Frasi

Frasi di «Ars amatoria»

33 citazioni dal libro di Publio Ovidio Nasone

Le frasi di «Ars amatoria» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Ars amatoria»

Vengono per ammirare, e per essere loro stesse ammirate.
Che una bella donna conceda o neghi i suoi favori, le piace sempre che le vengano chiesti.
Io canto amori certi e furti leciti,
nessun delitto toccherà il mio carme. (1958, p. 20)
Roma può darti tante e tali donne
che puoi ben dire: «Ciò ch'è bello al mondo
è tutto qui». (1958, p. 21)
Tutto vi troverai: amore e scherzo,
quella che ti godrai solo una volta,
quella che val la pena mantenere. (1958, p. 22)
Appresta il vino i cuori e alla passione
li fa più pronti: sfumano i pensieri;
nel molto vino ogni penar si stempra. (1958, p. 29)
Chiedi alla luce se una gemma è pura,
se ben tinta di porpora è una lana;
al giorno chiedi se una donna vale. (1958, p. 29)
Ogni tuo nuovo amore non cominci
mai dall'ancella. (1958, p. 35)
Tentata che tu l'abbia, devi averla;
lasciala, se tu vuoi, ma dopo avuta. (1958, p. 35)
Erra chi pensi che soltanto all'uomo
premuroso dei campi e ai marinai
tocchi guardare il cielo e la stagione;
ché non si può affidare ciecamente
la semente alla terra ingannatrice,
né la concava poppa ai verdi flutti. (1958, p. 35-36)
Col tempo anche il giovenco più scontroso
viene all'aratro ed il cavallo impara
a poco a poco a tollerare il morso.
Un anello di ferro si consuma
con l'uso assiduo il vomero ricurvo
si logora nel fendere la terra.
Nulla è più duro d'una rupe, nulla
è più molle dell'onda; e tuttavia
morbida l'onda scava anche la rupe. (1958, p. 38)
Consuma il tempo secondo il capriccio della tua donna!
Ebbrezza vera può ben darti danno,
giovarti finta: fa' che la tua lingua
balbetti incerta e subdola ad un tempo,
onde ciò che tu fai, ciò che tu dici
di troppo audace e spinto, sia creduto
frutto di troppo vino. (1958, p. 44)
Gli affetti umani sono tanto vari quanto sono diverse nel mondo le forme delle cose.
L'amore è una cosa piena di ansioso timore. (I, 633)
Citato in Mastellaro, p. 27.
Ingannate loro, che vi ingannano. (I, 645)
L'ora passata non può tornare.
La bellezza è un bene fragile.
Né minore abilità del trovare nuove cose è nel saper conservare le già acquistate. (II, 13)
Niente è più forte dell'abitudine. (II, 345)
Non già che la mia severità vi condanni a una donna sola. Non piaccia agli dei! Soltanto una sposina può seguire una simile norma. Divertitevi, ma nascondete la colpa sotto un velo prudente; non si deve trarre gloria alcuna dal proprio peccato.
Non puoi sconfiggere i fiumi, se nuoti contro l'impeto dell'onda.
Prima di tutto sia in te la certezza che tutte le donne
si possono conquistare: le conquisterai, ma tendi bene le insidie.
Se poi chi prese i baci non saprà prendere anche il resto, sarà degno di perdere anche quello che gli è stato concesso. Che mancava, dopo i baci, per empire tutti i tuoi voti? Ahimè, questa è imbecillità, non pudore!
Sii amabile, se vuoi essere amato. (II, 107)
Spogliati dell'orgoglio, tu che desideri godere di un amore durabile!
Vi ho dato le armi come le diede Vulcano ad Achille; vincete con quelle che io vi dono come egli vinse! E chiunque con esse avrà trionfato su un'Amazzone, scriva su le spoglie: "Ovidio mi fu maestro!"
Amicizia è solo una parola, ma fedeltà è una parola vana. (I, 740)
Citato in Mastellaro, p. 20.
La semplicità, cosa rarissima a' nostri tempi. (241-242)
L'amore è una milizia: via di qui, o gente fiacca, ché le sue bandiere non impugni la mano di chi è vile! (II, 349-351; 2018, p. 91)
Correte a fianco a fianco, / fino alla meta. Il godimento è pieno / quando, vinti ad un tempo, e tu e lei, / soccomberete insieme. (II, 1088-1091; 1958)
In verità, siamo in un secolo d'oro: infatti la maggior parte degli onori vengon dall'oro, e coll'oro si compra l'amore. (II, 277-278)
Citato in Luigi De Mauri, 5000 proverbi e motti latini, p. 135.
Che cosa v'è piu dura che un sasso, che più molle dell'acqua? Eppure la molle acqua scava il sasso. (I, 475-476)
Citato in Luigi De Mauri, 5000 proverbi e motti latini, p. 442.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026