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Monumento: frasi e citazioni
17 citazioni di 12 autori
Una selezione di 17 frasi su monumento: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «monumento»
I monumenti e i musei vanno fatti vivere: devono produrre cultura, ma anche reddito. Altrimenti si trasformano in rami secchi e muoiono. Umberto Broccoli)
Il destino comune di ogni monumento è che i cani finiscono per pisciare sul piedistallo.
Il monumento nazionale come mezzo di autoespressione nazionale servì a radicare i miti e i simboli nazionali nell'autocoscienza del popolo, e alcuni di essi ancora oggi conservano questa loro funzione.
Il primo monumento da è l'uomo.
L'idea di dedicare monumenti agli uomini che si sono resi utili ai popoli è onorevole per le nazioni; converrebbe solo lasciare ai secoli avvenire la cura d'innalzarli, quando essi confermano la buona opinione che si formò dapprima degli eroi.
La differenza sta nel tempo – non nel tempo trascorso ma nel tempo presente. [...] Di Giulio Cesare e Traiano mi preoccuperei se qualcuno adesso progettasse di invadere la Gallia o impadronirsi della Dacia (e infatti di loro si è ampiamente servito l’Impero Fascista quando voleva rinnovare i fasti di Roma Imperiale). Posso un po’ faticosamente convivere con Corso Regina Margherita o piazza Vittorio perché nessuno pensa seriamente di far tornare il re; ma è più difficile convivere con «Mussolini Dux» perché non solo serve a celebrare quel passato, ma legittima adesso i fascisti che poi trovo dentro lo stadio, Forza Nuova, Casa Pound, Fratelli d’Italia, ed è adesso che mi fa paura.
La vicinanza d'uno edificio volgare, ti fa subito afferrare la sublimità e le proporzioni del monumento vicino.
Ogni monumento, per continuare a vivere, non può essere separato senza danno, spesso irreparabile, dall'ambiente circostante.
Quando un monumento funge da luogo di raduno, suppongo si debba rimuovere.
Strada facendo possiam dire che elevare un monumento ad un uomo ancora in vita è lo stesso che dichiarare che su quanto lo concerne non si ha fidanza nella posterità.
Tutti monumenti commemorativi devono essere per il pubblico magniloquenti, e la sobrietà allontana.
Un monumento esiste perché qualcuno l’ha eretto, e l’ha eretto con qualche intenzione: è un messaggio, un segno di quelle intenzioni. Così, quasi tutte le statue dei gerarchi sudisti sono state erette a cavallo del ‘900 per sancire il consolidamento della segregazione razziale, o ancora negli anni ’50 come reazione al movimento per i diritti civili (allo stesso modo, intitolare oggi strade a Giorgio Almirante non serve a ricordare un discutibile passato, ma a proporne la continuità e il ritorno). Queste icone, lungi dallo svolgere una funzione di storia e memoria, impongono una sola memoria su tutte le altre, congelano la storia in un passato monumentale e negano tutta la storia che è venuta dopo.
Una stretta affinità accade fra le arti, e le lettere; imperocché negli antichi monumenti si contiene la mitologia, la storia, ed ogni notizia de' tempi passati. Furono già i codici campo larghissimo a mietere onori di letterarie vittorie; ora questo campo è chiuso, o veramente è fatto angusto, e sterile sì che buon frutto in esso raro si coglie e la fede di tali scritture massimamente per l'ignoranza degli amanuensi è poca o nulla verso quella dei monumenti, i quali sono gli unici da poter dichiarare i luoghi oscuri degli antichi scrittori, e i costumi delle passate età.
C'è chi si fa erigere un monumento come premio perché si fa erigere un monumento.
L'iscrizione su un monumento a volte sembra un mandato di cattura.
Lo lapidarono con un monumento.
Se abbattete i monumenti, risparmiate i piedistalli. Potranno sempre servire.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026