolo mostro bastardo. — Brett parlò dell’alieno a forma di mano con rispetto, nonostante quello che provava nei suoi confronti.— Non siamo sicuri che sia il suo sangue. — La mente di Ash stava facendo un lavoro straordinario sotto la pressione della situazione. — Potrebbe essere una componente di un sistema circolatorio separato, intesa a lubrificare l’interno della creatura. O potrebbe far parte di uno strato protettivo interno, una specie di endotelio liquido di difesa. Potrebbe non essere che il corrispettivo di quella creatura del nostro fluido linfatico.— In ogni caso è un meraviglioso meccanismo di difesa, — osservò Dallas. — Non si ha il coraggio di ucciderlo. (pp. 68-69)
Credi di sapere tutto di me. Lo credete tutti quanti. Siete così sicuri di conoscere esattamente che tipo di persona sia. Lascia che ti dica una cosa, Ripley. Quando ho aperto il portello interno, mi rendevo perfettamente conto di quello che stavo facendo. Ma per quanto riguarda chi sia il comandante in una certa situazione, be’, sono capace di dimenticanze come chiunque altro. La mia memoria è molto buona, ma è soggetta ad amnesie come quella di tutti. Anche una memoria meccanica come quella di Mamma può perdere le tracce di alcune informazioni. (p. 75)
Conosco le regole riguardanti la quarantena e le forme di vita aliene. Le ho valutate rispetto alla vita di un uomo. Forse avrei dovuto lasciarlo morire là fuori. Forse ho esposto tutti quanti ad un rischio. Ma so una cosa. Chi fa i regolamenti detta sempre le sue preziose leggi al comodo ed al sicuro, non sul campo, dove quelle norme assolute andrebbero poi applicate. In quei momenti ci si deve basare sulla propria mente e sulle proprie sensazioni. Ed è quello che ho fatto. (p. 76)
— Tu e Kane siete stati insieme in molti voli?— Abbastanza per conoscerci. — Dallas aveva risposto a voce bassa, con gli occhi fissi sulla console.— Ed Ash?— Ricominci un’altra volta? — Sospirò. Non c’era modo di sfuggire. — Ash che cosa?— Stessa domanda. Hai detto che conosci Kane. Conosci anche Ash? Hai mai viaggiato con lui, prima?— No. — Il pensiero non disturbava minimamente Dallas. — È la prima volta. Ho fatto cinque viaggi, lunghi e brevi, con diverse navi, insieme ad un altro addetto scientifico. Poi, due giorni prima di lasciare Thedus, l’hanno sostituito con Ash. Lei lo fissò in modo significativo.— E allora? — controbatté lui. — Hanno anche sostituito il mio vecchio commissario di bordo con te.— Non mi fido di lui.— È un buon atteggiamento. Guarda me... io non mi fido di nessuno. — È tempo, pensò, di cambiare argomento.Da quanto aveva visto fino ad allora, Ash era un buon ufficiale, anche se un po’ riservato quando si trattava di cameratismo. Ma l’intimità personale non era necessaria in viaggi nei quali la maggior parte del tempo, tranne la partenza e l’arrivo, veniva trascorsa nella narcosi dell’ipersonno. Purché facessero il loro dovere, a Dallas non importava niente della personalità dei membri dell’equipaggio. Finora non c’erano stati motivi per mettere in dubbio la competenza di Ash. (P. 86)
Un braccio poco meno spesso della trave sotto la quale il macchinista era appena passato si spostò in basso. Scese in silenzio, con una forza tremenda e controllata. Delle dita si aprirono, afferrarono, si strinsero completamente intorno alla gola del tecnico e si richiusero. Brett lanciò un urlo, portando automaticamente tutte e due le mani al collo.Visto l’effetto che le sue mani riuscirono ad avere sulle dita che lo stringevano, queste potevano anche essere saldate insieme. Salì tirato su da quella mano, con le gambe che danzavano nell’aria. Jones sfrecciò sotto di lui.Il gatto passò correndo accanto a Ripley e a Parker, che erano appena arrivati. Loro si precipitarono dentro il deposito. Presto furono dove pochi attimi prima avevano visto oscillare le gambe di Brett. Fissando l’oscurità, riuscirono a gettare un ultimo breve sguardo sui piedi penzolanti e su un torace che si contorceva spostandosi verso l’alto. Sopra l’impotente figura del tecnico, c’era una forma indistinta, qualcosa che assomigliava ad un uomo, ma che senz’altro non lo era. Per una frazione di secondo videro un lampo di luce riflesso da occhi troppo grandi anche per una testa voluminosa. Poi sia alieno che macchinista svanirono nei recessi superiori della Nostromo. (p. 115)
Un uomo con un fucile, di giorno, può dare la caccia ad una tigre con qualche speranza di successo. Spegni la luce e metti l’uomo nella giungla, di notte, circondalo con l’ignoto, e tutte le sue paure primitive ritornano. Il vantaggio passa alla tigre. (p. 129)
Idioti! Non vi rendete ancora conto di quello con cui avete a che fare. L'alieno è un organismo organizzato in modo perfetto. Con una struttura superba, astuto, estremamente violento. Con le vostre capacità limitate, non avete nessuna possibilità contro di lui. (p. 142)
Come si fa a non ammirare la sua semplice simmetria? Un parassita multispecie, in grado di vivere sfruttando qualsiasi forma di vita che respiri, indipendentemente dalla composizione atmosferica in questione. Capace di rimanere in letargo per periodi indefiniti, nelle condizioni più sfavorevoli. Il suo solo scopo è quello di riprodurre la propria specie, un fine che persegue con efficienza suprema. Nell'esperienza del genere umano non c'è niente che gli stia a paragone.I parassiti che gli uomini sono abituati a combattere sono zanzare, minuscoli artropodi ed esseri simili. Per quanto riguarda la violenza e l'efficienza, rispetto a loro, questa creatura è quello che l'uomo è rispetto al verme per intelligenza. Non sapete nemmeno da che parte cominciare per combatterlo. (p. 142)
Dopo migliaia di anni di sforzi, l’uomo non è riuscito ad eliminare altri parassiti. Non ne ha mai incontrato uno che fosse così evoluto. Cercate di immaginare diversi miliardi di zanzare che agiscano tutte d’accordo. Che possibilità avrebbe il genere umano? (p. 143)
Qualcosa dietro di lei emise un suono diverso. Si voltò, lanciò un urlo mentre la mano l’afferrava. L’alieno stava ancora districandosi dal condotto di aerazione.Ripley sentì l’urlo al citofono e si irrigidì. Parker guardò nella stanza, perse un po’ la calma quando vide cosa stava facendo l’alieno. Non poteva usare il lanciafiamme senza bruciare anche Lambert. Brandendolo come una mazza, entrò di corsa nel deposito.— Maledetto! — L’alieno lasciò cadere Lambert.Lei rimase immobile sul pavimento, mentre Parker colpì in pieno la creatura con il lanciafiamme. Il colpo non ebbe alcun effetto. Il tecnico avrebbe anche potuto cercare di rompere una paratia. Cercò di schivare, non ci riuscì.Il pugno gli ruppe il collo, uccidendolo istantaneamente. L’alieno riportò la propria attenzione su Lambert.Ripley non si era ancora mossa. Dal citofono le provenivano delle deboli grida. Erano di Lambert, e si affievolivano con spietata rapidità. Poi ci fu di nuovo silenzio. Parlò nel microfono. — Parker... Lambert?Attese una risposta, senza aspettarsela. Le sue aspettative furono soddisfatte. Ci mise solo un secondo per capire cosa significasse il silenzio che continuava. Era sola. Probabilmente a bordo della nave erano rimasti tre esseri viventi: l’alieno, Jones e lei. (p. 146)
Explicit
Aprì la cassetta del gatto. Con quella meravigliosa facilità comune a tutti i felini, Jones aveva già dimenticato l’attacco. Le si raggomitolò in grembo quando lei si rimise a sedere, una brillante palla di soddisfazione, e cominciò a fare le fusa. Lei lo carezzò, mentre dettava al registratore della nave.— Dovrei arrivare alla frontiera fra circa quattro mesi. Con un po’ di fortuna, la rete di ricevitori dovrebbe captare il mio SOS e spargere la voce. All’arrivo farò una dichiarazione ai mezzi di informazione e ne scrivo una copia nel libro di bordo, compresi alcuni commenti sul comportamento della Compagnia che potranno interessare le autorità.«Park Ripley, numero di identificazione W564502246OH, commissaria di bordo, unica sopravvissuta dell’astronave mercantile Nostromo, che chiude questa comunicazione.Premette il pulsante di arresto. Nella cabina tutto era silenzio, finalmente un po’ di quiete dopo molti giorni. Le sembrava quasi impossibile potersi riposare. Sperava solo di non sognare.Carezzò il pelo arancione e sorrise. — Forza, gatto... andiamo a dormire... (pp. 151-152)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026