- Autore
- Torquato Accetto
- Prima pubblicazione
- 1641
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- italiano
«Della dissimulazione onesta» è un'opera di Torquato Accetto, pubblicata per la prima volta nel 1641.
Il libro in breve
Della dissimulazione onesta è un saggio di filosofia morale scritto da Torquato Accetto.
Composto durante la dominazione spagnola in Italia - epoca in cui la diffusa pratica dell'ipocrisia politica forniva materia a innumerevoli trattati sulla prudenza - questo libello fu pubblicato a Napoli nel 1641 e rapidamente dimenticato per poi essere riscoperto tre secoli dopo da Benedetto Croce, che lo fece ripubblicare nel 1928.
Fonte: Wikipedia, voce «Della dissimulazione onesta» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Della dissimulazione onesta»
Da che 'l primo uomo aperse gli occhi, e conobbe ch'era ignudo, procurò di celarsi anche alla vista del suo Fattore; così la diligenza del nascondere quasi nacque col mondo stesso, ed alla prima uscita del difetto, ed in molti, è passata in uso per mezzo della dissimulazione; ma considerando l'odio che si tira appresso chi mal porta questo velo, e che nel bel sereno della vita non si dee dar luogo all'importuna nebbia della menzogna, la qual in ogni modo convien che resti esclusa, ho deliberato di rappresentar il serpente e la colomba insieme, con intenzion di raddolcir il veleno dell'uno e custodir il candor dell'altra [...]. (I)
Il vero non si scompagna dal bene, ed avendo il suo proprio luogo nell'intelletto, corrisponde al bene ch'è riposto nelle cose; né può la mente dirizzarsi altrove per trovar il suo fine, e se 'l vulgo si reputa felice in quello che appartiene al senso, ed i politici nella virtú o nell'onore, i contemplativi mettono il loro sommo bene in considerar l'Idee che son nel primo grado della verità, la qual in tutte le cose è la proprietà dell'essere a quelle stabilito, perché in tanto son vere in quanto son conformi al divino intelletto. (II)
Basterà dunque il discorrer della dissimulazione, in modo che sia appresa nel suo sincero significato, non essendo altro il dissimulare, che un velo composto di tenebre oneste e di rispetti violenti: da che non si forma il falso, ma si dà qualche riposo al vero, per dimostrarlo a tempo; [...]. (IV)
[...] se in ogni altra cosa giova l'uso continuo, nella dissimulazione si esperimenta il contrario, poiché il dissimular sempre mi par che non si possa metter in pratica di buona riuscita. (V)
La dissimulazione è una industria di non far veder le cose come sono. Si simula quello che non è, si dissimula quello ch'è. (VIII)
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026