Le frasi di «Rime nuove» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Rime nuove»
Breve e amplissimo carme [...]. (Al sonetto, III, v. 1)
Pur ne l'ombra de' tuoi lati velami / gli umani tedi, o notte, ed i miei bassi / crucci ravvolgi e sperdi: a te mi chiami, / e con te sola il mio cuor solo stassi. // Di quai d'ozio promesse adempi e sbrami / gl'irrequïeti miei spiriti lassi? / E qual doni potenza a i pensier grami / onde a l'eterno o al nulla errando vassi? // O diva notte, io non so già che sia / questo pensoso e presago diletto / ove l'ire e i dolor l'anima oblia: // ma posa io trovo in te, qual pargoletto / che singhiozza e s'addorme de la pia / ava abbrunata su l'antico petto. (Di notte, VII)
Te che solinghe balze e mèsti piani / ombri, o quercia pensosa, io più non amo, / poi che cedesti al capo de gl'insani / eversor di cittadi il mite ramo. (Colloqui con gli alberi, VIII, vv. 1-4)
Né te, lauro infecondo, ammiro o bramo, / che mènti e insulti, o che i tuoi verdi e strani / orgogli accampi in mezzo al verno gramo / o in fronte a calvi imperador romani. (Colloqui con gli alberi, VIII, vv. 5-8)
Amo te, vite, che tra bruni sassi / pampinea ridi, ed a me pia maturi / il sapïente de la vita oblio. (Colloqui con gli alberi, VIII, vv. 9-11)
Ma più onoro l'abete: ei fra quattr'assi, / nitida bara, chiuda al fin li oscuri / del mio pensier tumulti e il van desio. (Colloqui con gli alberi, VIII, vv. 12-14)
T'amo, o pio bove; e mite un sentimento / di vigore e di pace al cor m'infondi. / O che solenne come un monumento / tu guardi i campi liberi e fecondi, / o che al giogo inchinandoti contento / l'agil opra de l'uom grave secondi: [...]. (Il bove, IX, vv. 1-6)
Il divino del pian silenzio verde. (Il bove, IX, v. 14)
Siede novembre su le vie festanti / ove il maggio s'aprì de' miei pensieri, / e spettral ne la nebbia alza i giganti / templi la tua città, Dante Alighieri. // Meglio cosí; ch'io non mi vegga avanti / gli academici Lapi e i Bindi artieri: / Io vo' vedere il cavalier de' santi, / il santo io vo' veder de' cavalieri. // Forza di gioventù lieta da' marmi / fiorente, ch'ogni loda a dietro lassi / d'achei scalpelli e di toscani carmi, // degno, San Giorgio (oh con quest'occhi lassi / il vedess'io), che innanzi a te ne l'armi / un popolo d'eroi vincente passi. (San Giorgio di Donatello, XIV)
Dante, onde avvien che i vóti e la favella / levo adorando al tuo fier simulacro, / e me sul verso che ti fè già macro / lascia il sol, trova ancor l'alba novella? | [...] | son chiesa e impero una ruina mesta / cui sorvola il tuo canto e al ciel risona: / muor Giove, e l'inno del poeta resta. (Dante, XVI, vv. 1-4 e 12-14)
L'albero a cui tendevi / la pargoletta mano, / il verde melograno / da' bei vermigli fior, // nel muto orto solingo / rinverdì tutto or ora / e giugno lo ristora / di luce e di calor. // Tu fior de la mia pianta / percossa e inaridita, / tu de l'inutil vita / estremo unico fior, // sei ne la terra fredda, / sei ne la terra negra; / né il sol più ti rallegra / né ti risveglia amor. (Pianto antico, XLII)
Maggio risveglia i nidi, / maggio risveglia i cuori; / porta le ortiche e i fiori, / i serpi e l'usignol. (Maggiolata, L, vv. 1-4)
La nebbia agl'irti colli / piovigginando sale, / e sotto il maestrale / urla e biancheggia il mar; // ma per le vie del borgo / dal ribollir de' tini / va l'aspro odor de i vini / l'anime a rallegrar. // Gira sui ceppi accesi / lo spiedo scoppiettando: / sta il cacciator fischiando / su l'uscio a rimirar / tra le rossastre nubi / stormi d'uccelli neri / com'esuli pensieri / nel vespero migrar. (San Martino, LVIII, vv. 1-16)
Sai tu l'isola bella, a le cui rive / manda il Ionio i fragranti ultimi baci / nel cui sereno mar Galatea vive / e su' monti Aci? (Primavere elleniche II, LXIII, vv- 1-4)
De l'ombroso pelasgo Èrice in vetta / eterna ride ivi Afrodite e impera, / e freme tutt' amor la benedetta / da lei costiera. (Primavere elleniche II, LXIII, vv. 5-8)
Meglio operando oblïar, senza indagarlo; / questo enorme mister de l'universo! (Idillio maremmano, LXVII, vv. 38-39)
Odio la faccia tua stupida e tonda, / l'inamidata cotta, / monacella lasciva ed infeconda, / celeste paölotta (Classicismo e Romanticismo, LXIX, vv. 37-40)
Si volse il prete a dire: Ite. Potente / ruppe il sole a le nubi sormontando, / e incoronò d'un'iride scendente / la bella donna che sorgea pregando. / Corse tra le figure bizantine / vermiglio un riso come di pudor; / ma la Madonna le pupille chine / tenea su 'l figlio, e mormorava – Amor. (Da la qual par ch'una stella si mova, LXXI, 33-40)
I cipressi che a Bólgheri alti e schietti / van da San Guido in duplice filar, / quasi in corsa giganti giovinetti / mi balzarono incontro e mi guardâr. (Davanti san Guido, LXXII, vv. 1-4)
Su 'l castello di Verona / batte il sole a mezzogiorno / da la Chiusa al pian rintrona / solitario un suon di corno, [...]. (La leggenda di Teodorico, LXXVI, vv. 1-4)
Sanguinosa, in un sorriso / di martirio e di splendor: / di Boezio è il santo viso, / del romano senator. (La leggenda di Teodorico, LXXVI, vv. 101-104)
[...] o noci della Carnia addio! / Erra tra i vostri rami il pensier mio / sognando l'ombre d'un tempo che fu! (Il comune rustico, LXXVII, vv. 7-9)
Cittadini di palagio, / mercanti e buon artieri; / e voi conti di maremma, / dai selvatici manieri; // voi di Corsica visconti, / voi marchesi de' confini; / voi che re siete in Sardegna / ed in Pisa cittadini; // voi che in volta del levante / mainaste or or la vela: / pria che arrossi la Verruca / e si spenga la candela, // fuori porta del parlascio, / su correte arditamente! / Su, su, popolo di Pisa, / cavalieri e buona gente! (Faida di comune, LXXIX, vv. 109-124)
Hallali', hallali, gente d'Habsburgo! / Ad una caccia eterna io con te surgo; [...]. (Ninna-nanna di Carlo V, LXXX, vv. 33-34)
Poeta, su 'l tuo capo sospeso ho il tricolore / che da le spiagge d'Istria da l'acque di Salvore / la fedele di Roma, Trieste, mi mandò. (A Victor Hugo, LXXXI, vv. 49-51)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026