Ritratto di Oliver Goldsmith
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Frasi

Frasi di Oliver Goldsmith

24 citazioni, aforismi e passi dalle opere

Qui trovi 24 frasi di Oliver Goldsmith: aforismi, passi tratti dai libri e citazioni con la loro fonte.

Oliver Goldsmith (scrittore e drammaturgo irlandese). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.

Citazioni di Oliver Goldsmith

Gli uomini migliori fingono un'estrema compassione per ogni sorta di animali: a sentirli parlare, uno straniero sarebbe indotto a pensare che non potrebbero fare del male neppure alla zanzara che li ha punti. Sembrano così teneri, e così compassionevoli, che li prenderemmo per innocui amici di tutto il creato e protettori del più orrendo insetto o serpente che avesse il privilegio di esistere. Eppure (ci credereste?) ho visto quegli stessi uomini, che si erano vantati in tal modo della loro sensibilità, divorare allo stesso tempo la carne di sei diversi animali preparati in fricassea. Che incredibile contraddizione! Provano pietà e mangiano gli oggetti della loro compassione!
Da The Citizen of the World, lettera XV; citato in Peter Singer, Utilitarismo e vegetarianesimo, in Aa. Vv., Etica e animali, traduzione di Brunella Casalini, Liguori Editore, Napoli, 1998, p. 253 (in epigrafe). ISBN 88-
Il vero uso della parola non è tanto di esprimere i nostri bisogni, quanto di nasconderli.
Da The Bee, III; citato ne Il libro dei mille savi, n. 4090.
Recitare una commedia non puramente sentimentale, fu cosa pericolosissima.
Citato in Enrico Piceni, introduzione a Christopher Morley, Tuono a sinistra, Arnoldo Mondadori Editore, 1947.

Frasi da «Il vicario di Wakefield»

Un libro può essere divertente con molti errori o molto noioso pur senza contenere una sola assurdità. (1995, p. 5)
[...] è bello colui che agisce bene. (cap. I; 1995, p. 12)
Possedeva perfettamente una virtù, la prudenza; troppo spesso l'unica che a settantadue anni ci resti. (cap. II; 1933, p. 23)
Non sono mai stato contrario a quelle innocue illusioni che contribuiscono a renderci più felici. (cap. III; 1995, p. 26)
Dopo esserci salutati a vicenda con il debito cerimoniale, perché io ho sempre pensato che sia bene osservare alcune manifestazioni abitudinarie di buona educazione, senza le quali la libertà finisce per scalzare l'affetto, ci inchinavamo tutti con gratitudine all'Essere supremo che ci concedeva un altro giorno. (1966, pp. 30-31)
Quella virtù che ha sempre bisogno di essere custodita, non vale la pena che la si custodisca. (1966, p. 36)
«Guardati figlio mio», grida l'eremita, / «dallo sfidare le tenebre pericolose; / ché lì volano spettri perfidi / che ti attirano verso la rovina. // Qui al povero e al ramingo, / la mia porta è sempre aperta; / e anche se la mia porzione è scarsa, / la via con tutto il cuore». (1995, p. 50)
Le greggi che pascolano libere per la valle, / io non le condanno a morte: / mi è stato insegnato da Colui che ha pietà di me, / e ho imparato a essere misericordioso. // Ma dal lato verde del monte, / porto un banchetto innocente; / una bisaccia piena di erbe e di frutti, / e acqua di fonte. (1995, p. 50)
[...] come gli uomini non sanno distinguere il merito nelle donne, così esse spesso giudicano di noi molto più esattamente. Si direbbe che i due sessi siano in grado di spiarsi a vicenda, e siano forniti di capacità differenti, atte alla reciproca osservazione. (1966, p. 56)
Fu già osservato mille volte, e debbo notarlo ancora una volta, che le ore che trascorriamo in prospettive di felicità, sono più piacevoli di quelle coronate dal godimento. Nel primo caso, ci prepariamo il piatto secondo il nostro appetito, nel secondo, la natura ce lo prepara lei. (1966, p. 62)
Si passa presto sopra al disagio che dà la coscienza quando abbiamo agito male. La coscienza è vigliacca, e raramente è abbastanza giusta, per riconoscere quelle mancanze che non ebbe la forza di impedire. (1966, p. 81)
L'uomo dal morso guarì, / e fu il cane che morì. (1995, p. 109)
L'uomo non sa quali calamità sono al di là della sua sopportazione sino a che non le sopporta [...] (1966, p. 111)
A misura che ci avviciniamo, gli oggetti più oscuri paiono illuminarsi, e l'occhio della mente diviene adatto alla sua tetra situazione. (1966, p. 111)
La buona compagnia lungo il cammino, dice il proverbio, è la scorciatoia più breve [...]. (1966, p. 111)
Va', figlio mio, e se cadrai, anche se sarai lontano, non seppellito, e non pianto da quelli che ti amano, le lacrime più preziose sono quelle della rugiada mandata dal cielo sulla testa insepolta di un soldato. (1966, p. 143)
[...] la moltitudine delle leggi produce nuovi vizi, e nuovi vizi provocano nuove restrizioni. (1966, p. 179)
Anche se esaminassimo il mondo intero, non troveremmo nessuno così felice, che non gli resti nulla da desiderare; ma vediamo ogni giorno migliaia di uomini che, suicidandosi, ci mostrano che non hanno nulla da sperare. È ovvio, dunque, che in questa vita non possiamo essere del tutto felici, ma possiamo invece essere del tutto infelici. (1966, p. 192)

Scheda del libro «Il vicario di Wakefield»

The Good-Natur'd Man

Il silenzio è diventato la sua lingua madre.
Citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
L'amicizia è un disinteressato rapporto fra eguali; l'amore, una abbietta relazione fra tiranni e schiavi.
Citato in Aa. Vv., Dammi mille baci, e ancora cento. Le più belle citazioni sull'amore, a cura delle Redazioni Garzanti, Garzanti, 2013.
Questa stessa filosofia è un buon cavallo nella stalla, ma una famigerata brenna in viaggio. (I)
Citato ne Il libro dei mille savi, n. 2836.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026