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Libro · 1819

Il mondo come volontà e rappresentazione

di Arthur Schopenhauer · titolo originale Die Welt als Wille und Vorstellung

Prima pubblicazione
1819
Lingua originale
tedesco
Traduzione
Richard Burdon Haldane

«Il mondo come volontà e rappresentazione» è un'opera di Arthur Schopenhauer, pubblicata per la prima volta nel 1819.

Il libro in breve

Il mondo come volontà e rappresentazione (titolo orig. Die Welt als Wille und Vorstellung, prima edizione) è l'opera capitale del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1860). Vengono affrontati due problemi della filosofia della vita: contrapponendo realtà e possibilità, ovvero assumendo il compito di cogliere la scienza nei suoi elementi strutturali a priori, nella sua dipendenza dall'esperienza possibile e, al tempo stesso, oltrepassandola, far valere le istanze dell'incondizionato, della libera volontà, di quella libertà che non può essere un fatto, come quelli accertabili nel mondo della rappresentazione, bensì una certezza interiore da cui dipende, in fin dei conti, la stessa dignità umana.

Fonte: Wikipedia, voce «Il mondo come volontà e rappresentazione» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Il mondo come volontà e rappresentazione»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Echo Point Books & Media, LLC.20219781648370939inglesescheda
Echo Point Books & Media, LLC.20219781648370922inglesescheda
Dover Publications, Incorporated20039780844628851inglesescheda

3 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 3, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Il mondo come volontà e rappresentazione»

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Frasi tratte da «Il mondo come volontà e rappresentazione»

Alla malvagità è già affine la sete di vendetta, che il male paga col male, non per riguardo al futuro, il che costituisce il carattere della pena, ma solo per il fatto accaduto, passato; quindi senza vantaggio; non come mezzo, ma come fine, per letiziarsi nel tormento, da noi stessi inflitto l'offensore. Ciò che distingue la vendetta dalla pura malvagità, e in qualche po' la scusa, è un'apparenza di giustizia; in quanto lo stesso atto, che stavolta è vendetta, quando fosse legale, ossia compiuto secondo una regola fissa e notoria, e in seno a una collettività, da cui questa fosse sanzionata, si chiamerebbe pena, cioè diritto. (§65, 1991)
[...] allegorizza la vita di ogni uomo che non voglia solo preoccuparsi del proprio benessere personale come gli altri, ma persegua un fine oggettivo, ideale, che si è impadronito del suo pensiero e della sua volontà; per il che poi certo viene guardato in questo mondo come un essere strano. (III, 50; 2010)
Anch'io alla fine sono comunque arrivato e ho la soddisfazione di vedere, al termine della mia carriera, il principio della mia influenza, con la speranza che essa, conforme a un'antica regola, durerà a lungo nella proporzione in cui è cominciata tardi. (Prefazione alla terza edizione; 2010)
Altri tempi dovrebbero sorgere invero, prima che la mia filosofia possa giungere a una cattedra: sarebbe davvero bella che questa mia filosofia, dalla quale non si può trarre guadagno, raggiungesse l'aria e la luce, e persino una universale considerazione!
Ciascun individuo, ciascun volto umano e ciascuna vita non è che un breve sogno dell'infinito spirituale naturale, della permanente volontà di vivere; non è che una nuova immagine fuggitiva, che la volontà traccia per gioco sul foglio infinito dello spazio e del tempo, lasciandola durare un attimo appena percettibile di fronte all'immensità di quelli, e poi cancellandola, per dar luogo ad altre. (§ 58)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il mondo come volontà e rappresentazione»?
«Il mondo come volontà e rappresentazione» è stato scritto da Arthur Schopenhauer.
Quando è uscito «Il mondo come volontà e rappresentazione»?
La prima pubblicazione risale al 1819.
Si può leggere «Il mondo come volontà e rappresentazione» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Liber Liber.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026