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Pubblicità: frasi e citazioni
30 citazioni di 24 autori
Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su pubblicità? Ecco 30 citazioni con l'autore di ciascuna.
Frasi su «pubblicità»
Abbiamo un piano con un punto cardine: / trasformare i consigli per gli acquisti in un ordine, / affossando i programmi di qualità / perché l'utente intelligente si sa / che non ama la pubblicità.
Alla base della maggior parte delle obiezioni contro la pubblicità non è il fatto che la pubblicità manipola i gusti ma il fatto che il grande pubblico ha dei gusti deprecabili, cioè dei gusti diversi da quelli dei critici.
– C'era la pubblicità nel XX secolo?
– Sì che c'era, ma non nei nostri sogni. Solo in TV e alla radio... e anche sui giornali... e-e durante i film e durante le partite, sui mezzi pubblici, sulle buste del latte, sulle t-shirt, sulle banane, le scritte in cielo... Ma non nei sogni! No signore! (Futurama)
È amaro essere riconosciuto e ricordato solo per la pubblicità a un prodotto.
La pubblicità causa l'omogeneizzazione al livello più basso, più ombelicale, più belluino.
La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. (Fight Club)
La pubblicità è il braccio armato di un sistema che senza di essa crollerebbe. Ci costringe a comprare.
La pubblicità è il rumore di un bastone in un secchio di rifiuti.
La pubblicità è l'acceleratore del meglio e del peggio senza che nulla possa arrestare la velocità presa.
La pubblicità è la più politica e la più ideologica e in assoluto la più efficace mediatrice di "valori".
La pubblicità e le tecniche di marketing sono state sviluppate in modo da far sì che molte persone sentano il bisogno di cose che i loro nonni non desiderarono o persino sognarono mai. Ciò richiede un duro sforzo per guadagnare denaro sufficiente per soddisfare questi bisogni artificiali […]. L'uomo moderno deve soddisfare il suo bisogno per il processo di potere in gran parte attraverso la ricerca di bisogni artificiali creati dalla pubblicità e dalla industria del marketing, e attraverso attività sostitutive.
La pubblicità è una cosa strana. Se la gente la smette di prestarle attenzione dopo poco sparisce.
La pubblicità è vecchia come il mondo. Infatti, come tutti sanno, cominciò il serpente a decantare a Eva le virtù della sua frutta.
La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno.
La pubblicità, infatti, può basarsi sull'impressione, può limitarsi a colpire l'immaginazione, mentre la propaganda deve indurre alla riflessione, al ragionamento, suscitando l'interesse per un argomento specifico, fornendo determinate informazioni e possibilmente, quando su un certo tema vi sono opinioni divergenti, controbattendo in maniera diretta o in modo allusivo la propaganda avversaria.
La pubblicità insegna alla gente a non fidarsi del proprio giudizio. La pubblicità insegna alla gente ad essere stupida.
La pubblicità si ostina a ignorare che i bambini sono esseri cattivissimi, amanti dello sporco e nemici del bagno schiuma, che vorrebbero vivere in camerette disordinate in cui la polvere di settimane si raccoglie a formare spaventosi moloch divoragenitori. Esseri che godono delle disgrazie altrui seguendo Paperissima e si incantano davanti ai ricci spiaccicati sull'asfalto. I bambini odiano le auto lente e poco rumorose e sognano di sfrecciare a tutta velocità su Euro 0 che sono veri diffusori di polveri sottili. Si esaltano con le parolacce e ridono con le battute sulla cacca. I bambini sono Bart Simpson nella realtà, ma nella pubblicità li travestono da Heidi che accarezza le caprette.
La pubblicità si può descrivere come la scienza di fermare l'intelligenza umana per il tempo necessario a spillarle quattrini.
La pubblicità unisce sempre l'inutile al dilettevole.
Le promesse, le grandi promesse, sono l'anima della pubblicità.
Le pubblicità sono per la veloce persuasione. / Se fissi troppo a lungo perdi l'appetito.
Nel mondo della pubblicità non esistono le bugie, solo parecchia esagerazione. (Intrigo internazionale)
Nella fiction la fotografia non deve essere più bella di quella della pubblicità, se no la gente cambia canale.
Sarei contro la pubblicità bieca della falsa motivazione, della falsa informazione; del "lava più bianco". Contro tutto quello che sfrutta la stupidità del pubblico.
Se esaminati consapevolmente, i messaggi pubblicitari paiono assurdi come le note di un inno sacro applicate a un numero di spogliarello. Ma essi sono appositamente destinati, da quegli uomini-rana dello spirito che sono i "creativi" di Madison Avenue, a un livello di semi-consapevolezza. La loro esistenza è una testimonianza, oltre che un fattore, della situazione di sonnambulismo di una metropoli stanca.
Si possono conoscere gli ideali di una nazione attraverso la sua pubblicità.
La pubblicità oggi sembra basarsi sull'avanzatissimo principio secondo il quale la più piccola unità modulare, se ripetuta in modo rumoroso e ridondante, finirà gradatamente per imporsi. Il principio del rumore viene spinto così fino al livello della persuasione, e ciò corrisponde di fatto alle tecniche del lavaggio del cervello.
La pubblicità / è il commercio dell'anima.
"La pubblicità è necessaria" dice F.M., pontefice delladvertising. "La gallina, quando ha fatto l'uovo, canta; l'anatra no. Nei negozi tutti chiedono uova di gallina, ma nessuno chiede uova di anatra. Chiaro?"
Un manuale di pubblicità / anche fra i più noti / è una raccolta di istruzioni / ai cretini / per convincere gli idioti?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026