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Siracusa: frasi e citazioni

36 citazioni di 22 autori

Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su siracusa? Ecco 36 citazioni con l'autore di ciascuna.

Frasi su «siracusa»

Al banchetto si va per mangiare e non solo per bere, come fanno quei ranocchi dei Siracusani, che bevono vino e solo vino e non mangiano alcunché. Tu, fatti servire invece tutti gli uccelletti arrostiti della tribù, secondo la stagione.
Archestrato di Gela
Amico mio, non si direbbe che tu lodi, se ritieni che questo vada bene, la tavola siracusana e l'infinita varietà di leccornie siciliane.
La Repubblica, La Repubblica
Anche da quell'altura la vista di Siracusa è bella. Si ha sotto, immediatamente il verde piano, irrigato dalle acque del Ciane, dove riposano a migliaia gli Ateniesi e gli Africani e non havvi nei dintorni di Siracusa località più campestre, e più malinconica di questa. Dopo avere attraversato quella pianura arida e sassosa, la quale si stende da Acradina ad Epipoli, l'occhio si riposa sulle verdi sponde dell'Anapo, sui meandri del Ciane, e ricorrono alla memoria di Teocrito, e di Pindaro. Dove sono andati i bei tempi dell'antica Grecia?
Ferdinand Gregorovius
Che cosa sarebbe "avvenuto dell'Italia se Alessandro, trascurando l'Asia, avesse diretto la sua spedizione contro l'Occidente?". A una domanda come questa di von Hassel si risponderà sempre che è inutile rifare la storia. Ma non resistiamo alla tentazione di immaginare Siracusa che, con Alessandro, sarebbe diventata la metropoli del mare Interno, di un impero greco vincitore allo stesso tempo di Roma e di Cartagine, allargando fino a noi, occidentali, un ellenismo diretto, senza l'intermediazione e il filtro di Roma. Una guerra che non ha avuto luogo è comunque una guerra persa. La grandezza del mare Interno, già a quell'epoca, si gioca, che lo si voglia o no, nel luogo che fa da cerniera tra i due Mediterranei.
Fernand Braudel
Dal 480, anno di massima gloria, al 212 a. C, data luttuosa di fine, una città, nata dalla fusione di gente greca e di stirpe autoctona, di Gamori e di Killichirioi, rappresentò in Sicilia la mirabile civiltà ellenica nella sua fiorente giovinezza. Fu questa Siracusa, il cui nome ricorda i fasti di Cartagine, di Atene e di Roma; le cui monete, i più stupendi esemplari che mai abbia avuto il mondo, simboleggiano il suo antico splendore. Ma l'augusta madre «divina nutrice di generose menti» come la invoca Pindaro; che agitò la fiaccola dell'Ellenismo in Occidente e compendiò in sé «la virtù greca e l'ira», cadde per non più risorgere sotto l'urto della vittoriosa potenza romana. D'allora essa diviene la città delle memorie, delle melanconiche rimembranze, e sin dal tempo romano i Mystagogi, lontani predecessori delle moderne guide, ne indicavano al passeggiere i monumenti del suo passato.
Enrico Mauceri
Io quand'ero questore scoprii la sua tomba [di Archimede], sconosciuta ai Siracusani, cinta con una siepe da ogni lato e vestita da rovi e spineti, sebbene negassero completamente che esistesse. Tenevo, infatti, alcuni piccoli senari, che avevo sentito essere scritti nel suo sepolcro, i quali dichiaravano che alla sommità del sepolcro era posta una sfera con un cilindro. Io, poi, osservando con gl'occhi tutte le cose – c'è, infatti, alle porte Agrigentine una grande abbondanza di sepolcri – volsi l'attenzione ad una colonnetta non molto sporgente in fuori da dei cespugli, sulla quale c'era sopra la figura di una sfera e di un cilindro. E allora dissi subito ai Siracusani – c'erano ora dei principi con me – che io ero testimone di quella stessa cosa che stavo cercando. Mandati dentro con falci, molti ripulirono e aprirono il luogo. Per il quale, dopo che era stato aperto l'accesso, arrivammo alla base posta di fronte. Appariva un epigramma sulle parti posteriori corrose, di brevi righe, quasi dimezzato. Così la nobilissima cittadinanza della Grecia, una volta veramente molto dotta, avrebbe ignorato il monumento del suo unico cittadino acutissimo, se non lo fosse venuto a sapere da un uomo di Arpino.
Marco Tullio Cicerone
La città di Siracusa la fondò Archia da Corinto, d'onde partissi verso quel tempo in cui fondaronsi anche Nasso e Megara. E dicono che Miscello ed Archia giun sero insieme a Delfo per interrogare l'oracolo; e do mandati dal Dio se volessero piuttosto ricchezza o sanità, Archia elesse la ricchezza, e Miscello la sanità: ed allora il Dio commise al primo di fondar Siracusa, all'altro Crotone; e nel vero intervenne che i Crotoniati ebbero una città saluberrima come già dissi, e i Siracusani crebbero a tanto di ricchezza, che solevan citarsi in proverbio dicendosi de' troppo splendidi spenditori: Non potrebbero far tanto né anche colla decima dei Siracusani.
Strabone
La città aretusea è un luogo a cui sono particolarmente legato. Il suo Teatro greco con le Rappresentazioni classiche che riecheggiano gli splendori del passato, sono un vero tesoro. Siracusa è un luogo magico del Mediterraneo e va meglio preservata come la Sicilia tutta che dev'essere protetta ma, soprattutto, conosciuta.
Louis Godart
Niente di meno vero: Siracusa non solo è una città in cui si può vivere, ma da vivere: nessun'altra città al tempo stesso che come città si nega, si dissimula, si fa segreta e visionaria; da scoprire.
Leonardo Sciascia
O Siracusa, o tu grande città, Santuario di Marte, / del Nume di guerra, / nutrice beata d'eroi, di validi in guerra corsieri, / io giungo da Tebe opulenta, recandoti un canto / che della rombante quadriga t'annunzi il trionfo.
Pindaro
Patria t'è quella, che fondò sull'onda / Archia Corintio; di Sicilia il cuore, / Siracusa d'eroi madre feconda.
Teocrito
Qui a Siracusa sentii ier l'altro sera suonare dalla musica militare la Cavalleria rusticana, in un sito magico, sulla spiaggia del mar ionico illuminato dalla luna, fra la fonta Aretusa cinta di papiri, e le navi a vela del porto. Quando Mascagni la scrisse era «grande»...
Otto Weininger
Quindi Siracusa, città su un'isola, frammento dell'antica Syrakus. Questa, in verità, sorgeva sulla terraferma e aveva un'estensione straordinaria, un teatro, un anfiteatro e le famose cave di pietra, a questo i Cristiani aggiunsero enormi catacombe. Le cave di pietra si chiamano latomie e sono molto belle! Sono paradisi vegetali, circondati da pareti di roccia; l'unico accesso è vigilato da un custode, cui si paga, e perciò, nelle cosiddette latomie, il tiranno Dionisio rinchiudeva i prigionieri. Anche a Siracusa i contadini hanno i carri dipinti, solo che ai quadri storici preferiscono le scene della vita dei nobili; e tra essi ci sono pezzi di particolare leggiadria.
Karel Čapek
Rinunciammo ad Agrigento poiché il viaggio sarebbe stato troppo complicato. Non ne provai rimpianto, tanto mi piacque Siracusa, la nudità brillante delle sue pietre disposte ad anfiteatro in riva a un mare di metallo, le sue strade polverose in cui camminavano pesantemente i bufali dalle magnifiche corna, la nudità del terreno al castello d'Eurialo: errammo a lungo nei suoi sotterranei, nei suoi camminamenti, e nella solitudine della landa erosa dal mare, lontanissimi da tutto.
Simone de Beauvoir
Seguimmo il suggerimento rinunciando a Siracusa, anche perché non ignoravamo che della stupenda città rimaneva poco più del nome glorioso.
Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia
Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai.
Otto Weininger
Siracusa, prima che città greca fu centro e convegno di popolazioni sicule primitive. I risultati scientifici sin qui ottenuti, frutto di perseveranti indagini, han gettato, appunto, viva luce sulle civiltà preelleniche in Sicilia, le quali dapprima, e non sono che pochi lustri, apparivano semplicemente come un mito. Tali ricerche, nonché buona parte del sud-est dell'Isola, hanno avuto di mira la famosa metropoli siceliota, il cui splendore ne avea fatto finora dimenticare le origini e le vicende anteriori. Così Siracusa preellenica è stata esumata e fatta rivivere ai nostri occhi dopo tanti secoli di oblio: essa ci si rivela attraverso gli oscuri passi della morte, nelle tombe religiosamente scavate nella roccia e nel dovizioso e vario materiale ceramico, litico ed eneo in esse contenute.
Enrico MauceriMateriale di bronzo o di rame.
Siracusa, prima della caduta dell'impero d'Occidente, e l'invasione dei Barbari, si reputava come la sede delle scienze, delle lettere e delle arti. Mosco vi cantò le sue Buccoliche, Archimede colle sue profonde e sottili scoperte diede alle scienze esatte quasi può dirsi nuova vita; e gli oggetti d'arte in numero quasi infinito, di cui Marcello onorar volle il suo trionfo, prima che Mummio saccheggiasse Corinto, furono come prodigiose scintille, che risvegliarono negli animi, ancor feroci ed agresti degl'Italiani il gusto greco.
Alessandro Checcucci
Siracusa situata sulle coste orientali della Sicilia. L'antica sua origine gareggia colla sua celebrità, prodotta, al dir di Strabone, dal suolo fecondo, e dalla comodità de' suoi bellissimi porti.
Alessandro Checcucci
Torno sempre con grande gioia in Italia ed amo in particolare il meridione: sono rimasto molto colpito dalla bellezza di Siracusa, dal panorama, e dal suo mare epico.
Derek Walcott
Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con Siracusa. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa.
Friederich Münter
Tu stai dando ordini a donne / di Siracusa e perché tu lo sappia, / noi siamo originarie di Corinto, / come Bellerofonte. Noi parliamo / con la cadenza del Peloponneso.
Teocrito
Vidi per la prima volta il paesaggio grandioso di Siracusa al momento in cui il sole stava per tramontare, illuminando tutta la contrada dal mare Jonio ai monti d'Ibla, di quelle tinte calde, le quali non si vedono che sotto il cielo di Sicilia. Non potrei esprimere con parole l'impressione che tal vista mi produsse. Neppure in cima all'Etna, di dove si scorgono l'isola tutta quanta, tre mari, le coste d'Italia, io non mi sentii scosso come nel vedere tra il profondo silenzio di una bella sera, questi ampli e morti campi di Siracusa.
Ferdinand Gregorovius
Voi non troverete, è vero, quei grandi Monumenti, che si osservano nella città dei Sette Colli, quei però, che a Voi si presentano in Siracusa, si rendon più venerandi, perché esistevan nel tempo, in cui Roma non era Roma. Sì, Roma stessa vantar si può, d'essere stato il suo Campidoglio ornato, arricchito, ingrandito dalle copiose, altrove non mai vedute, ricchissime spoglie di Siracusa.
Giuseppe Maria Capodieci
Quale delle città decadute, o scomparse, del mondo antico ha conservato, dopo Atene e Roma, una così vasta fama come Siracusa? C'è un uomo in Europa o in America, tra i meno colti delle classi non affatto ignoranti, il quale nel naufragio delle memorie scolastiche non ritrovi quel nome, e legati con quello altri ricordi confusi d'uomini grandi, di grandi fatti, d'opere meravigliose dell'ingegno umano? Non credo che ci sia al mondo altra grande città decaduta che abbia dinnanzi a sé una così meravigliosa immagine del suo grande passato.
Edmondo de Amicis
Tramontava il sole: l'orizzonte era d'oro, le acque dei ponti d'oro, tutto quanto s'alzava sopra la terra e sorgeva dal mare disegnava le sue forme nell'oro. D'ev'essere stato un tramonto simile quello che fece dire al Carducci: Bello come un tramonto di Siracusa.
Edmondo de Amicis
Siracusa vista da questa terrazza sembra galleggiare, come se dormisse, sognando i sui duemila e settecento anni di storia.
Edmondo de Amicis
Credo infine che, tra tutti i monumenti di Siracusa che sono sopravvissuti ai secoli, questo delle catacombe può darci, meglio degli altri l'idea più giusta dell'antica grandezza di questa città.
Carlo Picchio
Dal V al III secolo a. C. Siracusa fu la zecca più importante della Sicilia.
Carlo Picchio
Sorta per opera d'una colonia di Corinti, guidata da un Archia, appena vent'anni dopo Roma, Siracusa fu, prima di Roma, la maggiore città d'Europa, raggiungendo, e forse superando, il milione d'abitanti e facendosi, a sua volta, metropoli, cioè madre di nuove città, come Acre, Casmene e Camarina, con le quali cercò di frenare l'espansione della sua rivale Gela.
Carlo Picchio
Un itinerario archeologico-storico in Sicilia può avere la sua stazione di partenza a Siracusa, la colonia ellenica più antica dell'isola, dopo quella di Naxos fondata da Teocle di Calcide intorno al 735 a. C. Ma mentre di Naxos restano appena pochi metri di muro a secco e dubbie tracce di una necropoli a Capo Schisò, presso i Giardini di Taormina, Siracusa ha saputo serbare il suo nome e custodire le superbe vestigia della sua antichità.
Carlo Picchio
C'è un luogo che è impossibile lasciar fuori da questa storia: Siracusa [...] Nella cronaca di Livio leggo che a Siracusa si compie una svolta importantissima della guerra: nel 214 la città è passata ai Cartaginesi, ma i Romani reagiscono immediatamente. Capiscono che, se il nemico si insedia in Sicilia, il loro dominio sul mare è finito, e così ne attaccano la città più splendida. La stringono d'assedio con quattro legioni.
Paolo Rumiz
Ma Siracusa è soprattutto Archimede. È il genio dei teoremi e delle macchine da guerra, dei rompicapo e dei codici perduti.
Paolo Rumiz
Il vero specchio ustorio di Siracusa è l'alba. Il sole che esce sul mare immobile del mattino ti schianta come lo scettro di un faraone egizio. È il disco incandescende di Ammon-Ra sopra le teste rapate dei costruttori di piramidi puzzolenti di cipolla e sudore. Non hai scampo. Nell'isola di Ortigia, d'estate, l'unica attività che ti viene concessa è scegliere il percorso per evitare il sole, sempre che tu non preferisca una sovrana immobilità.
Paolo Rumiz
I ponticelli che la collegano [Ortigia] con la terraferma creano una frontiera mentale talmente invalicabile che persino il vicinissimo castello Eurialo, capolavoro di arte militare greca, alto sulla base militare Nato verso Megara Hyblaea, sembra un miraggio sahariano perso a distanze inarrivabili.
Paolo Rumiz
Sulla terrazza di Aldo Palazzo – artista-fotografo dalla ruvida chioma moschettiera – aspetto il tramonto con due olive, un pomodoro e una coppa di bianco fresco. Il sole indora architetture arabo-normanne, sveve e ispaniche. Mi sento a Cartagena; col viaggio che torna al suo punto di partenza. Non c'è più niente di greco qui, se si esclude il fantastico duomo, cresciuto dentro le colonne doriche di un tempio a Minerva. Incontro stranieri drogati di sublime lentezza. Come Kali Jones, che viene a tuffarsi con me dagli scogli. Kali non chiede altro dalla vita. I tetti, le rondini, il mare; e il rumore di stoviglie nella sera.
Paolo Rumiz

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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026