Frasi
Frasi di Philip K. Dick
61 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Philip K. Dick raccolte in un'unica pagina: 61 frasi, divise per libro e argomento.
Philip K. Dick (scrittore statunitense). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Philip K. Dick
Dei Sette Vizi Capitali, l'Orgoglio è il peggiore. Rabbia, Avarizia, Invidia, Lussuria, Accidia, Gola – riguardano il rapporto degli uomini tra di loro e con il resto del mondo. L'Orgoglio, invece, è assoluto. È la rappresentazione della relazione soggettiva che una persona intrattiene con se stessa. Quindi, tra tutti, è il più mortale. L'Orgoglio non ha bisogno di un oggetto di cui essere orgogliosi. È narcisismo portato all'estremo. (da Deus Irae, cap. 4)
Dio mio, eccoti qui per la prima volta in vita tua sulla superficie di un altro pianeta [...] Non gli hai neppure dato un'occhiata, e c'è gente che ha voluto vedere i canali — che ha discusso sulla loro esistenza — per secoli! (da Noi marziani)
"Dio promette la vita eterna" disse Eldritch. "Io posso fare di meglio; posso metterla in commercio." (Le tre stimmate di Palmer Eldritch)
L'esistenza di una maggioranza, implica logicamente una minoranza corrispondente. (da Minority Report)
La verità diverte sempre gli ignoranti. (da Noi marziani)
Per quello che mi riguarda, la poesia è iniziata con Dylan e dopo di lui è cominciato il declino. (da 'Nostri amici da Frolix 8, p. 162)
Quando si giace nella bara, il fatto che rende la cosa tanto brutta è che la tua mente è viva, ma il corpo no, e tu percepisci questo dualismo. (da In senso inverso)
Sono solamente onesta. Dico semplicemente: "Un uomo è l'unico modo che ha lo sperma di produrre altro sperma." Questo è essere realisti. (da Labirinto di morte, p. 91)
Volevo solo dirti una cosa. Due, al massimo. Primo, che lui, sai di chi parlo, esiste davvero, c'è davvero. Anche se non come l'abbiamo pensato e ne abbiamo fatto esperienza finora... o come riusciremo mai a farlo. E secondo... non può aiutarci più di tanto. Forse un po'. Ma se ne sta a mani vuote; capisce, vuole aiutare. Ci prova, ma... non è così semplice, tutto lì. Non mi chiedere perché. Forse non lo sa nemmeno lui. Forse è perplesso anche lui. Persino dopo tutto il tempo che ha avuto per pensarci su. (da Le tre stimmate di Palmer Eldritch)
Come costruire un universo che non cada a pezzi dopo due giorni
La realtà è ciò che si rifiuta di sparire anche quando smetti di crederci.
Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole.
Mi dispiace dirlo ma gli scrittori di fantascienza non sanno nulla. Noi non possiamo parlare di scienza perché le nostre conoscenze al riguardo sono limitate e non ufficiali, e solitamente la nostra finzione è terribile.
Frasi da «La svastica sul sole»
L'universo non avrà mai fine, perché proprio quando sembra che l'oscurità abbia distrutto ogni cosa, e appare davvero trascendente, i nuovi semi della luce rinascono dall'abisso. (p. 137)
Strani tempi, quelli in cui viviamo. Possiamo viaggiare dovunque ci piace, anche sugli altri pianeti. Ma per che cosa? Per starcene seduti un giorno dopo l'altro, mentre il nostro morale e la nostra speranza ci abbandonano. (p. 169)
– Non è un romanzo giallo – disse Paul – Si tratta invece di una strana forma di narrativa, che probabilmente rientra nel genere della fantascienza.
– Oh, no – dissentì Betty. – Non c'è scienza e non è ambientato nel futuro. La fantascienza si occupa del futuro. In particolare di un futuro in cui la scienza è più progredita di oggi. Il libro non soddisfa queste premesse. (p. 183)
Uno Stato non è migliore di chi lo guida. (p. 192)
La vera posta in gioco nella guerra era: il vecchio contro il nuovo. (p. 193)
Perché non rilassarsi un po'? Magari una passeggiata in macchina fino al Golden Gate Park, con lo zoo e i pesci? Fare una visita dove le cose che non possono pensare provano comunque gioia. (p. 254)
Frasi da «La trasmigrazione di Timothy Archer»
Che stronza Emily Dickinson, quando cinguettava della "dolce Morte". L'idea che la morte sia dolce è abominevole. La Dickinson non ha mai visto un groviglio di sei o sette automobili sulla Easthore Freeway. (p. 6, p. 478 della trilogia)
L'arte, come la teologia, è una frode ben confezionata. (p. 6, p. 478 della trilogia)
Il guaio di farsi una cultura è che il processo richiede molto tempo, ti brucia la parte migliore della vita, e quando hai finito l'unica cosa che sai è che ti sarebbe convenuto di più fare il banchiere. (p. 6, p. 478 della trilogia)
Avevano cercato di risolvere un problema con un altro problema. Non si fa così; non si può risolvere un problema con un altro ancora più grande. Hitler, che somigliava in maniera arcana a Wallenstein, aveva provato a vincere la seconda guerra mondiale in questo modo. (p. 66, 562 della trilogia)
Che differenza c'è fra il credere in un Dio che non puoi vedere e il credere nella presenza di un figlio morto che non puoi vedere? Cosa distingue un'invisibilità da un'altra? (p. 68, 564 della trilogia)
Non so se chi crede in Dio commetta un errore, visto che è impossibile dimostrare la verità o la falsità di un sistema di fede. Si tratta, appunto, soltanto di fede. (p. 68, 564 della trilogia)
Il semplice fatto che qualcosa appaia inevitabile non dovrebbe indurci ad accettare supinamente. (p. 69, 565 della trilogia)
Molti, quando provano a leggere la Commedia, si impantanano nellInferno e immaginano che la visione di Dante sia quella di una stanza degli orrori: persone affondate nella merda a testa in su; persone affondate nella merda a testa in giù; e un lago di ghiaccio (il che suggerisce influenze arabe: è l'inferno musulmano), ma questo è solo l'inizio del viaggio, il punto di partenza. (p. 97, 593 della trilogia)
Quindi, i libri sono reali anche per me; mi collegano non solo ad altre menti ma alla visione di altre menti, a ciò che quelle menti comprendono e vedono. (p. 97, 593 della trilogia)
È arte somma: il mondo è orribile. Una summa perfetta. È per questo che paghiamo compositori e pittori e grandi scrittori: perché ce lo dicano. Si guadagnano da vivere grazie al fatto di essere arrivati a questa consapevolezza. Quale comprensione geniale, incisiva. Quale penetrante intelligenza. Un topo di fogna potrebbe dirti la stessa cosa, se sapesse parlare. Se i topi sapessero parlare, io farei tutto quello che dicono. (p. 123, 619 della trilogia)
Quel Tim Archer parlava con l'autorità che gli era stata conferita direttamente dall'apostolo Pietro attraverso la linea di successione apostolica, mai interrotta nella e per la chiesa episcopale. (p. 126, 622 della trilogia)
È sorprendente: il potere della morte umana di far rinsavire. Ha più peso di ogni parola, di ogni argomento: è la forza ultima. Si impossessa della tua attenzione e del tuo tempo. E ti lascia cambiato. (p. 129, 625 della trilogia)
A suo giudizio la persona completa non si chiude nel proprio lavoro, per quanto quel lavoro possa essere elevato. Un calzolaio che si consideri solo qualcuno che ripara scarpe si limita in maniera perversa; quindi, in base a quella logica, un vescovo deve addentrarsi nelle regioni occupate dall'uomo intero. Una di queste regioni è quella della sessualità. (opinione di Tim Archer, p. 131, 627 della trilogia)
Gli uomini pratici non fanno ciò che Jeff e Kirsten hanno fatto; gli uomini pratici lottano contro questa spinta perché è una spinta romantica, una debolezza. È passività appresa; è resa appresa. (sul suicidio, pagina 133, p 629 della trilogia)
Non si possono trovare difetti alla spinta verso la sopravvivenza. (p. 134, 630 della trilogia)
Ma gli androidi sognano pecore elettriche? – Citazioni
Il televisore strillava: «... vi riporterà ai bei tempi degli Stati del Sud prima della Guerra Civile! Sia esso collaboratore domestico o instancabile bracciante, un robot umanoide personalizzato – progettato apposta PER VOI E SOLO PER VOI, per soddisfare qualsiasi esigenza particolare – vi sarà consegnato al vostro arrivo completamente gratis, accessoriato secondo quanto da voi richiesto prima della partenza dalla Terra; questo fedele compagno nella più grande, più audace avventura concepita dall'uomo nei tempi moderni, senza darvi alcun problema vi fornirà...» Andava avanti così per ore, praticamente senza fermarsi mai. (2004, pp. 41-42)
Come la maggior parte delle persone, Rick si era spesso chiesto quale fosse il vero motivo per cui un androide girava a vuoto senza speranza quando veniva sottoposto a un test per la misurazione dell'empatia. L'empatia, evidentemente, esisteva solo nel contesto della comunità umana, mentre qualche grado di intelligenza si poteva trovare in qualsiasi specie e ordine animale, arachnida compresi. La facoltà empatica, tanto per cominciare, richiedeva probabilmente un istinto di gruppo integro; un organismo solitario, per esempio un ragno, non saprebbe cosa farsene; anzi, l'empatia tenderebbe ad atrofizzare la capacità di sopravvivenza del ragno. Lo renderebbe conscio del desiderio di vivere insito nella preda. Di conseguenza tutti i predatori, compresi i mammiferi altamente evoluti, come i felini, morirebbero di fame.
L'empatia, aveva concluso una volta, deve limitarsi agli erbivori o comunque agli onnivori, che possono astenersi da una dieta a base di carne. Perché, in fondo, il dono dell'empatia rendeva indistinti i confini tra vittima e carnefice, tra chi ha successo e chi è sconfitto. (2004, pp. 54-55)
A Rick piaceva considerarli a questa stregua; rendeva il suo lavoro più accettabile. Nel ritirare – cioè uccidere – un droide, lui così non violava la fondamentale regola di vita dettata da Mercer: Uccidete solo gli assassini, aveva detto Mercer agli uomini l'anno in cui le scatole empatiche avevano fatto la loro prima apparizione sulla Terra. (2004, p. 55)
Kipple, sono tutti gli oggetti inutili, come una bustina di fiammiferi dopo aver usato l'ultimo fiammifero, o una fascetta gommata, o il giornale omeopatico del giorno prima. Quando non c'è nessuno in giro, il kipple si riproduce. Per esempio, se vai a letto lasciando in giro del kipple, la mattina dopo, quando ti svegli, ce n'è il doppio. E diventa sempre di più. (J.R. Isidore; 1986, p. 63)
«C'è la Prima Legge della Palta», disse Isidore. «'La palta scaccia la nonpalta.' Come la legge di Gresham sul denaro falso, ha presente? E in questi appartamenti non c'è nessuno a contrastare la palta.» (2004, p. 89)
Continuando a guidare tirò fuori i fogli spiegazzati e trovò la sua cosiddetta età . Ventotto anni, lesse. A giudicare dalle apparenze, le quali, per gli androidi, erano l'unico criterio di valutazione possibile. (1986, p. 92)
Anche senza l'aiuto dell'organo Penfield, era raggiante di ottimismo. E di una rabbiosa, lieta anticipazione. (1986, p. 92)
Secondo me, se noi tre siamo ancora vivi, un motivo c'è. Secondo me, se il cacciatore avesse la minima indicazione di dove ci troviamo si sarebbe già fatto vivo. La prima regola dei cacciatori di taglie è: muoversi più in fretta possibile. È solo così che possono guadagnare qualcosa. (Roy Baty; 2004, p. 180)
E magari Milt, che era molto ingegnoso, poteva progettare un'arma da fargli usare. Qualcosa di fantasioso per abbattere i cacciatori di taglie... qualsiasi cosa essi fossero. Ne aveva un'immagine vaga, appena intravista: un qualcosa di spietato che andava in giro con un elenco e una pistola, che si muoveva meccanicamente nel piatto, burocratico compito di ammazzare la gente. Una cosa senza emozioni, forse anche senza un volto; una cosa che se veniva uccisa era subito rimpiazzata da un'altra del tutto simile e via di questo passo fino a che tutte le persone vere e vive non fossero state eliminate. (2004, p. 181)
– Non è vero. Anche gli animali... perfino le anguille, i topi, i serpenti, i ragni... sono sacri.
– E allora, può essere, non ti pare? – gli disse Pris, continuando a fissarlo. – Come dici tu, anche gli animali sono protetti dalla legge. Tutto ciò che vive è protetto. Qualsiasi forma che si contorce, si attorciglia, si rintana, vola o brulica o depone uova... (dialogo tra J.R. Isidore e Pris; 1986, p. 153)
Dovunque tu vada, ti sarà richiesto di fare cose che ritieni sbagliate. È una condizione costante della vita quella di essere costretti a violare la propria identità. Una volta o l'altra, ogni creatura vivente si trova costretta ad agire così. È l'ultima ombra, la disfatta della creazione. Questa è una maledizione che alimenta tutta la vita. Dappertutto nell'universo. (Mercer; 1986, p. 170)
Cosa si prova ad avere un bambino? Cosa si prova a nascere? Noi non nasciamo, noi non cresciamo. Invece di morire per una malattia, o di vecchiaia, noi ci esauriamo, come le formiche. Ecco, come le formiche. Ecco cosa siamo. (Rachel; 1986, p. 184)
Sembrava adesso più calma, ma si percepiva ancora una disperata tensione dentro di lei. Eppure, quel suo fuoco interiore, così oscuro e profondo, si era dileguato, la sua forza vitale era svanita, come aveva già visto in tanti altri androidi. La classica rassegnazione, una accettazione puramente meccanica e razionale di ciò che un organismo autentico, con due miliardi di anni di evoluzione e d'istinto di conservazione, non avrebbe mai potuto sopportare. (1986, p. 190)
Per qualche motivo, questa notizia non lo sorprese; soltanto lo fece sentir peggio. Come se si fosse aggiunto dell'altro peso all'oppressione che lo schiacciava ormai da ogni parte. (1986, p. 214)
Ma a un androide non gli si può far niente, perché se ne strafregano. (2004, p. 261)
Sì, pensò, tutto deriva dal fatto che non ti ho ucciso, e che sono venuto a letto con te. Ad ogni modo, in questo non ti sei sbagliata: sono cambiato. Ma non nel modo che credevi tu.
In modo molto peggiore, decise.
Eppure non me ne importa molto. Non più. (1986, p. 222)
[...] si sentiva oppressa da un peso che la tagliava fuori dal futuro e le precludeva qualsiasi opportunità che avrebbe potuto in precedenza contenere. (2004, p. 266)
Frasi da «Un oscuro scrutare»
In questa vita ci mostrano soltanto i trailer.
Io sono un occhio.
Quando si vive dentro, al sicuro, e si guarda fuori, e il muro è percorso da corrente elettrica e le guardie sono armate, perché mai si dovrebbe pensare alle sofferenze altrui?
L'inverno dello spirito. Mors ontologica. Quando l'anima è morta.
"Che bei fiorellini azzurri".
"Stai guardando il fiore del futuro" disse Donald, il Direttore Esecutivo della comunità Nuovo Sentiero. "Ma non è per te."
"Perché non è per me?" domandò Bruce.
"Perché ne hai già avuto, e in gran quantità" rispose il Direttore Esecutivo.
I vivi, pensò, non dovrebbero mai essere usati affinché i morti conseguano i loro propositi. Ma i morti... e guardò Bruce, quella forma svuotata che gli stava accanto... dovevano, se possibile, servire allo scopo dei vivi.
Questa, meditò, è la legge della vita.
E i morti, se potessero sentire, forse nel fare questo si sentirebbero meglio.
Quei morti, pensò Mike, che possono ancora vedere, anche se non possono capire: quei morti sono le nostre telecamere.
L'abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma mancanza di giudizio.
Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno stile di vita. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo.
Io stesso non sono un personaggio di questo romanzo: io sono il romanzo.
«E se fosse-non sesso-ma amore?»
«Amore è solo un altro nome del sesso.»
Dicono di Philip K. Dick
La sostanza che riveste i romanzi di Dick è fatta del più imperturbabile tra i deliri: la schizofrenia.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026