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Cielo: frasi e citazioni
42 citazioni di 30 autori
Una selezione di 42 frasi su cielo: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «cielo»
Aprirà il Signore il più grande dei suoi tesori, il cielo, per dare alla tua terra, a' suoi tempi, la pioggia. (Deuteronomio)
Capirai che il cielo è bello perché / in fondo fa da tetto a un mondo pieno di paure e lacrime.
Certi pomeriggi / è troppo il blu del cielo / per una persona sola.
Che cos'è il cielo? Dove si trova? Il cielo non si trova né sopra né sotto, né a destra né a sinistra; il cielo è esattamente nel centro del petto dell'uomo che ha fede!
Ci sono tanti mondi, ma tutti / condividono lo stesso cielo – / un solo cielo, un solo destino. (Kingdom Hearts)
Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo ad un concerto.
Colui che salta verso il cielo potrebbe cadere, è vero, ma potrebbe anche volare.
Com'è misterioso, il cielo... esiste da sempre, lassù, trascendendo il tempo. L'eternità... forse è il cielo stesso...
Dell'innocente / Sangue versato / In scellerata guerra / Conta il Cielo le stille, e le schernite / Lagrime tutte della stanca terra.
Dolce color d’orïental zaffiro, / che s’accoglieva nel sereno aspetto / del mezzo, puro infino al primo giro, / a li occhi miei ricominciò diletto, / tosto ch’io usci’ fuor de l’aura morta / che m’avea contristati li occhi e ’l petto.
E allora, in quel giorno percepii per la prima volta (e per l'unica volta) la verità della metafora così spesso e banalmente abusata: il cielo piange. Il mio cuore, certamente più piccolo del cielo, allora piangeva in modo più violento di lui; e neppure l'imperialregio regolamento di servizio, che allora regolava, reprimeva, mitigava i miei sentimenti, poteva impedirmi di piangere.
È qui / che la vera differenza / è tutta nel modo in cui / ognuno / guarda il cielo / qui / da dentro / questa bizzarra / coincidenza.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi / sereni, infinto, immortale, / oh! d'un pianto di stelle lo inondi / quest'atomo opaco del Male.
Guarda il cielo prima di morire / è l'ultima volta che lo farai.
Guarda il cielo, Rosie. Sembra così prezioso quando è stellato. (Una storia vera)
Il cielo con tutta la sua creazione è come il telescopio che ci fa scorgere Dio: non lo ingrandisce, non lo può ingrandire al nostro sguardo, perché Egli è infinito, ma può farci intravedere la sua grandezza, può farci contemplare un raggio della sua potenza, un fulgore della sua sapienza, un caldo riflesso dell'infinita fiamma del suo amore.
Il cielo di città mi piace perché puzza di basso, di uomini. Il cielo di campagna invece mi fa paura. C'è solo roba del Signore, lassù: stelle, stelloni, nuvole al galoppo.
Il cielo è il maestro paesaggista preferito dei sognatori.
Il cielo esisteva già prima che le nubi si ammassassero, e continuerà a esistere quando saranno scomparse. È presente anche quando le nubi sembrano coprirne ogni centimetro a noi visibile.
Il Cielo non ha parenti; tratta egualmente tutti gli uomini.
Il sole era già alto nello sconfinato cielo greco: un cielo più alto, più leggero, che ti circonda più da vicino e si stende più in là nello spazio che in qualunque altro luogo del mondo. Non intimidisce, non sminuisce, ma è ospitale e accogliente per l'uomo, suo elemento non meno della terra; e pare che solo un errore di gravità inchiodi l'uomo alle rocce e al ponte della nave e gli impedisca di essere assunto nell'infinito.
Il vuoto del cielo disarma la collera.
Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle / ore di luce e tutto il cielo s'attacca agli occhi e viene a / bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale / che si mangia la luce.
Le competizioni del cielo / incorrotte procedono.
Non c'è scatto nel cielo. / Solo il fulmine ha spigoli e fuoco. / Solo il fulmine viaggia nervoso. / Ma guarda ora – che pace – // A me pare di averlo percorso / tutto a volo - questo azzurro – / che si dispiega pacato. Mi pare / un luogo che conosco. Che è stato / di me. E lo è ancora. / Se guardo – entra nella radice / dà da bere al mio / alimenta il mio fuoco.
Non quello che le stelle hanno fatto, ma quello che faranno, è ciò che fa durare il cielo.
O ciel, sei bello quand'azzurro fulgi, / E se d'orror ti cinge la tempesta.
O cielo! [...] Sei bello. Arcibello. Tu e le tue nuvole, le quali non si capisce che simulacri siano, e di che. Se cifre geroglifiche e pedagogiche; o crolli d'alti castelli; o rassegne di flotte regali; o processioni di sogni... Fino a quando un mattino, oggi per esempio, un vento le disfa, una calura le squaglia, e tu ridivieni di colpo questo schietto cristallo di rocca, questo duro orbe di blu, la pupilla d'un guercio, onniveggente dio... [...] Come vorrei, insondabile cielo, starmene a guardia di te, per il tempo che m'avanza! Da una garitta di torre, con la sola compagnia d'un bicchiere d'acqua e d'un pane. Per capire se sei smeraldo senza peccato o perla scaramazza, viscere del tutto o fauce del niente... Di cui si dice che non hai confini, ma altri dice che t'incurvi e avvolgi a morderti la fiammeggiante coda... E inanelli lune con soli, e intrecci albe e tramonti, saetti zig zag di fulmini entro il fogliame delle galassie... Serpente cielo. Albero cielo. Giusto, arcano, bellissimo, arcibellissimo cielo!
Per cinquantaquattro anni / ho ornato il cielo di stelle. / Ora balzo attraverso – / che rovinio!
Poiché è blu il cielo mi fa piangere.
Ringrazio il ciel, ch'in quest'alme contrade / Drizzò i miei passi, e più ringrazio Amore, / Che mostrò a gli occhi miei tanta beltade.
Sciocco è chi a contrastar col ciel s'ingegna, / Il tuo destin a tal ben non si degna; / Ond'è dispersa al vento ogni fatica.
Scusatemi, mentre bacio il cielo!
Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l'impercettibile, è l'enorme. Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente. Ogni numero è zero di fronte all'infinito. L'inaccessibile unito all'impenetrabile, l'impenetrabile unito all'inespicabile, l'inespicabile unito all'incommensurabile: questo è il cielo.
Come l'astronomia senza un telescopio può essere priva d'interesse, così lo è il cielo senza un aeroplano.
Con un aeroplano, si può imparare a conoscere il cielo come un vecchio amico, e a sorridere quando lo si vede.
E poi venitemi a parlare di cielo sovraffollato. Ma forse i primi trecento metri non contano come cielo.
Perché il cielo è l'unico mondo, letteralmente l'unico mondo che ci sia per un aeroplano e per l'uomo che lo conduce.
Un pilota non può parlare delle meraviglie del cielo nemmeno all'essere più amato.
Ci permette di fare esperienza romantica ma anche tragica, di sentirci piccoli, estremamente fragili, limitati nel tempo e nello spazio. Il cielo ci aiuta a risentirci umani, cosa di cui facciamo poca esperienza: facciamo esperienza di essere me, te [...], ma poca esperienza di cosa significa davvero essere un essere umano, e lo fa in modo emotivo. Ci fa sentire sulla stessa barca che galleggia nel cosmo, che possiamo sostenere solo se siamo insieme, ci aiuta ad andare nella direzione gusta.
Il cielo è un'esperienza che ci rende umani. Quando lo vedi davvero, non lo dimentichi più.
Quando lo guardi, ridimensioni te stesso e riconosci la tua umanità.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026