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Infelicità: frasi e citazioni
43 citazioni di 21 autori
43 frasi celebri sul tema infelicità, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «infelicità»
Chiedi, domanda, guardati attorno... e vedrai che niente sfugge all'infelicità... Non c'è una sola persona su questa terra che sia felice per tutta la vita... (Budda)
Credimi, il soccorrere gl'infelici è cosa degna dei re.
Essendo uno costantemente infelice, termina con divenire ridicolo.
Grande infelicità è non servire a nulla, ma non minore infelicità è servire a tutto.
Infelice a far mia degl'infelici / La sventura imparai.
Il tossico seme della infelicità odierna non è forse rintracciabile in quel muto accalcarsi, in quello sfuggire/sfuggirsi, in quella perdita di identità individuale e collettiva? Certa frenesia metropolitana non somiglia all'angosciante fuga continua di criceti in una gabbia troppo stretta, costretti a rincorrere la propria coda? L'uomo contemporaneo cerca invano di scappare per non dover riconoscere l'ombra della propria anima, per non fare i conti con la propria inaudita infelicità.
Il vero infelice è quello che in mancanza di oggetti reali corre appresso a fantasmi da lui stesso creati, chimere ippogrifi sirene; l'ambizioso, lo sciagurato, o quello che li riassume tutti, il Don Giovanni, accecato dalla grazia della creatura.
Questa grazia esiste, è una cosa reale, innegabile; ma l'attrazione che spesso esercita su di noi è dovuta appunto alla lontananza, alla percezione del «non-io». Infatti nessuno soggiace al proprio fascino, o, se il caso di Narciso può veramente attuarsi, è quando l'individuo si accorge con immediatezza del singolare fatto, celato ai più, che non si può possedere pienamente nemmeno se stessi.
L'abitudine reca la noia di quanto è durato. La memoria serba un rimpianto melanconico di quanto è passato. Con queste due disposizioni noi non sembriamo proprio fatti per esser felici.
L'infelicità è una palude dove non alberga che la resa, la rinuncia.
L'infelicità è una visitatrice meglio accolta quando viene nella sua forma più scura e ci avvolge in un nero perpetuo, poiché allora il cuore non soffre più di speranza delusa.
L'uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione sine qua non di piccole e intermittenti felicità.
La miseria o infelicità è prodotta da: mancanza di consapevolezza, o avidya, egoismo, passioni, avversioni, attaccamento alla vita e paura della morte.
Lo scopo nella vita non è eliminare l'infelicità, è mantenere l'infelicità al minimo. (Dr. House - Medical Division)
Ma ci sono due tipi di infelicità, uno "appropriato", l'altro no. Lei è triste e deluso perché desidera qualcosa che non ha: e ciò è utile, perché costituisce un incentivo o una motivazione per lottare e conquistarsi, appunto, quella cosa. Se fosse sereno o indifferente non si impegnerebbe mai. Se invece è depresso, arrabbiato col mondo, giù di corda, soffre di quell'altro tipo, che è sterile, e non aiuta affatto a ottenere ciò che si ambisce.
Ma Lei si convincerà che molto sarà guadagnato se ci riuscirà di trasformare la Sua miseria isterica in una infelicità comune.
Non credete mai di primo acchito all'infelicità degli uomini. Chiedete loro solo se riescono ancora a dormire. Se sì, va tutto bene.
Non ho fame. Non ho sete. Non ho caldo. Non ho freddo. Non ho sonno. Non mi scappa niente. Come sono infelice.
Ogni infelicità è in parte, per così dire, l'ombra o il riflesso di se stessa: non è soltanto il proprio soffrire, ma è anche il dover pensare continuamente al proprio soffrire.
Quando si pensa ad un infelice, si pensa alla sua infelicità. Ma l'infelice non pensa alla sua infelicità; ha l'anima colma di qualsiasi pur minimo sollievo che gli sia concesso desiderare.
Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.
Si è infelici perché non si può essere tutto e il contrario di tutto.
Strano che gli infelici si uniscono istintivamente. Sentono fra loro una parentela, come i massoni, come gli esuli. Essi sono gli esuli terreni del cielo.
Sul fondo dell'infelicità giacciono i rottami dei sogni. Se solo si potessero tirar su e aggiustare!
Ti senti infelice, e che vuoi farci? Non può mica andare sempre come vuoi tu. Guarda me: non sono felice, ma mi diverto lo stesso. E come si potrebbe tirare avanti altrimenti? (Atto di violenza)
Una ricetta sicura di infelicità? Il sommarsi di due «rimedi».
Essendo sempre infelici, che meraviglia è che non sieno mai contenti?
Figliuola mia; tutte le anime degli uomini, come io ti diceva, sono assegnate in preda all'infelicità, senza mia colpa.
La privazione dell'infelicità è semplicemente meglio dell'infelicità.
Tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici.
Va, figliuola mia prediletta, [...] Vivi, e sii grande e infelice.
Chi non ce l'ha all'uscio, ce l'ha alla finestra.
Chi porge un dito all'infelice, Dio gli porgerà tutta la mano.
Le rose cascano, le spine restano.
L'uomo è nato per penare.
Non c'è rosa senza spine.
Non tutti son felici quelli che sembrano tali.
Ogni magione ha la sua passione.
Ogni porta ha il suo martello.
Ognuno ha il suo impiccato all'uscio.
Ognuno ha la sua croce.
Spesso la bocca ride, mentre il cuore piange.
Spesso una lieta fronte nasconde un'anima turbata. Ogni cuore ha il suo dolore.
Tutti nascono piangendo, e nessuno muore ridendo.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026