Libro · 1864
L'arte di ottenere ragione
di Arthur Schopenhauer · titolo originale Eristische Dialektik
- Autore
- Arthur Schopenhauer
- Prima pubblicazione
- 1864
- Lingua originale
- tedesco
«L'arte di ottenere ragione» è un'opera di Arthur Schopenhauer, pubblicata per la prima volta nel 1864.
Il libro in breve
L'arte di ottenere ragione è la versione italiana di Eristische Dialektik - Die Kunst, Recht zu behalten di Arthur Schopenhauer, pubblicato postumo.
In questo trattato Schopenhauer dà una nuova definizione di dialettica, che intende in modo diverso dagli antichi (e da Aristotele in particolare), pur riprendendone il concetto; e radicalmente diverso dai suoi contemporanei, come Hegel: cioè come dialettica eristica, ovvero «l'arte di ottenere ragione» a prescindere dalla verità o falsità dell'oggetto della disputa. In seguito, alla luce di questa definizione, esamina trentotto stratagemmi (e relative contromosse) per difendere la propria ragione in una disputa oppure per ottenerla nel caso in cui questa stia dalla parte dell'avversario.
Fonte: Wikipedia, voce «L'arte di ottenere ragione» · licenza CC BY-SA 4.0
Edizioni e codici ISBN di «L'arte di ottenere ragione»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| Mille et une nuits | May 19, 2003 | 9782842053017 | francese | scheda |
1 edizione censite su Open Library; in tabella le prime 1, a partire da quelle in italiano.
Dove trovare «L'arte di ottenere ragione»
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Frasi tratte da «L'arte di ottenere ragione»
Gli antichi adoperano logica e dialettica per lo più come sinonimi, e altrettanto fanno i moderni. (nota alla p. 1, p. 75, 2006)
Il mio punto di vista, dunque, è che la dialettica va separata dalla logica più nettamente di quanto abbia fatto Aristotele, lasciando la verità oggettiva, nella misura in cui essa è formale, alla logica e limitando la dialettica allottenere ragione: e, in secondo luogo, che sofistica ed eristica non vanno separate dalla dialettica così come fa Aristotele: poiché questa differenza riposa sulla verità materiale oggettiva, sulla quale non possiamo venire in chiaro con certezza preventivamente [...]. È facile a dirsi che nel contendere non bisogna avere di mira altro se non il portare alla luce la verità: il fatto è che non si sa ancora dove essa sia: si viene fuorviati agli argomenti dell'avversario e anche dai propri. (nota alla p. 19, p. 78, 2006)
Per formulare la dialettica in modo limpido bisogna considerarla, senza badare alla verità oggettiva (che è oggetto della logica), semplicemente come l'arte di ottenere ragione, la qual cosa sarà certo tanto più facile se si ha oggettivamente ragione. [...] Dunque la dialettica non deve avventurarsi nella verità: alla stessa stregua del maestro di scherma, che non considera chi abbia effettivamente ragione nella contesa che ha dato origine al duello: colpire e parare, questo è quello che conta. (pp. 23 sg., 2006)
Quando ci si accorge che l'avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall'oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona. (p. 64, 2006)
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026