- Autore
- Aristotele
- Lingua originale
- greco antico
«Historia animalium» è un'opera di Aristotele.
Il libro in breve
La Historia Animalium (Storia degli animali; in greco: Τῶν περὶ τὰ ζῷα ἱστοριῶν, "Indagini su animali") è un trattato di storia naturale scritto nel IV secolo a.C. dal filosofo greco antico Aristotele (384 - 322 a.C.), che aveva studiato all'Accademia di Atene di Platone.
Generalmente visto come un lavoro pionieristico di zoologia, Aristotele incornicia il suo testo spiegando che sta indagando sul cosa, i fatti esistenti sugli animali, prima di stabilire il perché, le loro cause. Il libro è quindi un tentativo di applicare la filosofia alla parte del mondo naturale. Il suo metodo è quello di individuare le differenze, sia tra gli individui che tra i gruppi. Un gruppo viene stabilito quando si vede che tutti i membri hanno lo stesso insieme di caratteristiche distintive; per esempio, gli uccelli hanno tutti piume, ali, e becchi. Questo rapporto tra gli uccelli e le loro caratteristiche è identificato come un universale.
Fonte: Wikipedia, voce «Historia animalium» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Historia animalium»
Sono infatti presenti nella maggior parte degli esseri animati tracce delle disposizioni dell'anima che negli uomini presentano tuttavia differenze più evidenti: in effetti, la mansuetudine e la selvatichezza, la docilità e l'aggressività, l'indole coraggiosa e la codardia, le paure e gli atteggiamenti audaci, gli impulsi e le astuzie e certi tratti di intelligenza applicati alla facoltà di comprendere che si presentano simili a quelli dell'uomo si trovano in molti di essi, in maniera analoga a come è per le parti del corpo. Alcuni animali, infatti, differiscono dagli uomini per il più e il meno, e così avviene per l'uomo se paragonato con molti degli animali (giacché alcune delle dette disposizioni sono presenti in misura superiore nell'uomo, alcune negli altri animali); altri animali invece differiscono in base all'analogia. Come infatti nell'uomo ci sono l'arte, la saggezza e la capacità di comprendere, così in alcuni animali c'è una facoltà diversa ma rapportabile a queste che è insita per natura. (VIII, 1; 2015, p. 15)
Nei bambini, benché si possano vedere peculiari disposizioni che avranno sviluppo in seguito, si nota tuttavia come il loro spirito, in questo periodo , non sia praticamente differente da quello degli animali selvatici, da che non è illogico dedurre che alcuni caratteri sono i medesimi in tutti gli animali. (VIII, 1)
Ciò che è conforme a natura è dolce. (VIII, 1; 2015, p. 17)
Il delfino, infatti, tende a entrambe le nature . E infatti immette nel corpo l'acqua marina, che poi espelle dallo sfiatatoio, e, al contempo, immette aria per mezzo dei polmoni. Questi animali, in effetti, posseggono questo organo e respirano. Perciò, quando viene catturato con le reti, il delfino soffoca velocemente perché non riesce più a respirare. E quando si trova fuori dall'acqua rimane in vita per molto tempo gemendo e mugghiando, proprio come fanno gli altri animali che respirano. E ancora, quando dorme, fa emergere il muso al di sopra della superficie dell'acqua per respirare. (VIII, 2; 2015, p. 18)
Le attinie si nutrono di piccoli pesci che corrono loro incontro. Questo animale ha la bocca in mezzo al corpo. La cosa si vede chiaramente soprattutto negli esemplari di grande taglia. Questi esseri hanno, come le conchiglie, un orifizio attraverso cui viene espulso il nutrimento. Questo orifizio si trova nella parte superiore del corpo. Sembra infatti che l'attinia – in maniera analoga alle conchiglie che hanno la parte carnosa all'interno – si serva di una roccia come valva. (VIII, 2; 2015, p. 19)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Historia animalium»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026