Le frasi di «Trattato teologico-politico» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.
Citazioni da «Trattato teologico-politico»
Certamente felice sarebbe la nostra età, se potessimo vedere la religione stessa libera anche da ogni superstizione. (XI cap., traduzione di Franco Fergnani e Salvatore Rizzo, 1980)
Chi dà quello che spetta a ciascuno per timore della pena capitale agisce dietro comando altrui e costretto dalla paura di un male, né può chiamarsi giusto; mentre chi attribuisce a ciascuno il suo perché conosce la vera ragione delle leggi e la loro necessità agisce con coerenza e secondo decisione propria, non altrui, e perciò è a buon diritto chiamato giusto. (IV, traduzione di Antonio Droetto ed Emilia Giancotti Boscherini, 2007)
Ciascuno ha il sovrano diritto di pensare liberamente in materia religiosa e poiché non è dato di supporre che si possa recedere da tale diritto, deterrà ciascuno il sovrano diritto e la sovrana autorità di giudicare liberamente in materia di religione e conseguentemente di spiegarsela e interpretarsela. (VII, 1980)
«Democrazia»: regime politico definibile come unione di tutti i cittadini, che possiede ed esercita collegialmente un diritto sovrano su tutto ciò che è in suo potere. (XVI, 1980)
È impossibile che l'animo di un uomo possa rientrare sotto la giurisdizione di un altro. (XX, 1980)
Gli uomini sono ben lungi dal poter essere facilmente guidati dalla ragione; ciascuno è sospinto dai suoi personali impulsi al piacere e gli animi spessissimo sono a tal punto dominati dall'invidia, dalla collera che nessun posto resta per la capacità di riflettere e giudicare. (XVI, traduzione di Franco Fergnani e Salvatore Rizzo, UTET, 1980)
Il credo di ognuno va ritenuto santo o empio solo in ragione dell'obbedienza o della riottosità e non in ragione della verità o della falsità. (XIV, 1980)
Il miracolo è un vero e proprio assurdo. (VI, 1980)
Il termine "legge", preso in senso assoluto, indica quel principio in base a cui ciascun individuo, o tutti gli appartenenti ad una stessa specie o alcuni di essi, agiscono secondo una norma unica, fissa e determinata. (IV, 1980)
Il volgo chiama miracoli o opere di Dio gli eventi straordinari della natura. (VI, 1980)
La forma costituzionale dello Stato ve necessariamente mantenuta e che essa non può venir mutata se non col pericolo della rovina totale. (XVIII, 1980)
La pace non è assenza di guerra: è una virtù, uno stato d'animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia. (Einaudi, 2007)
Lo stolto è felice e infelice allo stesso modo che il saggio. (III, Einaudi, 2007)
La teologia non è ancella della ragione, né la ragione della filosofia. (XVI, 1980)
L'uomo mantiene la possibilità di essere libero qualunque sia il tipo di comunità politica in cui vive, in quanto egli è libero nella misura in cui si fa guidare dalla ragione. (XVI, 1980)
Nessuno può alienare a favore d'altri il proprio diritto naturale, inteso qui come facoltà di pensare liberamente.
Nessuno può essere costretto dalla violenza o dalle leggi ad essere felice; per conseguire tale stato sono invece necessari un'amorevole e fraterna esortazione, una buona educazione e soprattutto un personale e libero giudizio. (VII, 1980)
Niente accade in contrasto con la natura. (VI, 1980)
Noi dubitiamo dell'esistenza di Dio e di conseguenza di tutto, finché abbiamo di Dio non un'idea chiara e distinta, ma un'idea confusa. (VI, 1980)
Per legge umana intendo la condotta di vita che è utile solamente alla sicurezza della vita e dello Stato, per legge divina intendo quella che si propone come fine esclusivo il sommo Bene, cioè la conoscenza e l'Amore di Dio. (IV, 1980)
Perciò la facilità con cui gli uomini si lasciano irretire da ogni genere di superstizione è pari soltanto alla difficoltà di renderli costanti in uno solo di tali generi; anzi, poiché l'uomo del volgo vive sempre in uno stato di infelicità, esso non trova mai durevole soddisfazione e soltanto lo seduce ciò che ha sapore di novità e che non si è ancora rivelato illusorio. (Pref., 1980)
Poiché dunque l'amor di Dio è la felicità e la beatitudine somma dell'uomo, nonché il fine ultimo e lo scopo di ogni azione umana, ne viene che osserva la legge divina solo chi si preoccupa di amare Dio. (IV, 1980)
Quale altare potrà procurarsi a propria difesa chi offende la maestà della ragione? (XV, 1980)
Sarà più sicura e salda e meno sottoposta alla fortuna quella società che è fondata e governata da uomini saggi ed attenti. Viceversa quella che è costituita da uomini rozzi ed incapaci dipende in massima parte dalla fortuna ed è meno salda. (III, 1980)
Se a qualcuno venisse in mente di affermare che Dio può in qualche modo agire contro le leggi di natura, costui sarebbe al tempo stesso costretto ad ammettere che Dio può agire contro la sua stessa natura: cosa di cui nulla è più assurdo. (VI, 1980)
Se ciascuno avesse la libertà di interpretare a proprio arbitrio il diritto pubblico, nessuno Stato potrebbe sussistere. (VII, traduzione di Franco Fergnani e Salvatore Rizzo, UTET, 1980)
Se è vero che la religione, nella forma in cui gli apostoli la esponevano nelle loro predicazioni, cioè mediante la semplice narrazione della vita di Cristo, non rientra nell'ambito della ragione, è vero anche che con l'ausilio del lume naturale ogni uomo può facilmente comprenderne l'essenza, la quale, come tutta la dottrina di Cristo, consiste soprattutto in insegnamenti morali. (XI, 1980)
Se fosse altrettanto facile comandare agli animi quanto alle lingue, ogni sovrano regnerebbe in piena tranquillità e nessuna autorità avrebbe bisogno di ricorrere a mezzi violenti. (XX, 1980)
Se qualcosa dovesse accadere in natura che non conseguisse dalle leggi naturali, necessariamente contraddirebbe a quell'ordine che Dio per l'eternità stabilì in natura mediante le universali leggi naturali; sarebbe perciò contro la natura e contro le sue leggi, e di conseguenza la credenza in esso ci porterebbe all'ateismo. (VI, 1980)
Citazioni sul Trattato teologico-politico
Nella misura in cui ci sentiamo impegnati a realizzare l'ideale di una società laica, libera dall'influenza della Chiesa e governata dalla tolleranza, dalla libertà e da una concezione della virtù civile; nella misura in cui riteniamo che la devozione religiosa consista nel trattare gli esseri umani con dignità e rispetto, e consideriamo la Bibbia semplicemente come una profonda opera letteraria scritta dall'uomo e portratrice di un messaggio morale universale, noi siamo gli eredi dello scandaloso Trattato teologico-politico di Spinoza. (Steven Nadler)
Si tratta di un libro pieno di abomini deliberati e di un cumulo di idee forgiate all'inferno, che ogni persona ragionevole, e quindi ogni cristiano, dovrebbe aborrire. (Willem van Blijenbergh)
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026