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Cipresso: frasi e citazioni
17 citazioni di 10 autori
Una selezione di 17 frasi su cipresso: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «cipresso»
Essi interrogarono un saggio dicendogli: "Delle molte celebri piante che l'Altissimo Iddio ha creato ombrose e rigogliose, nessuna è chiamata azad, o libera, eccetto il cipresso, che non porta frutti; che mistero è questo?". Rispose: "Ognuno ha i suoi frutti alla propria stagione, durante la quale è fresco e fiorito, e nella cui assenza è sterile e secco; il cipresso non è soggetto a queste condizioni, essendo sempre in fiore; e di questa natura sono pure gli azad o religiosi indipendenti. [...] se la tua mano è calma, sii munifico come l'albero di datteri; ma se non hai nulla in più da dar via, sii un azad, o uomo libero, come il cipresso".
I cipressi che a Bólgheri alti e schietti / van da San Guido in duplice filar, / quasi in corsa giganti giovinetti / mi balzarono incontro e mi guardâr.
Il cipresso è un pozzo che si è fatto albero.
La cicogna fa dei cipressi la sua dimora. (Salmi)
La tua vita è un desiderio di agilità; / vorrebbe essere gentile ed è massa forte. / La tua vita è un desiderio lungo e taciuto; / è come lo spettro di una fiamma morta.
Lei ha presente quel piccolo cipresso che si vede sulla collina quando facciamo la passeggiata? Quello piccolo, lontano, stagliato da solo così contro il cielo. [...] Ecco, m'ha suggerito questa immagine: Verde pennello intinto nell'azzurro / dipinge in aria quel che il vento detta. (Accadde al penitenziario)
Ma la sera, quando vengono le tempeste, / in mortale angoscia noi ci chiniamo, mesti, / puntiamo le radici e aspettiamo tremanti / se la morte ci colga oppure passi avanti.
Principale fra le tre città, che compongono Costantinopoli, è quella abitata dall'Imperadore, dalla nobiltà e da tutti i ricchi Musulmani, e porta il nome dIstanbole; in quella che già dicemmo appellarsi Galata, e quasi tutta è popolata di Cristiani, se un Maomettano venga a dimorarvi, pianta innanzi alla sua porta un cipresso, per mostrar che la casa appartiene ad un Credente, non avendo quelli il diritto di coltivare un tal albero.
Quando la cima di quel cipresso / ti oscurerà la luce del sole / dimentica il mondo e vieni con me.
Sale la nebbia sui prati bianchi / come un cipresso nei camposanti, / un campanile che non sembra vero / segna il confine fra la terra e il cielo.
– Tu lo sai perché ci mettono i cipressi nei cimiteri?
– Per le radici. Vanno giù dritte, non orizzontali. E così non danno fastidio alle tombe. Non fanno solletico ai morti. Mi piacciono i cipressi, sono belli. I Cipressi, gli alberi pizzuti. (Rocco Schiavone)
I morti tengono compagnia ai cipressi. O viceversa?
I salici mi fanno venire una gran voglia di piangere; i cipressi, di morire; i pioppi, di scrivere.
Il vento fa il solletico al cipresso, che, però, non ha alcuna voglia di ridere.
Io vedo (come è questo giorno, oscuro!), / vedo nel cuore, vedo un camposanto / con un fosco cipresso alto sul muro. // E quel cipresso fumido si scaglia / allo scirocco: a ora a ora in pianto / sciogliesi l'infinita nuvolaglia.
Quando brillava il vespero vermiglio, / e il cipresso pareva oro, oro fino, / la madre disse al piccoletto figlio: / Così fatto è lassù tutto un giardino. / Il bimbo dorme e sogna i rami d'oro, / gli alberi d'oro, le foreste d'oro; / mentre il cipresso nella notte nera / scagliasi al vento, piange alla bufera.
Stavano neri al lume della luna / gli erti cipressi, guglie di basalto, / quando tra l'ombre svolò rapida una / ombra dall'alto: / orma sognata d'un volar di piume, / orma d'un soffio molle di velluto, / che passò l'ombre e scivolò nel lume / pallido e muto: / ed i cipressi sul deserto lido / stavano come un nero colonnato, / rigidi, ognuno con tra i rami un nido / addormentato.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026