Le frasi di «Satire» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Satire»
È difficile trattenersi dallo scrivere satire. (I, 30)
L'onestà è lodata e muore di freddo. (I, 74)
L'indignazione mi fa poeta. (I, 79)
Da ciò le ire e il pianto. (I, 168)
Nessuna fiducia nell'aspetto esteriore. (II, 8)
Condanni le vergogne, tu che tra gli invertiti socratici sei la fogna più rinomata? Membra villose e peli irti sulle braccia promettono senza dubbio un animo inesorabile, ma dal sederino depilato il medico, ridendo, taglia tumide natte. (II, 9-13)
Chi sopporterà che i Gracchi si lamentino della sedizione? (II, 24)
Nei numeri è la sicurezza.. (II, 46)
La critica è indulgente coi corvi e si accanisce con le colombe. (II, 63)
Che cosa farò a Roma? Non so mentire. (III, 41)
Ciascuno ha tanta reputazione quanti sono i quattrini nella sua cassaforte. (III, 143-144)
L'amara povertà non ha in sé nulla di più crudele del fatto che rende ridicoli gli uomini. (III, 152-153)
Non è facile emergere per coloro alle cui virtù è ostacolo la scarsezza dei mezzi. (III, 164)
Tutti qui viviamo in una condizione di ambiziosa povertà. (III, 182-183)
A Roma tutto ha un prezzo. (III, 183-184)
Spendere la vita per la verità. (IV, 91)
Viveva sulla terra, fu a lungo veduta / tra noi al tempo di Saturno re / la Pudicizia. (1971; VI, 1)
Ci sono tante corde pronte / tante belle finestre spalancate / e il ponte Sisto ti è così vicino: / e tu, per darti morte, hai scelto nozze. (1971; VI, 30)
Metti pur che sia bella, elegante, fertile, ricca / e che nell'atrio ostenti i busti degli avi più illustri; più casta / d'una di quelle Sabine che seppero, al vento i capelli / (raro uccello qui in terra, pari in tutto a un cigno nero), / dirimer la guerra: chi mai potrà sopportare una donna di tante virtù? / Meglio, sì meglio una venusina di te, o Cornelia, madre / dei Gracchi se, con tutte le tue grandi virtù, mi subissi / nel tuo grande sussiego e, nella dote, ci son pure i trionfi degli avi! / Riprenditi pure il tuo Annibale e il vinto Siface / battuto sul campo, e vattene, sgombra con Cartagine intera! / "Pietà, ti supplico, Apollo! E tu Diana, deponi le frecce! / Nulla han compiuto i miei figli: è la madre che dovete colpire!": / così Anfione gridava. Ma Apollo tese il suo arco sicché, / per essersi creduta più in alto del sangue della stessa Latona / e più feconda, persino, d'una candida scrofa, / Niobe, col padre loro, perdette tutti i suoi figli. / Che valgon bellezza e virtù se te le senti sempre vantare? (Feltrinelli, 2013; VI, 162-178)
Questo voglio, così comando, che il mio volere valga da ragione. (VI, 223)
Letto negato al sonno, dalle donne dannato / a sanguinose incessanti logomachie / il letto coniugale. (1971; VI, 268)
Ma chi farà la guardia ai guardiani stessi? (VI, 347-348)
Nulla è più insopportabile di una donna ricca. (VI, 460)
Un uomo fortunato è più raro di un corvo bianco. (VII, 202)
Tutti desiderano possedere la conoscenza, ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo. (VII)
La virtù è la sola e unica nobiltà. (VIII, 20)
Per turpissima cosa avrai l'anteporre la vita all'onore, e pur di salvare la vita, perdere ogni ragione di vivere. (VIII, 83-84)
In molte famiglie l'adultero è riuscito a salvare un matrimonio vacillante, già sul punto di rompersi, anzi già quasi sciolto. (2013; IX)
Il viandante con le saccoccie vuote può cantare in faccia al ladro. (X, 22)
Pane e giochi. (X, 81)
Nel suo castello maledetto nessun signore / ha mai castrato ragazzi brutti. / Adolescenti storpi e scofolosi, / gobbuti dietro e davanti / Nerone non li rapisce. (1971; X, 306)
Animo equilibrato in un corpo sano. (X, 356)
Toltone il profitto, chi mai abbraccia la virtù per se stessa? (2013; X)
Moltissime differenze ci sono tra i giovani: quello è più bello di questo e questo di un altro: quest'altro è più robusto di quello. Uguali sono invece i volti dei vecchi: labbra e voci tremanti, testa ormai levigata e naso gocciolante come nell'infanzia; il poverino deve masticare il pane colla gengiva sguarnita; ed è di tanto peso alla moglie, ai figli e a se stesso da disgustare anche Cosso, cacciatore di testamenti! (2013; X)
Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza. (XIII, 2-3)
Un uomo subisce una pena infamante per un crimine che ad un altro conferisce una corona. (XIII, 105)
La vendetta è il piacere abietto di una mente abietta. (XIII, 190-191)
Il bambino ha diritto a tutto il rispetto. (XIV, 47)
Quanto più i quattrini aumentano, tanto più ne cresce la voglia. (XIV, 139)
La natura, dando le lacrime al genere umano, attesta di averlo dotato anche di un cuore facile alla commozione. Questa è la parte migliore della nostra coscienza. (XV, 131-133)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026